Omicidio di Sara Buratin, agganciato il furgone di Pittarello in fondo al Bacchiglione. All'interno c'è il corpo di Alberto

La donna, di 40 anni, uccisa con 20 coltellate, indagato l'ex compagno, svanito nel nulla dopo il delitto e ritrovato oggi dentro al mezzo finito nel fiume del Padovano. Tutti gli aggiornamenti di oggi

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di Redazione Web

BOVOLENTA (PADOVA) - Sarebbe stato trovato nel Bacchiglione il corpo di Alberto Pittarello, 39 anni, compagno di Sara Buratin, la 40enne uccisa con 20 coltellate a Bovolenta. I sommozzatori dei vigili del fuoco per tutta la giornata di ieri non hanno potuto calarsi nel fiume a causa del maltempo e della forte corrente del fiume.

Oggi, 29 febbraio, nel primo pomeriggio si sono calati e hanno agganciato il furgone del 39enne, inabissatosi due giorni fa a poche ore dall'omicidio di Sara Buratin. Hanno effettuato l’immersione con un sistema ombelicale denominato SIACS (Sistema Immersione Alimentato e Controllato dalla Superficie).

All'interno uno dei pompieri ha sentito quello che sembrava essere un corpo. La certezza che nell'abitacolo vi fosse un cadavere si ha avuta una volta che il mezzo è stato riportato a galla. Sul posto, lungo l'argine, ci sono anche i familiari della 40enne. Il riconoscimento ufficiale è arrivato in serata: sul corpo, ad un primo esame del medico legale presente sul posto, non sembrano esserci ferite per cui si suppone che sia morto annegato.

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L'omicidio di Sara Buratin

Martedì, 27 febbraio, in tarda mattinata Sara Buratin, 40 anni, residente a Bovolenta e dipendente di uno studio dentistico di Padova, è stata uccisa. Venti le coltellate inferte alla schiena e al collo. A trovare il corpo della donna è stata la madre di lei, Maria, dalla quale si era trasferita da una quindicina di giorni. Nel vederla in una pozza di sangue, nella baracca in giardino, la donna si è sentita male. Sul posto sono arrivati i soccorsi ma per Buratin non c'era più nulla da fare. Il delitto è avvenuto in viale Italia, poco lontano dalla stazione dei carabinieri di Bovolenta: le indagini sono state coordinate dal Pm Sergio Dini.

La figlia protetta dai carabinieri

Gli inquirenti si sono subito concentrati sul compagno di Buratin, Alberto Pittarello. Dell'uomo nessuna traccia. I carabinieri sono andati alla scuola della figlia della coppia, che ha 15 anni, assieme ad alcuni parenti.

In un primo momento si temeva che Pittarello potesse portar via la ragazzina o addirittura farle del male. Per precauzione i militari dell'Arma si sono presentati di fronte alla scuola in borghese, pronti a intervenire. Ma non è stato necessario. La 15enne è stata accompagnata a casa della zia, sorella della mamma, dove si trova anche la nonna. 

Le ricerche di Alberto Pittarello

Le ricerche sono andate avanti per tutto il pomeriggio di martedì. La svolta si è avuta in serata quando il cellulare di Alberto Pittarello (IL RITRATTO - Leggi) è stato individuato in zona Ca' Molin, sempre a Bovolenta, proprio sulla strada arginale. Sull'asfalto e sull'erba c'erano segni che facevano intendere che un mezzo era finito in acqua. E lì sotto, effettivamente, c'era il mezzo di Pittarello. Ma le acque del Bacchiglione, già normalmente scure, erano impraticabili a causa del maltempo che ha flagellato il Veneto. Così nella giornata di mercoledì le ricerche sono state sospese. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno individuato il punto esatto dove si trovava il furgone, la domanda era: dentro c'è Pittarello? O è scappato?

 

L'ipotesi della premeditazione

All'inizio si è supposto che il delitto fosse premeditato. Pittarello quel giorno si era preso ferie, aveva chiesto un incontro alla ormai ex compagna con la scusa di portarle uno scooter per la figlia. Il martedì era il giorno libero di Buratin. Il fatto che il cellulare fosse stato trovato a 200 metri dal luogo in cui il furgone si era inabissato. In realtà nuovi elementi fanno propendere per una lite finita in tragedia.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 1 Marzo 2024, 10:26
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