Arrestato due volte ma libero per un disguido: armato, minaccia i passanti

Mestre, paura nel sottopasso. Arrestato due volte ma libero per un disguido: armato, minaccia i passanti

MESTRE - La sua ultima follia Koubyb Bkhairia, 18 anni, tunisino, condannato due volte in pochi giorni ma libero per un disguido burocratico che ha impedito il suo accompagnamento al Cpr (centro per il rimpatrio) di Torino, l'ha messa in atto nel tardo pomeriggio di lunedì. Armato di una griglia in metallo raccolta chissà dove, minacciava e tentava di colpire chi attraversava il sottopasso ciclo-pedonale che collega Mestre e Marghera. Solo il caso e l'intervento degli agenti della Polfer e delle Volanti della questura di Venezia, ha fatto sì che il conto della pazzia del diciottenne nordafricano non fosse tragico. Arrestato - per la terza volta in meno di un mese - è stato condannato a 10 mesi e per lui è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Uscirà a pena scontata (si  accumuleranno anche le precedenti condanne) e poi verrà espulso. Cosa che non era riuscita nelle scorse settimane per un «inghippo», come lo aveva chiamato il comandante della Polizia locale Marco Agostini, in un post-sfogo su Facebook. LA CHIAMATA Una scena da film quella in cui si sono imbattuti i passanti nel tardo pomeriggio di lunedì: nel bel mezzo del sottopasso, Koubiyb Bkhairia con una griglia in metallo mossa in maniera sconclusionata in aria. E calata su quanti gli passavano vicino. L'allarme è stato dato da una donna, spaventata per quello che si era trovata ad affrontare e che si era presentato pure agli agenti della Polfer, intervenuti per primi. Il giovane nordafricano - che nel frattempo era riuscito a importunare diverse persone - continuava ad aggredire gli stessi agenti di polizia, costretti a chiamare in rinforzo una pattuglia delle Volanti. Solo a quel punto il diciottenne è stato bloccato e arrestato con le accuse di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, lesioni e minacce. I PRECEDENTI «Vi rubo le pistole e vi sparo come ha fatto il colombiano a Trieste», aveva detto in questura a Venezia la sera del 22 novembre quando era stato arrestato dalla Polfer per aver preso a calci un sedicenne mestrino con l'obiettivo di rubargli 20 euro. Condannato, era stato liberato e arrestato di nuovo dalla Polizia locale. Ancora una condanna (2 anni e 2 mesi) e l'espulsione, divenuta impossibile per un ritardo che aveva mandato in tilt l'intero meccanismo: l'espulsione quindi era stata trasformata in un ordine di allontanamento volontario. Evaso. Lunedì, il capitolo finale. Nicola Munaro © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18 Dicembre 2019, 14:05
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