"Il Sud a rischio sottosviluppo permanente.
Negli ultimi anni crescita metà della Grecia"

"Il Sud Italia a rischio sottosviluppo permanente. Negli ultimi anni è cresciuto la metà della Grecia"

di Alessandra Severini
ROMA - Un paese che non sa più crescere. Un paese spaccato in due, con una frattura profonda fra Nord e Sud. E' la preoccupante fotografia fatta dallo Svimez nel Rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2015. E' l'intera Italia a mostrare una crescita zoppa, anche prima della crisi economica.





Dal 2000 al 2013 il Meridione è cresciuto del 13%, la metà della Grecia, che con il suo 24% fa meglio anche dell'intero Paese, fermo a +20,6%. Ma è nelle regioni meridionali che la situazione è allarmante: il Pil è in calo per il settimo anno consecutivo, una persona su tre è a rischio povertà, il divario del Pil pro capite con il Centro-Nord è al massimo dal 2000 con il 53,7% e il numero di occupati è sceso a 5,8 milioni, il più basso dal 1977. In queste regioni solo una donna su cinque lavora.



E' sulla base di questi dati che lo Svimez lancia l'allarme: «Il Sud è ormai a forte rischio di desertificazione industriale, con la conseguenza che l'assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie potrebbe impedire all'area meridionale di agganciare la possibile ripresa e trasformare la crisi ciclica in un sottosviluppo permanente».

Una crisi lunghissima che ha spinto le famiglie del Mezzogiorno, numerose per tradizione, a fare meno figli. Così, se nel 1980 le donne del Sud erano le più prolifiche con 2,2 figli a testa, nel 2013 questo dato è sceso a 1,31, più basso del dato del Centro-Nord dove le donne hanno una media di 1,43 figli. Nel 2014 in tutto il Meridione sono nati appena 174 mila bambini, si tratta del dato più basso dal 1862. Alla bassa natalità si aggiunge il fenomeno migratorio che porta ad un progressivo spopolamento del territorio. Solo tra il 2001 e il 2014, sono migrate verso il Centro-Nord oltre 1,6 milioni di persone. Lo Svimez vede il rischio di un vero e proprio «tsunami demografico dalle conseguenze imprevedibili».

Il presidente Mattarella ha lanciato un appello alla classe politica: «Non possiamo abbandonare un'intera generazione di giovani, non possiamo abbandonare il Meridione». Ma non è mancata la polemica politica. Roberto Speranza e Gianni Cuperlo, esponenti della minoranza dem, hanno attaccato duramente l'esecutivo in un'interpellanza, accusandolo di «attenzione marginale» per il Mezzogiorno e di «promesse disattese».
Ultimo aggiornamento: Venerdì 31 Luglio 2015, 08:46