Emma, la sprinter, non si ferma: a 90 anni punta ai Mondiali in Svezia

Emma, la sprinter, non si ferma: a 90 anni punta ai Mondiali in Svezia

di Daniele Pagnutti

PADOVA - «Correvo da studentessa universitaria per il Cus (primi anni ’50 ndr); una volta laureata ho smesso perché mi sono sposata e fra marito, figli e il mio lavoro di insegnante non avevo più tempo». Una pausa durata parecchio, circa un quarto di secolo. «Ho ripreso nel 1986, quando l’allora presidente del Cus mi chiamò perché voleva allestire una squadra master di atletica. Da allora non ho più smesso».


Si racconta così la novantenne Emma Mazzenga, attuale primatista mondiale indoor sui 60 (14”73) e 200 (51”63) per la categoria W90, donne cui mancano meno di dieci anni per raggiungere il secolo di vita. Ieri è stata premiata a Palazzo Moroni dall’assessore Diego Bonavina e dal consigliere Luigi Tarzia con una targa ricordo, segno del riconoscimento della città ad un’atleta davvero unica.


Fisico asciutto, eleganza sobria, eloquio senza fronzoli, risposte dirette e un atteggiamento quasi sorpreso dall’ondata di interesse che si è scatenata sulla sua persona. «Da giovane giocavo anche a basket, poi i tecnici dell’atletica mi hanno chiesto di correre e ho scoperto di essere fatta per gli sport individuali, più che di squadra». Il grande pubblico l’ha scoperta scopre adesso, ma gli addetti ai lavori la seguono da molto tempo; ha cominciato a fare record mondiali nel settore velocità dagli 80 anni e ancora ne detiene alcuni per le categorie W80 e W85. «Non ci vuole un fisico bestiale – sorride Emma – tanti sono sorpresi e pensano che mi sottoponga a chissà quali sforzi per raggiungere questi risultati. Non è così; certo io mi alleno e lo faccio quasi ogni giorno, ma senza particolari aspettative. Quando corro mi diverto, poi se i risultati arrivano bene, altrimenti va bene lo stesso».


SENSO DI INDIPENDENZA
Frequenta regolarmente due impianti: il Colbachini d’estate e il Palaindoor d’inverno. Si sposta sempre da sola, senza chiedere l’aiuto a nessuno. Vive al terzo piano in una palazzina della Guizza senza ascensore, è abituata a fare tutto da sé e questo dà il senso di indipendenza che la pervade.

Ha un regime alimentare particolare? «No, a parte il fatto che mi contengo e cerco di non mangiare troppo, anche perché alla mia età il metabolismo rallenta ed è facile prendere peso, però mangio di tutto e non rinuncio ad un mezzo bicchiere di rosso ad ogni pasto, non potrei fare senza».


Padovana, ma tesserata per una società veronese, l’Atletica Insieme: è per una questione d’amicizia con Rosa Marchi, la responsabile del settore master per la Fidal regionale, che è la sua prima sostenitrice. «Infatti spero che mi possa accompagnare ai Mondiali di quest’estate in Svezia, perché di andarci da sola non me la sento». Nota a margine: quando va a qualche manifestazione sportiva, soprattutto all’estero, lo fa a sue spese, perché dalla federazione non arriva alcun sostegno.


Si rende conto di avere un aspetto sorprendente per una donna della sua età? «Non ci avevo fatto caso fino a qualche tempo fa, ma adesso tutti continuano a ripetermelo, quindi sarà vero. Lo sport aiuta, e aiuta anche il fatto di essere in salute; se me ne stessi in poltrona non starei così fisicamente e forse nemmeno intellettualmente. Leggo molto, frequento mostre, vado al cinema. In tv guardo soprattutto l’atletica, ma mi piacciono gli sport individuali; adesso mi sono appassionata a Sinner, uno che da tutto come piace a me».


IL FUTURO
Le gare la attendono: prima dei Mondiali svedesi in agosto farà i campionati regionali la prossima settimana, poi andrà agli Europei in Polonia e prenderà parte anche ai campionati italiani in giugno. Ha avuto dediche particolari per i record stabiliti il mese scorso? «No, non ci ho mai pensato. Forse perché vivo gli eventi sportivi in maniera molto soggettiva. Ripeto: sono contenta se faccio il risultato, ma resta tutto in pista, è una cosa che sento da sola, per me stessa. Ma non per asocialità, è che non mi sembra così importante per gli altri. Tutto sommato quello che faccio è importante per me, mi diverte e soprattutto mi fa stare bene, però non vorrei annoiarvi con tutti questi discorsi».


Ultimo aggiornamento: Sabato 2 Marzo 2024, 17:06
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