Schettino, l'ultimo video prima del carcere: "Gli ufficiali si ammutinarono" -Guarda

di Ciriaco M. Viggiano
«Il silenzio degli ufficiali mi ha fatto trovare con la nave sugli scogli»: a dirlo è Francesco Schettino, ex comandante della nave da crociera naufragata al largo dell'isola del Giglio il 13 gennaio 2012, condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a 16 anni di carcere. A pochi giorni dalla sentenza, il marittimo metese, ora detenuto nel penitenziario di Rebibbia, compare in un video diffuso dal suo entourage attraverso YouTube: un filmato diverso e ulteriore rispetto a quello pubblicato il 10 marzo scorso, nel quale Schettino spiegava di non aver abbandonato l'imbarcazione e di essersi impegnato fino all'ultimo per salvare la vita al maggior numero possibile di passeggeri.

Stavolta, invece, l'ex comandante descrive la manovra evasiva con la quale tentò di superare indenne le rocce. L'obiettivo di Schettino era quello di lasciarsi alle spalle gli scogli evitando la cosiddetta derapata, cioè lo sbandamento della parte posteriore della Concordia. Per farlo, in quella drammatica sera del 13 gennaio 2012, ordinò di tenere la barra a sinistra. «Fu in quel momento - stando a quanto riferisce il marittimo sulla base delle risultanze della perizia eseguita dall'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone durante le indagini - che il primo ufficiale Ciro Ambrosio intervenne ordinando tutta la barra a dritta credendo che io avessi confuso la destra con la sinistra e che, di conseguenza, stessi puntando terra per sbaglio. Ambrosio deve aver pensato solo all'ostacolo formato dall'isola del Giglio a sinistra e non alla manovra che stavo tentando di fare per scapolare lo scoglio. Mettendo la prua a sinistra, infatti, la poppa non avrebbe colpito le rocce. Avrei ordinato barra a dritta solo dopo aver superato lo scoglio».

Schettino ne ha pure per il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin che, nel momento cruciale della manovra, avrebbe messo il timone a dritta e non a sinistra come l'allora comandante della Costa Concordia aveva disposto: «Se il timoniere avesse eseguito correttamente tutti gli ordini da me impartiti, la nave avrebbe superato indenne gli scogli e la poppa non avrebbe colpito le rocce. Lo attesta anche una perizia del Codacons, oltre quella della difesa». Per Schettino, però, resta fondamentalmente un mistero il motivo dell'errore commesso da Rusli Bin. Anche perché, stando a quanto emerso dalla scatola nera della nave, il terzo ufficiale Silvia Coronica si sarebbe posizionato alle spalle del marinaio indonesiano proprio per verificare la corretta esecuzione degli ordini del comandante: su questo aspetto della vicenda, però, la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere. «Nel momento in cui stavo compiendo la manovra sono stati tutti zitti, nessuno ha parlato - riferisce Schettino nel video - Con il loro silenzio, gli ufficiali si sono ammutinati e mi hanno fatto trovare con la nave sugli scogli. Su questo punto nodale della vicenda non sarà mai fatta chiarezza».

 
Mercoledì 17 Maggio 2017, 10:17
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