Omicidio di Sara Buratin. La furia cieca di Alberto: più di cinquanta coltellate per togliere la vita all'ex compagna

Esito choc dell’esame sul corpo della 40enne di Bovolenta uccisa dal compagno

Video

di Nicola Munaro

PADOVA - Più di cinquanta coltellate, tra quelle andate a fondo e quelle superficiali. Sono state inferte tra il collo, la nuca, la schiena, il torace e la pancia. Tutte sferrate con violenza e forza: una di queste le ha anche sfondato l’osso cranico. Molti i colpi letali, pochi quelli dati quando ormai la vita non c’era più. E pochi sarebbero anche i tagli e le lesioni da difesa. Sara Buratin è morta così. Trucidata da Alberto Pittarello, il compagno che lei stava lasciando e che subito dopo la mattanza di martedì si è gettato con il suo furgone nel Bacchiglione. Il suo corpo è stato recuperato giovedì mentre il mezzo, che giace a 5 metri di profondità, verrà portato a riva forse oggi se il meteo lo permetterà.

L’ESAME
A raccontare l’orrore che si è consumato nel deposito attrezzi della casa della mamma di Sara, in viale Italia a Bovolenta, nel Padovano, sono i primi risultati dell’esame sul corpo della quarantenne dipendente di uno studio dentistico di Padova e mamma di una ragazzina di 15 anni.

L’autopsia vera e propria verrà eseguita oggi dalla dottoressa Barbara Bonvicini, ma l’osservazione esterna del cadavere e la tac total body effettuata ieri pomeriggio hanno dato una nuova misura della tragedia. L’accertamento ha confermato che Sara è stata aggredita da dietro: i primi colpi sono alle spalle, in una zona tra il collo e la nuca. E sono stati così forti da stordirla, ma forse non tali da ucciderla. Quali e quante siano state le coltellate letali lo si saprà solo oggi. Un’altra novità è che ci sarebbero parecchi tagli, anche profondi, nella zona del torace e dell’addome, segno che Pittarello - 38 anni, tecnico delle caldaie con la passione della montagna e del calcio a 5 - non si è fermato nemmeno quando la sua compagna si è girata. 

LA RABBIA
La quantità e la violenza dei colpi dati con un coltello da escursionista con una lama lunga 20 centimetri, sembrerebbero confermare l’ipotesi che nelle ultime ore sta prendendo sempre più piede secondo cui martedì mattina Pittarello non avrebbe eseguito passo-passo un copione studiato a tavolino nei minimi dettagli, ma l’aggressione - improvvisa - sarebbe stata un’azione dettata da possesso e gelosia. 
Forse, ma non lo saprà mai nessuno, quella mattina nella quale aveva portato alla compagna il motorino da regalare alla figlia, Alberto Pittarello aveva provato a giocarsi una carta per recuperare il terreno perduto. Forse, ma non lo saprà mai nessuno, Sara Buratin gli aveva risposto che no, la loro storia finiva lì. Anzi era già finita da un po’ di tempo e la sua decisione di tornare a casa della madre era solo la rappresentazione plastica di una realtà già in essere.

GLI ELEMENTI
Scavando nel passato dei due, soprattutto in quello del 38enne per capire i motivi di un gesto prima inspiegabile, gli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore Sergio Dini hanno scoperto che il 27 febbraio non sarebbe stato il primo martedì di ferie chiesto da Pittarello: non un giorno qualsiasi, comunque, per la coppia dal momento che corrispondeva anche con il turno settimanale di riposo di Sara, oltre alla domenica. Poi, appunto, la cattiveria dei colpi inferti, la fuga e il suicidio nel grande fiume di Padova, quel giorno in piena per la forte pioggia che ancora sta cadendo in quella zona della provincia padovana. Dall’analisi dei cellulari dei due (recuperati entrambi martedì) non emerge nulla che possa dare la spiegazione di un piano architettato. Così come le testimonianze delle persone vicine ai due.

 

DOLORE CONDIVISO
Mentre la prossima settimana i funerali di Alberto e Sara verranno celebrati in due momenti distinti (ma parteciperannoreciprocemente entrambe le famiglie), il dolore di questi giorni è vissuto insieme dalle due famiglie, che si continuano a incontrare per cercare delle risposte. Giovedì la stessa figlia quindicenne della coppia - che al momento vive con la sorella della mamma - ha incontrato anche i nonni paterni.


Ultimo aggiornamento: Sabato 2 Marzo 2024, 17:07
© RIPRODUZIONE RISERVATA