In Veneto esplodono i focolai dei ragazzi. Alle feste senza vaccino: i casi di Jesolo e Treviso

In Veneto esplodono i focolai dei ragazzi Alle feste senza vaccino: i casi di Jesolo e Treviso

di Alda Vanzan

È allarme per i focolai accesi dai giovani non vaccinati, per lo più senza o con pochi sintomi, ma in grado di diffondere facilmente la variante Delta del Covid. Succede in Italia: dal Gargano a Ostia alla Sardegna fino a Lodi. Succede all'estero: particolarmente inquietante il cluster che si è acceso a Malta, con più di 120 giovani azzurri bloccati in quarantena. E adesso c'è il Veneto dove due feste - una a Jesolo, l'altra a Treviso - tra ventenni, tutti trevigiani e tutti non vaccinati, hanno provocato due focolai con 15 positivi e una cinquantina in isolamento domiciliare. «Stiamo tracciando tutti i contatti per metterli in quarantena - ha detto il direttore dell'Ulss 2 della Marca, Francesco Benazzi - Speriamo di non trovarci di fronte ad altre sorprese». C'è preoccupazione perché alcuni dei giovani risultati positivi avevano partecipato precedentemente ad altre feste e a un torneo di calcio. L'attività di tracciamento risulta quindi complessa.

Aggiornamento

In relazione al cluster emerso dopo due feste private, tenutesi nei giorni scorsi a Jesolo e a Treviso, ad oggi l’attività di contact tracing dell’Ulss 2 - informa l'azienda sanitaria - ha identificato 75 ragazzi coinvolti, tutti posti in quarantena. Le positività finora confermate dal molecolare sono 16; altri 8 ragazzi sono risultati positivi all’antigenico e sono in attesa dell’esito del tampone molecolare. Tutti i campioni positivi al molecolare vengono inviati all’Istituto Zooprofilattico per il sequenziamento, al fine da individuare la variante responsabile del focolaio trevigiano.


I DATI

In una settimana i contagi a livello nazionale sono aumentati sensibilmente: sabato 3 luglio c'erano meno di 800 casi positivi, sabato 10 luglio 1.400. Quasi il doppio. Secondo Pier Paolo Sileri, sottosegretario alla Salute, «entro tre settimane saremo a 3-4mila». Il fatto che si stiano contagiando i giovani, perché viaggiano e socializzano di più e perché tra di loro la maggioranza non è vaccinata, fa sì che il numero dei ricoveri permanga basso: erano 1.682 sette giorni fa, ieri 1.308. Ma nessuno può prevedere quanto questo scenario - contagi in aumento, ricoveri in discesa - possa durare, «ricordiamoci sempre che abbiamo 2,5 milioni di over 60, maggiormente a rischio, non ancora vaccinati», ha detto Sileri.

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Il ministero della Salute ha diffuso intanto una circolare, firmata dal direttore della Prevenzione, Gianni Rezza, in cui chiede alle Regioni di rafforzare il tracciamento, l'isolamento dei cluster e di accelerare le vaccinazioni. La circolare ricorda che ogni allentamento durante i mesi estivi delle misure «senza un contemporaneo aumento dei livelli di vaccinazioni complete nella popolazione, potrebbe portare ad un repentino e significativo aumento dei casi Covid-19 in tutte le fasce d'età, soprattutto sotto i 50 anni, con un incremento associato dei ricoveri e dei decessi». Il ministero ricorda inoltre che tra le persone da intercettare ci sono ancora quasi 223 mila membri del personale scolastico, i quali non hanno ricevuto neppure una dose, pari al 15,25% del totale, mentre il personale sanitario è stato vaccinato completamente quasi al 93%.
E sono allo studio provvedimenti per filtrare gli arrivi da Portogallo e Spagna, dove l'espansione della variante Delta ha causato un aumento senza precedenti dei contagi. L'ipotesi è applicare la stessa formula scelta per il Regno Unito: test antigenico prima di salire sull'aereo, cinque giorni di isolamento in Italia, nuovo test. Va capito se questo percorso sarà imposto a tutti o solo a coloro che non hanno completato il percorso vaccinale.

A NORDEST

Casi in aumento anche in Veneto: 157 i nuovi casi di contagio registrati nelle ultime ventiquattro ore, di cui 57 a Verona, 34 a Treviso, 29 a Padova, 21 a Venezia, 11 a Vicenza, 1 solo a Rovigo e nessuno a Belluno. Ventotto nuovi casi di positività al Covid in Friuli Venezia Giulia dove oltre l'80% dei contagi ha a che fare con persone la cui età è inferiore ai 40 anni. Martedì, intanto, a Palazzo Ferro Fini, sede del consiglio regionale del Veneto, si riunirà la Commissione d'inchiesta sulla gestione del Covid dal 2020 ad oggi: «Le prime audizioni - hanno annunciato i consiglieri del Pd - si concentreranno sul funzionamento del tracciamento, il punto di forza della Regione Veneto durante la prima ondata, che però è saltato nella seconda, nonostante i tanti tamponi. Vogliamo capire se e quanto le modalità di contact tracing abbiano permesso di contenere la diffusione del virus, di individuare come si muoveva nei vari contesti sociali, sanitari e lavorativi, riducendo così contagi e mortalità. Siamo convinti che si potesse fare di più, ma lo constateremo attraverso un'analisi dettagliata degli atti».

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Ultimo aggiornamento: Domenica 11 Luglio 2021, 17:27
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