La decisione, presa dal sindaco Marino, è messa nero su bianco nell'ordinanza n.99 del 7 maggio scorso, “Dichiarazione dello stato di massima pericolosità per rischio di incendi”, che mira a scongiurare tutte quelle situazioni di pericolo che con l'arrivo del caldo provocano roghi e danni ingenti.
«Nel periodo a massimo rischio incendi – si legge nell'ordinanza – è vietato usare apparecchi a fiamma o elettrici per bruciare metalli, usare motori e fornelli o inceneritori che producano faville o braci, fumare o compiere altra operazione che possa arrecare pericolo di incendio»: dal 15 giugno al 30 settembre, quindi, niente barbecue né sigarette in tutte le aree verdi del territorio capitolino, compresi i parchi e le ville storiche.
E' inoltre vietato «accendere fuochi per bruciare sterpaglie e residui di vegetazione per pulire terreni, pascoli, prati o per rinnovare il manto erboso». E ancora è vietato accendere fuochi, di qualunque natura, anche nel fine settimana, nel raggio di 100 metri dalle autostrade, dalle ferrovie e dalle grandi vie di scorrimento.
E la protezione civile di Roma ha precisato che i divieti anti-incendio sono un obbligo di legge a cui «gli enti locali devono ottemperare in questa stagione e che l'ordinanza è conforme a quanto previsto dalle normative nazionali e regionali ed è identica a quelle degli anni precedenti. Il divieto di fumo riguarda invece le parti delle ville e dei parchi dove sono presenti sterpaglie o altro materiale combustibile».
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Maggio 2015, 08:41
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