Paura nelle calli, "fantasma" col coltello appare di notte e aggredisce i passanti
di Nicola Munaro

Paura nelle calli, "fantasma" col coltello appare di notte e aggredisce i passanti

VENEZIA È un fantasma, un’ombra che gira per le calli di Venezia minacciando i passanti con un coltello. Un’ombra sfuggevole, una persona che si confonde benissimo tra le tante, ma pericolosa. 
Trentenne, kosovaro, capelli rasati, altezza circa 1.75, barba. Coltello sempre in tasca, minaccia chi incontra nelle sue passeggiate serali nella zona tra San Marco e Rialto. Nel mirino, soprattutto ragazze, sole o in gruppo, non cambia per lui. Ma anche giovani. 

Sempre identico l’approccio: si avvicina, tira fuori il coltello dalle tasche e con l’arma in mano, minaccia sfidando chi si trova di fronte. Sulle sue tracce si sono messe le forze dell’ordine che nelle scorse settimane hanno ricevuto più di una segnalazione o di una chiamata. A farle, tutte persone che camminando per Venezia, si sono imbattute in lui e si sono viste puntare il coltello solo per il gusto di spaventare.
Prima si pensava a singoli episodi isolati. Poi le aggressioni e le minacce da parte del trentenne kosovaro - già noto alle forze dell’ordine per tutta una serie di precedenti legati al mondo dello spaccio - hanno iniziato a ripetersi una dietro l’altra sempre nella stessa zona, nel cuore di Venezia, e sempre di sera, quando la città si svuota dal via-vai di turisti e le calli e i campi sono semi-deserti. È questo il contesto preferito per il “fantasma” di Venezia, finito al centro di un tam-tam che non corre soltanto sui social. La sua fotografia infatti è agli angoli di alcune delle calli più frequentate della città d’acqua. Lo sguardo in primo piano e sotto alcune scritte a penna: «Attenzione», «Pericoloso», «Minaccia violenza, sequestro e traffico di droga».

Immagini che tornano anche in alcuni gruppi Facebook nei quali rimbalza la sua fotografia sotto un post inequivocabile: «Nuovo pericolo per Venezia». Città che torna a vivere l’incubo sicurezza pochi mesi dopo aver archiviato la violenza delle baby gang. Di lui si parla nei bar, si raccontano di appostamenti sotto casa delle sue vittime, quasi tutte ragazze giovani, per aspettarle e minacciarle senza motivo. 
Tra le testimonianze, quella di un veneziano che a passeggio assieme ad un amico nella zona tra l’area Marciana e Realtina, si è imbattuto nel trentenne. È bastato poco, ha denunciato, perché il kosovaro li minacciasse con un coltello prima di venire aggredito dai due amici, di essere disarmato e costretto a darsi alla fuga minacciando i due che sarebbe tornato e li avrebbe uccisi entrambi

Il suo racconto, come le tante segnalazioni ricevute nelle scorse settimane, è finito adesso al centro delle indagini condotte dalla questura sul “fantasma” di Venezia. Un trentenne che si aggira tra le calli di notte, pronto a puntare il coltello di fronte a chi incontra, spaventando una città intera a ridosso del Carnevale.
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Gennaio 2020, 10:58
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