«Copriti o ti uccido». I messaggi
su Whatsapp poi strangola la moglie
di Marina Lucchin

«Copriti o ti uccido». I messaggi su Whatsapp poi strangola la moglie

ADRIA (ROVIGO) - Diceva di amarla. Ma quello che Roberto Lo Coco provava per la moglie Giulia Lazzari, nulla aveva a che fare con l'amore. Era ossessione e mania di possesso. Di controllo. Era gelosia (VIDEO). Così quando lei, ormai esasperata da quel modo asfissiante di essere amata, l'ha lasciato, lui le ha stretto le mani al collo, stringendole convulsamente finché non ha più sentito il cuore di lei battere. I medici sono riusciti a rianimare Giulia, ma per la cameriera 23enne di Adria (Rovigo) non c'è stato nulla da fare: per troppo tempo il suo cervello è rimasto senza ossigeno. Nove giorni di agonia e, infine, ieri pomeriggio è spirata

IL MESSAGGIO DI ROBERTO ALL'AMICO «Mi dispiace, odiatemi più che potete, giuro non ero in me»


 
 

Giulia, che non potrà veder crescere la figlioletta di soli quattro anni, sapeva che suo marito Roberto, 28 anni, disoccupato e con problemi di tossicodipendenza, era ormai fuori controllo. I segnali c'erano tutti e lei aveva deciso di troncare proprio per quello. 
 
Lui, invece, di quella sua folle gelosia ne andava orgoglioso. Così orgoglioso, che aveva deciso di postare sulla sua pagina Facebook, il 29 luglio, accompagnandolo con tre faccette che ridono fino alle lacrime, lo screenshot di una drammaticamente profetica conversazione in chat con Giulia. Sono le 23.31 e lei, che aveva registrato il marito, nel suo telefono, come Principe mio, gli comunicava che l'indomani sarebbe uscita con la madre per andare a fare la spesa. Lui, che nella sua immagine profilo aveva una foto di loro due, guancia a guancia, le dice che va bene. Finita lì? Assolutamente no. Roberto aggiunge: «Non truccarti, fatti brutta, non aggiustarti i capelli, non salutare nessun maschio. Se quando esci dal supermercato qualcuno dice arrivederci, tu fa finta di non sentire perché non puoi rispondere a un maschio. Mettiti una felpa lunga e larga e un pantalone largo così non si vedranno le forme del tuo corpo». In coda al messaggio ci mette una faccetta sorridente e un cuore rosso.
Lei si arrabbia: «Ma perché fai così?» gli domanda aggiungendo un emoticon con una faccina arrabbiata che sbuffa. E lui le risponde: «Perchè se ti fai bella ti guardano tutti... invece così no e io risparmio 30 anni di galera fatti per omicidio». 
Ottanta giorni dopo, quella frase, che voleva essere scherzosa, diventa realtà: Giulia muore, Roberto è accusato di omicidio volontario aggravato. 
TUTTO SUI SOCIALE non mancano altri sfoghi sulla pagina del 28enne. Il 17 settembre sbotta su uno sfondo rosso con le fiamme: «Balle su balle ogni giorno. Vero? Naturalmente non conto, anzi non ho mai contato niente per te a sto punto. Bene. Grazie». Sotto lo stesso post gli risponde la zia della moglie: «Robby... non su facebook... chiarisci a casa... le tue cose... vedrai che tutto passa».
Ma le cose non si sistemano. Per nulla. E due giorni prima di strangolare Giulia, scrive ancora: «Non è giusto però così, io sono quello che sono, lo sapevi ma tu hai sbagliato e mi hai fatto malissimo, per carità la colpa e mia ho sbagliato a fare delle cose che non ti piacevano, ma ce l'hai anche tu la colpa che in questi mesi mi hai trattato come spazzatura, non succedeva niente di tutto questo se tu avessi parlato con me e non con un estraneo che conosci da pochi mesi. Non voglio vantarmi, ma tutto e dico tutto l'amore che io ti ho dato in questi sette anni, non ne troverai mai uno che ti amerà e che ti darà tutto l'amore che ti ho dato io, a parte gli errori che ho fatto, ti ho amata veramente tantissimo. Ok, l'hai voluto tu questo, io no, mai voluto separarmi da te».
Stesse parole che pare le abbia urlato anche mentre le affondava le dita nel collo per strozzarla dopo averle chiesto un ultimo abbraccio: «Se non ti avrò io, non ti avrà nessun altro». Nove giorni dopo Giulia ha smesso di lottare: uccisa, proprio da chi diceva di amarla. 
Marina Lucchin 
Venerdì 18 Ottobre 2019, 08:41
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