Gambero Rosso, Bottura e Beck chef al top.
Forchettata a Vissani, addio primo posto
di ​Gigi Padovani

Gambero Rosso, Bottura e Beck chef al top.
Forchettata a Vissani, addio primo posto -Foto

ROMA. Fanno ancora notizia le guide gastronomiche tradizionali? Sì, se stroncano qualche chef famoso. Se poi a fare il «passo del gambero» è Gianfranco Vissani, il cuoco più televisivo e popolare d’Italia, l’attenzione è assicurata.





Dopo la Michelin che distribuisce le stelle e la Guida dell’Espresso che assegna i «cappelli», sono arrivate le «forchette» del Gambero Rosso, il prontuario per golosi legato all’omonima tv su Sky.







Casa Vissani di Baschi (Tr), in Umbria, rimane nell’Olimpo dei locali con le «tre forchette» (i superchef passano da 23 a 24) anche per il 2015, ma perde lo scettro al primo posto e scende di punteggio da 95/100 a 92/100. Per chi è abituato a primeggiare, forse è uno smacco, anche se in realtà sia Michelin sia la guida diretta da Enzo Vizzari hanno confermato il giudizio dell’anno precedente.



Del resto il burbero Gianfranco Vissani – qualcuno lo definì l’«orco strafottente» - è abituato alle docce fredde della critica, che non ama la sua esuberanza e a volte ha sottolineato la sua presenza più assidua nel video che in cucina. Inoltre ha aperto, l’anno scorso, l’Altro Vissani a Capri e sta riorganizzando il suo ristorante umbro (preso in mano dalla trattoria paterna nel 1985).



Nei piatti di Vissani spesso ci sono più ingredienti di quanti se ne trovino in quelli dei suoi colleghi, dediti a tecniche da cucina molecolare. Lui non ama questi artifici, difende sempre i prodotti di chi – ha detto - «dedica la vita a un formaggio, un prosciutto o una farina». Come dargli torto? In fondo la sua è la cucina delle nonne, rivisitata e resa moderna. Vien da dire: «Gianfranco, non ti curar di loro, ma guarda e passa».



Più comprensibile la scelta del Gambero Rosso di porre in vetta alla classifica l’Osteria Francescana di Modena, guidata da quel Massimo Bottura che è oggi lo chef italiano più noto al mondo, al terzo posto nella classifica mondiale del «50 World’s best restaurants» e ha conquistato gli Stati Uniti con il suo ultimo libro, intitolato «Never trust a skinny italian chef». Significa: mai fidarsi di un cuoco italiano magro, è pubblicato nel nostro Paese con il titolo «Vieni in Italia con me».



Come Coppi e Bartali, sul podio del Gambero Rosso sono in due, quest’anno: oltre a Bottura c’è un cuoco nato in Germania ma a Roma ormai da decenni, Heinz Beck della Pergola de l’Hotel Rome Cavalieri. A seguire, a ruota, la famiglia Iaccarino del Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi (Na) e un altro campano reso famoso dalla tv, il «gigante con la barba» Tonino Cannavacciuolo, che però officia al nord, a Villa Crespi (No). Infine, torna tra le «tre forchette» Mauro Uliassi, di Senigallia (An) e nelle new entry al vertice c’è l’Enoteca la Torre a Villa Laetitia, di Roma.
Lunedì 17 Novembre 2014, 21:23
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