Dal centro Coni di Formia a Tokyo, al servizio degli atleti
di Andrea Gionti

Dal centro Coni di Formia a Tokyo, al servizio degli atleti

 Insieme hanno condiviso la stessa malattia del remo. Ora, da affermati manager e uomini di sport, Davide Tizzano e Carlo Mornati ricoprono due prestigiose cariche a capo dell'Italia Team nello splendido e moderno fortino dell'università di Waseda a Tokorozawa - alla città è intitolato l'asteroide 7038 scoperto nel '95 - nella prefettura di Saitama a 30 km da Tokyo. È il campus della delegazione azzurra che ospita il nuoto, il fondo, la lotta, il golf, il triathlon, la scherma e l'atletica leggera, le discipline di casa al centro di preparazione olimpica Bruno Zauli di Formia, l'impianto diretto dal gennaio 2014 dall'ex canottiere napoletano Tizzano, che nella sua lunga carriera vanta due ori olimpici a Seul '88 nel quattro di coppia e ad Atlanta '96 nel doppio con Agostino Abbagnale.


«In totale saranno circa 200 tra atleti e tecnici con una permanenza media di una settimana», spiega il coordinatore del centro giapponese, che fu nominato già prima dello scoppio della pandemia dal numero uno dello sport italiano Giovanni Malagò. L'occasione fu quando il segretario generale e capo missione Mornati, 49enne di Lecco argento nel quattro senza a Sidney 2000, firmò un protocollo d'intesa tra il Coni, la prefettura di Saitama, la municipalità di Tokorozawa e l'università di Waseda per l'utilizzo del campus dell'ateneo. Un'area dotata di un campo di atletica e di un piscina olimpionica (all'interno anche un impianto riservato al tiro con l'arco, sei campi in erba da tennis, una sala coperta multidisciplinare e un campo polifunzionale), una combinazione difficile da trovare nei dintorni della capitale nipponica. A suggerirla ai dirigenti e all'ambasciatore in Giappone Giorgio Starace era stato l'ex premier Yoshir Mori. «All'interno del villaggio gratificano gli spazi costruiti intorno alle loro esigenze: piscina, pedane, palestre e tutte le altre facilities allestite dall'organizzazione per garantire standard ottimali, un vero gioiello di efficienza e tranquillità», sottolinea Tizzano, 53 anni, che alle Universiadi 2019 nella sua Napoli fu Head of Sport and Operation e a Rio 2016 (quarta presenza a cinque cerchi) era stato designato capo missione della squadra di canottaggio. La struttura era stata bloccata nel 2017, quando era ancora un cantiere a cielo aperto, intravedendo in quel progetto embrionale un luogo che avrebbe potuto fare la differenza. «Un gioco di squadra apprezzato dagli atleti che hanno trovato l'habitat naturale per preparare le gare al massimo del comfort», parola dell'ex grinder di prua de Il Moro di Venezia e di Mascalzone Latino nell'America's Cup ('92-'97).

LO CHEF

Dal Centro Coni di Formia arriva un'altra figura illustre come lo storico chef Giovanni Vallario, originario di Rongolise (frazione di Sessa Aurunca), che sta deliziando Casa Italia con le sue prelibatezze. È alla sua quarta presenza olimpica dopo le avventure estive di Sidney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008, le invernali di Vancouver e Sochi, oltre i Mondiali di nuoto di Roma del 2009. Perché lui e non un altro chef più o meno stellato? La conferma arriva dal sito istituzionale del Coni: «Giovanni da anni offre e propone il corretto apporto nutrizionale senza mai trascurare la bontà e valorizzazione delle materie prime, sempre freschissime e in linea con le tabelle alimentari delle singole discipline, il tutto esplorando e spaziando nella migliore tradizione della cucina mediterranea».
Andrea Gionti
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Luglio 2021, 09:27
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