Zelensky e i timori di un golpe: così sono nate le nuove purghe. Vasyl Maliuk nuovo capo delle spie

Licenziamenti, sospensioni e arresti: le preoccupazioni per un tradimento non hanno riguardato solo Putin

Zelensky e i timori di un golpe: così sono nate le nuove purghe Vasyl Maliuk nuovo capo delle spie

di Marco Prestisimone

Sembrava un problema interno solo di Vladimir Putin. Nemici segreti, anche nella cerchia ristretta, magari in ruoli chiave dell'esercito e del governo. Eppure anche Zelensky ha dovuto affrontare le trame nascoste di chi fino ad ora lo ha «tradito». E così dal 24 febbraio, in cinque mesi mesi la lista dei vertici degli apparati statali ucraini si è allungata sempre di più: licenziamenti, sospensioni e arresti che hanno l'immagine di un golpe incompiuto. Gli ultimi a saltare sono stato il capo del servizio di sicurezza (SBU) Ivan Bakanov e il procuratore generale Iryna Venediktova, entrambi sospesi. Al posto del primo è subentrato Vasyl Maliuk, ex vice e capo della direzione principale per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata della direzione centrale del servizio di sicurezza dell'Ucraina.

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La carriera

Il 39enne Maliuk ha iniziato a lavorare con la SBU nel 2001 come ufficiale operativo. Nel 2005 si è laureato in giurisprudenza presso l'Accademia nazionale dei servizi di sicurezza dell'Ucraina. Nel gennaio 2020 è stato nominato primo vice capo della direzione principale per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata della SBU e a marzo è stato promosso capo della direzione e primo vice della SBU. Durante il suo servizio è stato premiato più volte: l'ultima il 25 marzo 2022 quando gli è stato conferito il grado militare di generale di brigata con decreto del presidente Zelensky.



Il capo della SBU, Ivan Bakanov, è stato rimosso dall'incarico ai sensi dell'articolo 47 dello "Statuto disciplinare delle forze armate ucraine", in cui si afferma che un «mancato adempimento di compiti di servizio, che ha portato a vittime umane o altre gravi conseguenze o ha creato una minaccia di tali conseguenze, deve essere tra i motivi per rimuovere un militare dalle sue funzioni». In un discorso del 17 luglio, il presidente Zelensky ha spiegato che molti funzionari impiegati nella SBU erano accusati di collaborare con gli invasori russi. Andriy Smyrnov, vice capo dell'ufficio del presidente, ha chiarito che la decisione non significava il licenziamento di Bakanov o del procuratore generale Iryna Venediktova, anch'essa sospesa dalle sue funzioni. Saranno svolte le indagini, dopodiché Zelensky deciderà se presentare apposita mozione al parlamento.

Le purghe di Zelensky

Zelensky ha annunciato in tutto il licenziamento di 28 funzionari del servizio di sicurezza dell'Ucraina. Secondo Zelensky, si tratta di funzionari di diversi livelli e le ragioni del loro licenziamento sarebbero ascrivibili a risultati lavorativi deludenti. Nonostante questo, però, sul campo il leader ucraino ha disegnato una situazione non così preoccupante: «Le nostre forze armate dell'Ucraina hanno inflitto perdite significative agli occupanti, stiamo avanzando anche grazie alle armi arrivate di recente dall'Occidente. Passo dopo passo, stiamo avanzando, identificando e neutralizzando i collaboratori. La prospettiva è ovvia: la bandiera ucraina sarà in tutte le nostre città e villaggi».

 
 

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Luglio 2022, 10:55
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