Marò, Massimiliano Latorre operato stamattina per un'anomalia cardiaca

Marò, Massimiliano Latorre operato
stamattina per un'anomalia cardiaca

Massimiliano Latorre, il marò ricoverato da qualche giorno al Policlinico di San Donato, è stato sottoposto oggi ad un intervento chirurgico per una anomalia cardiaca. Lo rende noto lo stesso ospedale in una nota in cui si spiega che il marò «è stato sottoposto a una procedura di cardiologia in

terventistica» che «ha avuto esito positivo».

Si chiama 'Forame ovale pervio' l'anomalia congenita riscontrata dai medici. Lo stesso con cui ha fatto i conti nel 2011 anche il calciatore Antonio Cassano. Stessa patologia e stesso chirurgo: come per il campione barese anche per il marò «la procedura è stata eseguita da Mario Carminati, responsabile della Cardiologia pediatrica e delle cardiopatie congenite dell'adulto». La decisione di sottoporlo all'intervento «è stata presa dopo che gli accertamenti diagnostici eseguiti in precedenza non hanno identificato fattori di rischio ricollegabili all'evento ischemico subìto dal paziente, se non appunto la presenza di Pfo», spiegano dall'ospedale.

La procedura di chiusura del Pfo a cui è stato sottoposto Latorre «è stata eseguita introducendo attraverso la vena femorale un catetere che ha raggiunto l'atrio destro e, attraverso il Pfo, l'atrio sinistro - spiegano i medici - Un dispositivo occlusore (denominato comunemente 'ombrellinò), avanzato all'interno del catetere, è stato posizionato a livello del setto interatriale, chiudendo in tal modo la comunicazione tra i due atrii. Il perfetto posizionamento dell'ombrellino è stato verificato sia con i monitor della fluoroscopia che con l'ecocardiogramma transesofageo».

Si tratta di un'anomalia diffusa in una percentuale tra il 15 e il 30% della popolazione normale, senza necessariamente determinare conseguenze clinicamente rilevanti. Tuttavia, spiegano i medici, «lo shunt destro-sinistro può essere fonte di 'embolia paradossà: un trombo presente in atrio destro può cioè passare in atrio sinistro ed entrare nella circolazione sistemica. Se tale trombo, anche di piccole dimensioni, entra in un'arteria cerebrale può occluderla causando un'ischemia cerebrale più o meno grave».


Ultimo aggiornamento: Martedì 6 Gennaio 2015, 11:46