Alessio Agnelli
MILANO - Da Lautaro a Barella, fino a Bastoni ed Esposito: alla

Alessio Agnelli
MILANO - Da Lautaro a Barella, fino a Bastoni ed Esposito: alla

Alessio Agnelli
MILANO - Da Lautaro a Barella, fino a Bastoni ed Esposito: alla Pinetina va di moda il nuovo che avanza. Giovani, ambiziosi e di talento, ma già pronti a ritagliarsi spazi importanti nell'Inter di Antonio Conte, meritocratico per vocazione e da sempre focalizzato sul campo, e sulla prestazione nel suo complesso, piuttosto che su carta d'identità e curricum ancora da scrivere.
Lautaro Martinez e Nicolò Barella sono stati i primi beneficiari dell'effetto-Conte. Subito nelle mischia, a dispetto dei 22 anni di età, e subito decisivi per intraprendenza, carattere ed indubbie doti tecniche. Addirittura paradigmatica l'ascesa del Toro: da riserva di Icardi con Spalletti a perfetto complemento di Lukaku con il salentino, decisivo quanto (se non di più) l'acclamato compagno di reparto.
Con la rete di mercoledì al Borussia Dortmund, l'argentino ha messo, infatti, la freccia sul belga (6 a 5, fra campionato e Champions), confermandosi in un momento caldissimo (5 gol nelle ultime 4 uscite ufficiali), imprescindibile per Conte e per la squadra.
Esattamente come il macina-chilometri Barella: «Se è per aiutare la squadra corro anche quando è finita la partita, va bene così - ha sottolineato il 22enne di Cagliari alla RSI -. La gara è frutto della forza di questo gruppo che sta crescendo piano piano, anche sbagliando.
Però vincendo si cresce meglio». Domani, nell'anticipo di campionato del Meazza contro il Parma, Barella e Lautaro saranno, come al solito, due punti fermi nell'11 dell'ex ct. Ma, nello scacchiere nerazzurro, potrebbe trovar posto anche un terzo baby: Alessandro Bastoni, già chiamato in causa con profitto contro Samp, Juve e Sassuolo e in predicato di turnover con De Vrij (contuso e affaticato dopo il Borussia).
Per il quarto, Sebastiano Esposito, ci sarà spazio a gara in corso, come in Champions e per un secondo debutto (questa volta in serie A) in 4 giorni, che ripaga del mancato visto (di Conte) per i Mondiali Under 17. E per il classe 2002 un'altra occasione di mettersi in mostra, dopo il rigore guadagnato contro il Borussia. L'usato sicuro è rappresentato invece da Antonio Candreva, 15 anni più vecchio ma rivitalizzato dalla cura-Conte: «La mano del mister si è vista da subito. C'è aria positiva, il giusto entusiasmo, la voglia di lavorare con sacrificio e umiltà - ha sottolineato a Sky -. È come se fossimo tutti ripartiti da zero. Ci sono ragazzi giovani che possono migliorare ancora e dare tanto, siamo una squadra con ampi margini di crescita. Con il Borussia siamo stati un blocco unico, dobbiamo ricominciare da lì anche in campionato».
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 Ottobre 2019, 05:01
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