Miele Ambrosoli ritirato dal mercato: ecco il lotto considerato pericoloso

Miele Ambrosoli ritirato dal mercato:
ecco il lotto considerato pericoloso

ROMA - Un lotto di vasetti del famoso Miele Ambrosoli è stato ritirato dal mercato su disposizione del ministero della Salute in collaborazione con l'azienda produttrice.



"è da dicembre scorso che a Napoli è stato ritirato dal mercato ma nella gran parte dei casi era già stato consumato dalla cittadinanza perchè messo in commercio tra giugno e luglio 2014. Allarme nelle famiglie. Questo sistema non funziona".



Il ministero della Salute concordemente con l'azienda produttrice ha disposto il ritiro di questa partita di Miele Ambrosoli ritenuta nociva per la salute pubblica. L'allerta sanitaria riguarda un lotto di vasetti da 250 grammi, il numero M0509, messo in commercio tra giugno e luglio 2014 e recante sulla confezione la data di scadenza 5/2017.



"In realtà è da dicembre scorso che si sta ritirando dal mercato italiano - raccontano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della radiazza che avevano lanciato l'allarme per primi - un intero lotto del Miele Ambrosoli per allerta sanitaria. Per chi ha acquistato i vasetti da 250 grammi c'era il ritiro e la restituzione del prodotto perchè l'Asl del Veneto durante un controllo aveva rilevato degli antibiotici vietati e nocivi alla salute nel miele in questione. A Napoli diversi centri commerciali e supermercati avevano affisso cartelli che avevano generato allarme tra le famiglie anche perchè i vasetti in questione erano stati venduti nel periodo di giugno e luglio 2014 e quindi nella gran parte dei casi già consumati. La Asl di Napoli aveva ispezionando tutti i centri vendita del territorio cittadino per assicurarsi che il prodotto fosse ritirato e restituito per nuovi controlli. Ancora oggi si è in attesa dei risultati delle analisi che qualora risultassero positive positive dimostrerebbero che i consumatori di questo miele avrebbero ingerito un prodotto con sostanze che potrebbero essere state nocive per la salute. Un fatto gravissimo e che ci auguriamo sia scongiurato e sul quale chiediamo il massimo dei controlli e degli approfondimenti da parte delle autorità sanitarie locali e nazionali. Resta da domandarsi come sia possibile che il sistema sia così lento nell'intervenire e che ancora oggi a distanza di mesi non si abbiano notizie chiare sull'argomento".


Ultimo aggiornamento: Domenica 1 Febbraio 2015, 15:34
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