Ore d’angoscia per la sorte del sedicenne romano, sospeso l'animatore
di Danilo Santoro

Ore d’angoscia per la sorte del sedicenne romano, sospeso l'animatore

Sono ore di attesa e di angoscia al quinto piano dell’ospedale “Perrino” di Brindisi. Qui ormai da oltre due giorni si sono radunati gli affetti più cari del 16enne, vittima nella notte tra sabato e domenica, di un tragico incidente nei pressi di un villaggio turistico di Ostuni, le cui condizioni sono tuttora critiche. In parallelo va avanti l’inchiesta giudiziaria condotta dal commissariato ostunese: sequestrata l’autovettura che avrebbe investito il giovane che - secondo la Procura di Brindisi - si trovava già seduto a terra o sdraiato prima dell’impatto con il veicolo. Questo provvedimento, fondamentale ai fini dell’indagine, segue la denuncia per lesioni gravissime a carico dell’animatore del villaggio, in quegli stessi istanti alla guida dell’utilitaria di medie dimensioni, che avrebbe in maniera involontaria investito il minore. Il collaboratore del villaggio turistico, un venticinquenne, è stato cautelativamente sospeso dall’attività pur conservando lo stipendio: insomma, una forma di “protezione” adottata dalla società.

La necessità di far piena luce sulla vicenda, in queste ore, è legata al dolore della famiglia del giovane, rimasta in Puglia, per il triste epilogo di una vacanza, che prima di sabato notte era stata caratterizzata da relax e sano divertimento. Ora nei loro occhi c’è solo una grande sofferenza; la stanchezza fisica è sovrastata da un sentimento di forte preoccupazione. Si scrutano i volti ed i pareri dei medici dell’ospedale brindisino per cercare di captare anche il più lieve spiraglio capace di ridare speranza ai genitori ed al fratellino più piccolo del ferito. L’edema celebrale preoccupa. E non poco. La gravità del trauma cranico diffuso emerge dalle tac a cui il 16enne è sottoposto, con cadenza costante, durante l’arco delle 24 ore. Il liceale romano, in prognosi riservata, però sta lottando con tutte le sue forze, cercando di vincere la battaglia più dura, causata da un tragico destino che si è frapposto tra la sua gioia di vivere.

E’ per risalire a quanto avvenuto quella notte, pochi minuti prima che lo studente potesse far ritorno all’interno del villaggio, che si sta concentrando l’inchiesta portata avanti dal commissariato di Ostuni, con il dirigente capo Gianni Albano, in stretta sinergia con la procura di Brindisi. I contatti giudiziari tra la Città bianca e gli uffici dell’autorità giudiziaria del capoluogo sono continui. Tutto viene attenzionato ed esaminato per far luce sull’episodio. Di qui come atto dovuto, nelle ultime ore, il sequestro dell’autovettura. Dalla procura di Brindisi ieri il sostituto procuratore Marco Dinapoli in una nota ufficiale ha ricostruito quanto accaduto tra il sabato sera e le 4 del mattino di domenica.
Secondo quanto accertato dalla magistratura alcuni giovani avrebbero deciso, nell’ultimo giorno di vacanza, di oltrepassare i confini del villaggio in cui soggiornavano. Avrebbero festeggiato fuori il loro ultimo giorno lungo la costa della Città bianca. Di ritorno nella struttura, il 16enne avrebbe accusato un malore. Mentre uno dei suoi compagni è rimasto lì a prestare soccorso altri sono andati a chiedere aiuto all’interno del centro vacanze. Negli stessi istanti sarebbe sopraggiunta l’autovettura che in maniera “involontaria”, come precisa la nota firmata dal procuratore, ha investito il giovanissimo liceale romano. L’assenza di lesioni negli arti inferiori, secondo la Procura, farebbe ritenere la circostanza che il giovane era già a terra, seduto o sdraiato, prima dell’impatto, che gli ha, invece, purtroppo provocato il grave trauma cranico. Il 25enne, dipendente e animatore e del villaggio, assistito dal suo legale di fiducia ha risposto alle domande, nel primo interrogatorio, del pm Daniela Chimienti. La procura non ha ritenuto la sussistenza dell’ipotesi di omissione di soccorso, perché nessuno dei presenti, avrebbe mai lasciato solo lo studente dopo l’accaduto. All’investitore è stato contestato “esclusivamente il reato di lesioni colpose gravissime” ha precisato il procuratore Marco Dinapoli. Questa la versione ufficiale rilasciata dagli inquirenti: nei contorni della vicenda, però, la possibilità che il minore possa aver accusato un malore, prima di far ritorno del villaggio, dopo una serata in cui potrebbe aver, anche, bevuto qualche bevanda alcolica. La famiglia, attraverso il proprio avvocato, ha fatto sapere di “prendere atto della nota della Procura” e di attendere “l’esito degli accertamenti”.

 
Mercoledì 10 Agosto 2016, 09:48
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