Jamil trionfa a Rimini: padre iraniano e mamma italiana, è il primo straniero a diventare sindaco

Jamil Sadegholvaad trionfa a Rimini: padre iraniano e mamma italiana, è il primo straniero a diventare sindaco

Padre iraniano e mamma italiana, Jamil Sadegholvaad entra nella storia: è il primo 'straniero', seppur di seconda generazione, a diventare sindaco di un capoluogo in Italia. Un trionfo avvenuto a Rimini per il 49enne, che lo scorso 28 gennaio annunciò il suo ingresso nella corsa a sindaco in una diretta Facebook: laureato in Scienze Politiche, è già stato assessore provinciale e dal 2011 era assessore comunale alla Sicurezza e alle Attività economiche.

 

In quella diretta Facebook aveva esordito così; «Sono quello con il cognome strano...». Lasciato solo il nome - più semplice e immediato - sui tabelloni elettorali che hanno punteggiato qua e là le vie cella città di Fellini e il Lungomare, Jamil - da oggi - è il primo sindaco di un comune capoluogo di origine straniera. Ancor prima del risultato definitivo - con un dato sul finale che parla di un 51,6% contro un 32,4% - a incoronarlo è stato lo sfidante del centrodestra, Enzo Ceccarelli che lo ha chiamato riconoscendo la sua vittoria, facendogli i complimenti e augurandogli buon lavoro.

 

«Credo di avere prevalso il tutte le sezioni tranne una - ha osservato il neosindaco attorniato dai giornalisti e dalle Tv -: quando arrivano le amministrative i cittadini riconoscono le capacità amministrative del centrosinistra che ha prevalso a Bologna, a Ravenna, a Cesenatico, qui a Rimini. Credo sia stato un giusto riconoscimento: sono contento del risultato». Definito 'delfino' di Andrea Gnassi, il sindaco uscente con cui ha condiviso dieci anni di Giunta, Sadegholvaad non dimentica di riconoscerne i meriti, garantendo continuità di governo. «Lo ho ringraziato - ha argomentato - perché Andrea ha creduto in me, mi ha chiamato» nella squadra della Giunta comunale ed «è stato il mio principale maestro in tutti questi anni».

 

 

Quel «nome strano», per i riminesi che lo hanno votato, non sarà una particolare novità. D'altronde, ha più volte sottolineato Sadegholvaad, nelle scorse settimane di campagna elettorale «io sono romagnolo, e si sente anche dalla mia esse strisciata. Sono nato a Rimini da mamma riminese e da padre iraniano. Mio padre, che studiava in Germania, venne a fine anni Sessanta in vacanza a Rimini dato che molti tedeschi venivano qui. Gli è piaciuta talmente tanto l'Italia - ha spiegato - che poi ha deciso di trasferirsi a studiare a Perugia, dove c'è l'Università degli stranieri. Poi ha continuato a frequentare Rimini, ha conosciuto mia madre e da lì è nato tutto».

 

In città la famiglia Sadegholvaad è titolare di un un negozio di tappeti persiani da 43 anni. Un'attività di famiglia in cui essere poliglotti non guasta: la compagna del neosindaco è brasiliana e in casa, ha evidenziato, si parla indifferentemente portoghese e italiano. Alla guida di Rimini, Sadegholvaad avrà al suo fianco, come vicesindaca, Chiara Bellini, in un ticket frutto di una mediazione, dopo settimane di aspra battaglia, tra le due anime del Pd riminese, escogitato per evitare primarie 'fratricide' tra lo stesso Sadegholvaad e Emma Petitti, attuale presidente dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 4 Ottobre 2021, 22:15
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