Casa a fuoco, i genitori lanciano il figlio di 6 anni dalla finestra: morte cerebrale per il piccolo -Foto

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Prigioniera delle fiamme divampate nella notte nella propria casa al secondo piano, una coppia con un figlio di 6 anni e mezzo, è stata costretta a lanciare il bimbo dalla finestra e poi a gettarsi a sua volta nel vuoto per cercare di salvarsi.





Il bambino nella caduta ha riportato ferite gravissime, grave anche il padre, mentre le condizioni della donna sono meno disperate perché la sua caduta è stata attutita dalle corde da stendere. È successo alle 3 di notte nel centro di Casella, nell'entroterra di Genova.

PER IL PICCOLO È MORTE CEREBRALE È stata dichiarata la morte cerebrale per il bambino di sei anni e mezzo lanciato dal padre dalla finestra nel tentativo di salvarlo dalle fiamme, caduto rovinosamente da un telo che avrebbe potuto salvarlo. Lo ha fatto sapere la direzione sanitaria dell'ospedale Gaslini di Genova, dove è ricoverato. Una commissione medico legale dovrà ora monitorare le sue condizioni e dichiararne il decesso se entro sei ore non saranno riscontrate attività vitali. Solo dopo eventualmente si potrà ipotizzare un espianto di organi.

L' incendio era scoppiato in una abitazione di Casella, nell'entroterra di Genova, per cause ancora da accertare. Il padre del bambino lo aveva lanciato dalla finestra a dei vicini, nella speranza di salvarlo, ma il piccolo è caduto dal telo di fortuna, subendo lesioni gravissime.

Le condizioni del piccolo saranno ora monitorate ogni due ore. Solo tra sei ore, se non darà segni di ripresa, si potrà arrivare alla dichiarazione di decesso e ipotizzare di ottenere un'autorizzazione da parte di familiari per l'espianto e la donazione degli organi. Una eventualità non scontata, in quanto entrambi i genitori sono ricoverati in ospedale: il padre in stato di coma all'ospedale Galliera, la mamma fuori pericolo ma in condizioni psicologiche assai precarie nel reparto di ortopedia dell'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena.






La mamma pochi minuti prima aveva chiesto aiuto ai vigili del fuoco con una telefonata: «Correte, qui brucia tutto».





Quando i pompieri sono giunti sul posto, l'edificio, di due piani e con un bar al pianterreno, è crollato rischiando di travolgere i vigili del fuoco che sono riusciti a mettersi in salvo scappando solo poco prima del cedimento della casa.

INCENDIO PROVOCATO DA UNA STUFETTA La coppia imprigionata dalle fiamme nella propria abitazione prima di lanciarsi nel vuoto ha cercato di calarsi dalle finestre: il padre, Alessio Fraietta, 49 anni, ha avvolto il figlio Giuseppe in una coperta, però mentre si stava calando è stato costretto a lanciare il piccolo verso i primi soccorritori accorsi sul posto. Nella caduta il piccolo, che ha sette anni, ha riportato alcune contusioni, ma a preoccupare è il fumo che ha respirato. Il piccolo, trasferito in codice rosso all'ospedale pediatrico Gaslini di Genova, è in prognosi riservata.

Meno gravi le condizioni del padre, che si è lanciato da circa 5 metri e ha riportato una frattura, e della madre, Vincenza Sansone, 50 anni, originaria di Palermo, che è ricoverata in codice giallo. L'abitazione della famiglia è all' ultimo piano di un palazzina di due piani. Il solaio a causa dell' incendio è crollato distruggendo i due appartamenti sottostanti: uno era sfitto, l'altro è occupato da un'anziana che però stanotte non era in casa perché era andata a dormire dalla figlia. Al pianterreno dell'edificio invece ci sono alcuni negozi fra cui un bar. Il rogo che ha provocato l'incendio, a detta dei vigili del fuoco, sarebbe divampato dalla stufetta a legna della famiglia Fraietta.




Ultimo aggiornamento: Sabato 22 Aprile 2017, 22:55
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