Schianto mortale, sospetto choc: l'investitore litigava con l'ex fidanzata
di Denis Barea

Schianto mortale, sospetto choc: l'investitore litigava con l'ex fidanzata

TREVISO - «Ha sterzato di colpo a sinistra quando gli ho detto che era finita. Poi lo schianto e la tragedia», sarebbero state queste le parole che la ragazza coinvolta nello schianto costato la vita alla 62enne ex dipendente della Provincia Giuseppina Lo Brutto, avrebbe confidato a un medico dei soccorsi. «Quasi - è stata l'impressione - lui avesse voluto schiantarsi e farla finita contro l'auto». Le cause e la dinamica dell'incidente che, venerdì alle 23.45, è costato la vita a una 62enne si tingono di giallo.
 
 Per ora è un mistero quello che è accaduto lungo rettilineo che da Santandrà porta Povegliano, ma ci sarebbero le parole della ragazza ad alimentare i dubbi. Ed è obbligatorio chiedersi perché l'Alfa Mito, guidata da un 22enne di Quinto si sia scontrata frontalmente con la Toyota Yaris, con a bordo la 62enne e il marito 68enne Flavio Cagnato, insegnante in pensione, che è ancora ricoverato in gravi condizioni al Ca' Foncello. «Stavamo litigando e io volevo lasciarlo quando lui ha sterzato, causando il frontale», avrebbe riferito ai primi soccorritori una 21enne di Arcade. La segnalazione della ragazza è arrivata in Procura. Inevitabili gli accertamenti. Bisogna verificare se la versione della ragazza è attendibile. In tal caso per il 22enne o l'accusa di omicidio stradale potrebbe aggravarsi. Ma le affermazioni della ragazza potrebbe essere state conseguenza dello choc, dello stato confusionale. Per questo il pm Francesca Torri ha ordinato di risentirla. Poi toccherà al ragazzo. E infine a Flavio Cagnato
LA LITE
A far perdere al ragazzo il controllo dell'auto è stata la rabbia, una disattenzione o la sbandata è stata voluta? È quanto vuole capire il pm Francesca Torri. L'ipotesi più inquietante è che il 22enne potrebbe aver lanciato volontariamente la sua Alfa Romeo contro la Toyota Yaris. Un colpo di testa che potrebbe avere spiegazione in una serie di fatti precedenti all'incontro di venerdì. La storia sentimentale tra il 22enne e la 21enne era al capolinea. Ma il giovane non avrebbe voluto rassegnarsi alla fine di quell'amore. Sarebbe stato però troppo insistente tanto che la ragazza sarebbe giunta a pensare a una segnalazione per stalking. Venerdì i due si sarebbero rivisti per chiarire definitivamente il loro rapporto. Mettere in chiaro la situazione. I due stavano viaggiando in auto quando la discussione sarebbe diventata accesa. Sono le 23.35, il momento della tragedia. Da Santandrà l'auto procedeva verso Povegliano quando la 21enne avrebbe detto: «Basta, riportami a casa». 
STRADA SENZA CURVE
La Provinciale è un lunghissimo rettilineo, senza curve. Inspiegabilmente, però, il 22enne perde il controllo dell'auto e invade la corsia opposta: i fari abbaglianti dell'auto si piantano a tutta velocità sulla Yaris, sfondandola e uccidendo Giuseppina Lo Brutto. Che cosa ha causato quella tragica e improvvisa sbandata? E perché non ci sono segni di frenata dell'Alfa Romeo? Sono interrogativi ai quali deve rispondere la Procura. La Stradale ha ricostruito la dinamica dello scontro frontale. La prima relazione consegnata al pm parlerebbe di una traiettoria particolare. Ma la Stradale non ha parlato con la ragazza. L'Alfa Romeo potrebbe aver zigzagato, ma non ci sono conferme, pochi istante prima dello schianto. Un malore? O forse la ragazza, la tesi al vaglio degli inquirenti, stava cercando di tenerla in strada mentre sbandava da una ciglio all'altro? Di più se ne potrà forse sapere quando il 22enne e l'amica 21enne saranno ascoltati dagli investigatori. Poi sarà la volta del marito della Lo Brutto, che per ora resta ricoverato in ospedale con numerose fratture agli arti.
Denis Barea
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Martedì 11 Giugno 2019, 03:35
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