Abusa della figlia di 11 mesi per farsi pagare: "Era un gioco"
di Federica Macagnone

Abusa on line della figlia di 11 mesi per farsi pagare dai pedofili: "Per la lei era solo un gioco"

Per guadagnare facilmente un po' di soldi aveva cominciato a esibirsi nelle videochat pornografiche subito dopo essersi diplomata, e non si era fermata neanche quando era rimasta incinta.

La sua avidità senza scrupoli, però, l'ha spinta oltre i confini dell'orrore: ora che è stata scoperta ha davanti a sé lo spettro di 15 anni di carcere durante i quali avrà tempo per pensare se davvero non stava facendo del male a sua figlia, come ha detto lei stessa agli investigatori tentando di giustificarsi.

Roxana Elena Onu, una 24enne romena madre di un bambino di tre anni e di una bimba di 11 mesi, è stata arrestata la settimana scorsa dalla polizia del suo Paese che aveva ricevuto una soffiata dall'Fbi. Gli investigatori statunitensi erano risaliti a lei durante un'indagine su Brandon Gressette, 31enne arrestato l'anno scorso per sfruttamento sessuale di bambini e pedopornografia. In quei frangenti avevano scoperto che la donna abusava di sua figlia e, tramite l'username "brunetelovex2", trasmetteva gli "spettacoli" on line per pedofili che la pagavano centinaia di euro. Dall'inchiesta è emerso che tra giugno 2014 (quando era ancora incinta della piccola) a ottobre 2015 (quando la bimba aveva 11 mesi) Roxana ha incassato oltre novemila euro tramite trasferimenti di denaro effettuati da sette persone residenti in Usa, Gran Bretagna, Belgio e Olanda. Davanti agli inquirenti ha tentato disperatamente di giustificarsi: secondo lei quello che faceva a sua figlia non era un abuso perché la bimba era troppo piccola per capire e quindi non avrebbe potuto subire alcuno choc.

«Ho accettato di fare quelle cose con mia figlia - ha detto Roxana - perché pensavo che non potesse subire alcun trauma: era troppo piccola, non poteva rendersi conto di quello che succedeva. Ho pensato che con lei era solamente un gioco. Mio figlio di tre anni, invece, non l'ho coinvolto: a quell'età era già più consapevole e avrebbe potuto restare traumatizzato. Faccio videochat da quando mi sono diplomata. Alcuni dei miei clienti sapevano che stavo per partorire una bambina e mi hanno chiesto di coinvolgerla nei miei spettacoli on line, spingendomi a spogliarla e toccarla. Io ho accettato in cambio di denaro e, da dicembre 2014, ho deciso di coinvolgere anche lei. Alcuni mi pagavano 500 dollari, altri 100. Tutto qui».
Per la giustizia, però, non è "tutto qui" e non è "solo un gioco", come piace pensare a lei: se alla fine del processo verrà giudicata colpevole, Roxana rischia fino a 15 anni di carcere.


Ultimo aggiornamento: Domenica 31 Gennaio 2016, 15:12
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