Omicidio di Sara Buratin. Funerali separati per vittima e assassino, ma con le due famiglie

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di Cesare Arcolini

BOVOLENTA (PADOVA) - Sarà giovedì il giorno in cui Bovolenta si fermerà per il funerale di Sara Buratin, la mamma quarantenne, assistente alla poltrona, uccisa a coltellate martedì prima di pranzo dal compagno Alberto Pittarello da cui si stava separando. Il funerale è previsto alle 15.30. La salma del caldaista trentottenne, ripescato senza vita giovedì nel Bacchiglione a pochi chilometri dal luogo del delitto, invece, è già stato già messa a disposizione della famiglia, ma non si ha ancora idea di quando ci saranno le esequie. Sara e Alberto avranno due funerali separati, per ovvi motivi, tuttavia il sindaco di Bovolenta Anna Pittarello che negli ultimi giorni sta svolgendo un ruolo logistico enorme, ha svelato che c'è una grande collaborazione tra le due famiglie.

L'APPRENSIONE

«Ho visto a più riprese la mamma di Sara e i genitori di Alberto. Quello che ci tengo a precisare è che il rapporto tra le due famiglie è di reciproco rispetto e affetto, anche per il bene della figlia di Sara. Sono anni che si conoscono e si frequentano. La stima reciproca non è mai mancata e anche questo duro colpo non andrà ad intaccare i rapporti. Da quello che ho appreso - ha proseguito - mamma Maria andrà al funerale di Alberto e i genitori dell'assassino di Sara andranno al funerale della quarantenne».


Di fronte ad inevitabili polemiche che hanno seguito l'ennesimo caso di femminicidio, il primo cittadino ha voluto lanciare un appello: «La mamma di Sara, anche per tutelare la nipote adolescente che in pochi minuti ha perso la mamma e il papà ha chiesto silenzio, rispetto e riservatezza. Siamo di fronte a persone di una bontà e un'eleganza senza eguali. Qui nessuno conosce la parola odio, si vuole solo il bene del prossimo. Il grave fatto di sangue che ha sconvolto il paese non andrà a modificare i sentimenti, ma sarà spunto di riflessione per evitare in futuro ulteriori tragedie».

LE INCOGNITE

Dal racconto del sindaco Pittarello, che ha parlato con la famiglia Pittarello, non si riesce a capire quale causa scatenante abbia portato Alberto in questa follia di violenza, uccidendo Sara per poi seguirla in un gesto estremo. A carico del caldaista mai una macchia, una denuncia. Era un ragazzo come tanti altri che si divideva tra lavoro, compagna, famiglia e figlia e quando era possibile scappava in palestra per giocare a calcetto o, meglio ancora, con la sua adorata Sara e la figlia raggiungeva le Dolomiti per una passeggiata in alta quota.
La scelta di Sara due settimane fa di tornare a vivere con la mamma insieme alla figlia quindicenne nessuno potrà mai sapere se fosse definitiva oppure una piccola parentesi per riordinare le idee. Ebbene, questa scelta ha fatto cascare il castello di sabbia dei sentimenti di Alberto che perdendo il suo punto di riferimento non è più riuscito a vedere la luce. Non ha trovato la forza di parlare del suo disagio con persone di fiducia. Si è arreso.

L'ADDIO

Sull'imminente funerale di Sara il primo cittadino ha annunciato: «Dopo l'omelia farò un intervento per ricordare questi due ragazzi che sono nati e cresciuti a Bovolenta. Questo non è il momento del rancore e della rabbia, ma deve essere il momento della preghiera e della riflessione per fare in modo che le menti umane capiscano quanto precaria sia la vita e quanto importante sia il dialogo e la fiducia nel prossimo. Se solo Alberto avesse avuto la forza interiore di confidare a qualcuno il suo malessere, adesso non saremo qui a proclamare il lutto cittadino per le esequie».
La pagina del libro che si apre a Bovolenta, dopo la chiusura delle indagini avvenuta giovedì pomeriggio, è quella dell'amore e del rispetto. «Da queste parti nessuno vuole sentir pronunciare la parola odio. Sarebbe un'ulteriore dolore che inevitabilmente andrebbe a ricadere sulla figlia di Sara».
Ultimo aggiornamento: Sabato 2 Marzo 2024, 12:31
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