Banda Bagaj: «Punizione che non ha coerenza»

MILANO - «L'Italia non è razzista. Vanno deprecati questi fatti ma non è giusto squalificare uno stadio quando il 95% dei cittadini ha diritto ad assistere ad uno spettacolo importante». Così si l'ad dell'Inter Beppe Marotta sulle porte chiuse a San Siro, che riguarderanno (ad esclusione dei bambini e ragazzi di scuole e squadre di calcio) anche la sfida di campionato di sabato sera con il Sassuolo. «Il razzismo negli stadi? È un problema della società civile, bisogna creare cultura con la collaborazione del governo e dei vari enti».
Sull'argomento, da registrare ieri, nel piazzale antistante lo stadio, la protesta di una trentina di tifosi della Banda Bagaj, gruppo del tifo nerazzurro che si posiziona di solito in Curva Sud: «Contro il razzismo, contro la violenza. Contro punizioni prive di coerenza. La maggioranza non ha ululato, ma un suo diritto è stato calpestato».(M.Sar.)

Lunedì 14 Gennaio 2019, 05:01
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