Fabio Galante è stato uno dei difensori più apprezzati degli anni Novanta

Fabio Galante è stato uno dei difensori più apprezzati degli anni Novanta e Duemila. Ha disputato 13 stagioni in serie A, tre delle quali con la casacca dell'Inter. Oggi lavora, come osservatore, proprio per il club nerazzurro. Ospite alla presentazione delle card Calciatori Adrenalyn XL 2019-20 della Panini, si è soffermato su diversi temi caldi, compreso l'imminente derby.
Galante, che idea si è fatto in questo avvio di campionato?
«Penso che le avversarie della Juventus si siano rinforzate. A partire dall'Inter e pure il Napoli, ma anche alla Roma. Spero che sia un campionato più avvincente. La Juve, a mio avviso, resta la squadra da battere ma il gap si è ridotto».
Juventus che è alle prese con qualche problema difensivo. Sulle palle inattive: marcatura a uomo o zona?
«Ho smesso di giocare nel 2010 e ho sempre, o quasi, giocato a uomo. Onestamente, la marcatura a zona, la vedo più rischiosa».
Il prezzo di certi difensori sta crescendo sempre più: perché?
«Non bisogna guardare più alle valutazioni dei singoli. Se si raggiungono certe cifre, è perché c'è qualcuno che fa una richiesta ma anche chi la soddisfa. Quello che penso è che, ai miei tempi, c'era un livello qualitativo superiore, e non parlo solo di difensori».
Lei non ha mai perso un derby nella sua esperienza intertista...
«Vero, ho avuto la fortuna di non uscire mai sconfitto, anche perché, in quegli anni, credo che l'Inter fosse superiore al Milan. Poi ho giocato anche quelli di Torino e Genova ma li, qualche volta, ho perso. Mi è mancato solo quello di Roma».
Quale straccittadina ricorda con piacere?
«Quella in cui segnarono Simeone e Ronaldo. Davvero indimenticabile».
Che sfida si aspetta domani sera?«
«I derby fanno sempre storia a sé. Non conta la classifica, non conta lo stato di forma. Credo che si giocherà molto sulle emozioni. Sia l'Inter che il Milan sono due ottime squadre. Gli automatismi, essendo alla quarta di campionato, non ci sono ancora ma penso che siano già entrambe molto forti».
Il difensore che le piace di più ora?
«Beh, Skriniar ha tutto: grinta, cattiveria, ottime qualità tecniche. Mi ci rivedo un po' come tipo di giocatore, anche se lui è più forte».
E dei milanisti, chi era quello che dava più fastidio?
«Sicuramente Pippo Inzaghi. Era davvero complicato fermarlo».
Siamo a un evento in cui si celebrano le famose figurine: Galante era un appassionato?
«Certamente. Ricordo che quando veniva il fotografo della Panini per immortalarci, mi facevo fotografare per ultimo, così potevo scegliere la foto in cui ero venuto meglio».
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Venerdì 20 Settembre 2019, 05:01
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