Omicidio di Bovolenta. Sara Buratin uccisa a coltellate, Alberto Pittarello non si trova: i carabinieri a scuola a proteggere la loro figlia di 15 anni

Sara morta, Alberto non si trova: i carabinieri a scuola a proteggere la loro figlia di 15 anni

di Nicola Munaro e Cesare Arcolini

BOVOLENTA (PADOVA) - Quando i carabinieri hanno capito che Alberto Pittarello non si riusciva a trovare - nonostante il sospetto che il suo furgone fosse a 8 metri di profondità nel Bacchiglione e il suo cellulare fosse stato scoperto 200 metri del punto di scarrocciamento - la preoccupazione dei militari e della procura è stata tutta per la figlia quindicenne. Così una pattuglia di carabinieri in borghese è stata mandata a presidiare la scuola frequentata dall'adolescente, un'ora prima che suonasse la campanella e lei - alle 16.30 - uscisse da scuola andando incontro all'incubo. La paura degli inquirenti era dettata dal fatto che Pittarello potesse decidere di passare a prendere la figlia e la portasse con sé, forse per compiere una tragedia nella tragedia. Nulla di questo però si è verificato e la quindicenne è uscita di scuola senza alcuna sorpresa. A prenderla ha trovato i parenti che, assieme ai carabinieri, l'hanno portata prima in un luogo protetto per metterla al corrente di tutto quello che era successo e poi l'hanno accompagnata a Terrassa Padovana a casa della zia, dove ha trovato anche la nonna.

Omicidio di Bovolenta. Sara Buratin uccisa a coltellate, l'incontro tra la mamma e i genitori di Alberto Pittarello. La squadra di lui sotto choc: «Era uno del gruppo»


LA SINDACA
La morte di Sara uccisa dal suo compagno Alberto ha sconvolto la comunità di Bovolenta. Il primo cittadino Anna Pittarello ha confessato: «È stato difficile martedì sera addormentarsi. Il nostro territorio non era e non vuole abituarsi a queste tragedie. Ci sono persone che adesso piangono, c'è un'adolescente che in un colpo solo ha perso mamma e papà. Come istituzioni dobbiamo rimboccarci le maniche. È nostro dovere garantire un futuro il più possibile normale a questa giovane ragazza. Dovrà essere affiancata da persone che la sostengano perché superare un trauma di questa portata non è una passeggiata». Tornando alla vicenda che ha catalizzato l'attenzione di tutti il sindaco ha riferito: «Sinceramente non ero al corrente che Sara e Alberto non stessero più insieme. Difficile in questi contesti riuscire ad intervenire in maniera preventiva. Nessuno potrà mai sapere i dissapori quando erano cominciati e soprattutto il perché abbiano avuto un epilogo così devastante».


L'APPELLO
Anna Pittarello ha voluto lanciare un messaggio forte contro ogni forma di violenza: «La vita a volte ci pone di fronte a traumi sentimentali importanti. Dobbiamo entrare nell'ottica del rispetto del prossimo, dobbiamo accettare un rifiuto, essere in grado di lasciare libero un compagno o una compagna che ha deciso di prendere un'altra strada. Fino a quando non verranno prese alla lettere queste parole, ci troveremo sempre in situazioni di rischio dove l'amore alla velocità della luce si trasforma in odio e desiderio di annullare l'altro».


LA VISITA
«Ho fatto visita ai familiari di Alberto, sono provati per ciò che è accaduto - ha detto il primo cittadino di Bovolenta - Neppure loro sanno darsi una spiegazione di quanto è accaduto nel cortile della casa della mamma di Sara».
Confermata nel frattempo la volontà di Anna Pittarello di istituire il lutto cittadino il giorno delle esequie dell'ennesima vittima di femminicidio, la prima vittima in Veneto, la stessa terra di Giulia Cecchettin che a poco più di due mesi dai fatti che hanno scosso l'opinione pubblica in Italia, si ritrova ancora una volta faccia a faccia con l'orrore.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Febbraio 2024, 16:37
© RIPRODUZIONE RISERVATA