Ucraina, niente tregua per Pasqua. Navi e sottomarini russi per la conquista di Odessa

Le sirene suonano anche durante la festa mentre Putin lancia l’attacco dal Mar Nero. Nuovo appello delle autorità ucraine ai civili: «Lasciate le città in prima linea»

Niente tregua per Pasqua. Zelensky: risorgeremo

di Mauro Evangelisti

Kiev ieri sera ha avvertito: ventiquattro navi russe, ma anche sottomarini, minacciano nuovi attacchi missilistici dal Mar Nero. E nelle città della costa, a partire da Odessa, si temono nuovi bombardamenti. Da giorni cresce anche la preoccupazione per il possibile uso di armi chimiche. Torniamo a sabato sera, alle 22.30. Cinque ore prima a Odessa un missile lanciato da un aereo russo aveva sventrato un condominio e ucciso otto persone. Le sirene di allarme sono tornate a suonare, altri missili sono stati lanciati contro uno dei porti dell’area. I cittadini di Odessa sono corsi nei rifugi, per fortuna non ci sono state altre vittime. 
«Ma al mattino - racconta Ugo Poletti, italiano che vive a Odessa, direttore ed editore di un giornale - nessuno ha rinunciato alle celebrazioni della Pasqua ortodossa. Si sono riempite le chiese, i mercatini, le strade. Ci siamo ritrovati in famiglia per pranzare. Odessa non si è fermata, ormai sa convivere con la paura. Come tradizione di questa festività, ognuno ha dipinto un uovo sodo. E nelle famiglie c’è stata anche l’usuale sfida a urtare le uova tra di loro per gioco: vince chi possiede l’uovo che non si rompe». Ecco, ora a Odessa tutti sperano che il prossimo uovo a rompersi sia quello di Vladimir Putin, che a resistere sia quello dell’Ucraina. Il presidente russo, l’uomo che ha deciso questa aggressione, ieri è comparso nel video ripreso nel corso della messa di Pasqua celebrata a Mosca, nella Cattedrale del Cristo Salvatore, dal patriarca Kirill, suo alleato. Kirill ha assicurato fin dall’inizio sostegno ai bombardamenti contro la popolazione dell’Ucraina. Il presidente russo ha ringraziato il leader religioso della chiesa ortodossa (ormai in rotta con quella ucraina): «Appare gratificante sapere che sotto la sua guida la chiesa è impegnata in una proficua interazione con lo Stato. C’è un enorme contributo per promuovere i valori spirituali, morali e familiari tradizionali nella società, educando le generazioni più giovani e rafforzando la concordia e la comprensione reciproca tra le persone in questi periodi difficili». Ecco, Putin e la chiesa ortodossa russa hanno un modo sorprendente per celebrare la Pasqua: benedicendo le bombe il giorno dopo la morte di una neonata di tre mesi a Odessa. Putin non ha dato tregua neppure per la Pasqua ortodossa. E ieri sera, in tutta l’Ucraina, sono risuonate le sirene di allarme antiaereo in vista di nuovi attacchi russi. C’è anche chi ha dovuto vivere il giorno di Pasqua lontano dalla propria Patria: secondo i dati dell’Unchr 5,2 milioni di ucraini sono fuggiti dal Paese: 1,1 milioni sono partiti nel mese di aprile, 3,4 a marzo, il resto a fine febbraio. In Italia i profughi sono 100mila, si stima che siano quasi 52mila donne e 36mila minori. In Polonia sono 2,9 milioni.

Obiettivi


I missili su Odessa confermano le intenzioni illustrate dai russi nei giorni scorsi: l’obiettivo non è solo il Donbass, quindi la regione orientale, ma anche il Sud, a partire dal porto di Odessa, per togliere un affaccio sul mare all’Ucraina. Ieri l’amministrazione regionale di Donetsk ha denunciato: «In questa mattina di Pasqua gli occupanti russi hanno portato via la vita di due bambine della comunità di Ocheretyn. La casa in Myru street, dove viveva la loro famiglia, è stata distrutta, le vittime hanno 5 e 14 anni». È stato diffuso un appello ai civili a fuggire dalle aree della prima linea: «Non ignorate il pericolo e non sottovalutate la disumana crudeltà dei russi».
Ancora: le autorità ucraine hanno denunciato che in questo fine settimana nell’oblast di Dnipropetrovsk sono state uccise otto persone e distrutte sette case. Sempre nell’Est dell’Ucraina, a Chuguev (sud di Kharkiv), gli amministratori locali hanno raccontato: «I russi hanno colpito un palazzo ferito tre persone. Tra di loro c’è anche un bambino di 12 anni». E ieri sera cinque missili russi hanno colpito alcune infrastrutture nella regione di Poltava, nell’Ucraina centrale. A raccontarlo è il capo dell’amministrazione militare regionale Dmitry Lunin che ha chiesto alla cittadinanza «di non uscire allo scoperto». In sintesi: la guerra di Putin non si ferma, neppure a Pasqua. E i russi si preparano si preparerebbero ad attaccare Kryvyi Rih, città natale di Zelensky, secondo quanto anticipato ieri sera dal Kyiv Indepedent.

Corridoi

Tornando nella fascia meridionale del Paese, a Kherson, i russi stanno usando carri armati con bandiera ucraina per sparare sui villaggi e far ricadere la colpa su Kiev. E a Mariupol prosegue il dramma dei civili che non sono riusciti a fuggire dalla città martire affacciata sul Mar d’Azov: anche ieri i corridoi umanitari sono falliti. La vicepremier ucraina Iryna Vereschuk ha spiegato che oggi ci sarà un nuovo tentativo. Conferma il difensore civico ucraino, Lyudmila Denisova: «I missili russi piovono sulle città ucraine anche in occasione della Pasqua Ortodossa». A che punto sta l’offensiva dell’esercito russo a Est, dove è stato concentrato il grosso delle forza armate di Putin? Secondo lo Stato maggiore di Kiev per ora l’azione si sta rivelando inefficace. «Le truppe russe non riescono ad avanzare nella regione di Kharkiv. L’esercito di Mosca ha intensificato l’offensiva in questa area, ma sta subendo perdite e deve quindi ritirarsi dalle zone occupate». Anche l’analisi del Ministero della Difesa del Regno Unito sostiene che i risultati auspicati da Mosca ancora non ci sono. Si legge nel documento diffuso ieri mattina: la Russia ha ottenuto guadagni territoriali, «ma le sue operazioni sono ostacolate da un morale scarso e dal tempo limitato per riorganizzare le truppe».

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LA DIRETTA

Ore 23.50 - «Oggi il popolo ucraino è forte e unito e l'amicizia e la partnership tra l'Ucraina e gli Usa sono più forti che mai». Lo ha twittato questa sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in risposta ad un tweet del presidente americano Joe Biden che aveva promesso «di continuare a sostenere gli ucraini nella loro lotta per difendere la patria». «Sono grato a Biden e al popolo americano per la loro leadership nel sostenere l'Ucraina», ha scritto ancora Zelensky. Secondo quanto reso noto dalla presidenza ucraina, oggi il segretario di Stato americano Antony Blinken e il ministro della Difesa Lloyd Austin sono arrivati a Kiev, dove hanno già avuto un incontro con Zelensky.

Ore 22.00 -  Il segretario di stato Usa Antony Blinken è arrivato a Kiev e sta avendo un incontro con Volodymyr Zelensky. Lo rende noto un consigliere del presidente ucraino. Ai colloqui con Zelensky partecipa anche il capo del Pentagono Lloyd Austin, arrivato a Kiev insieme a Blinken. Lo ha riferito Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino.

Ore 19.43 - Cinque missili russi hanno colpito alcune infrastrutture nella regione di Poltava, nell'Ucraina centrale. Lo ha annunciato il capo dell'amministrazione militare regionale Dmitry Lunin, riporta l'agenzia Unian.«L'allarme è ancora in corso, non usciamo allo scoperto», ha aggiunto Lunin.

Ore 18.54 - Due dozzine di navi russe continuano a incrociare nel mar Nero. Nel numero sono inclusi anche sottomarini missilistici. Lo riferisce il comando operativo ucraino 'Sud' citato da The Kyiv Independent. Secondo il comando, persiste la minaccia di attacchi missilistici dal mare. 

Ore 17.14 - L'Ambasciata russa a Teheran smentisce le notizie circa presunte consegne di armi iraniane alla Federazione Russa. Lo riferisce la stessa Ambasciata russa in Iran su Twitter. «Le informazioni apparse in alcuni media sulla fornitura di armi iraniane alla Russia sono false e non corrispondono alla realtà», sottolinea l'Ambasciata secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa russa 'Tass'. In precedenza, alcuni media britannici hanno pubblicato informazioni sulla presunta fornitura da parte dell'Iraq e dell'Iran di armi, compresi i sistemi missilistici antiaerei, alla Russia

Ore 16.13 - Nella regione di Kherson sarebbe in atto, spiegano i media locali, una provocazione da parte dei russi che, dopo aver issato bandiere ucraine sui loro carri armati russi, sparano sui territori occupati.

Ore 15.27 - «Il fatto che la guerra in Ucraina sia in corso, che la nostra gente, i nostri bambini vengano uccisi, chiarisce che l'attuale politica delle sanzioni è insufficiente. Nuove sanzioni devono essere imposte costantemente». Lo ha detto il capo dell'ufficio del presidente ucraino, Andriy Yermak, in un'intervista all'emittente francese TF1, riferisce Ukrinform. «Il sostegno dell'Ue all'imposizione di un embargo completo su energia, gas e petrolio russi, nonché sanzioni contro tutte le banche russe è molto importante per l'Ucraina» ha sottolineato.

Ore 15.23 - «A Mariupol 130mila persone sono senza cibo e acqua, mentre i russi continuano a negare corridoi umanitari». Lo ha detto il vice sindaco della città sud orientale ucraina Sergey Orlov a 'Mezz'ora in più' di Lucia Annunziata, aggiungendo che «all'inizio della settimana i russi avevano annunciato di voler fornire corridoi umanitari con 50 grandi pullman. Ma non è successo: avrebbero dovuto trasferire i nostri cittadini da Mariupol in territori controllati da ucraini, e i pullman alla fine erano 7 e li hanno trasferiti nella Repubblica di Donetsk sotto controllo russo dove sono giunti soltanto 3 pullman con circa 70 persone. Gli altri non sappiamo che fine abbiano fatto. I russi continuano a deportare e mentono, per non consentire agli ucraini di andare nei territori controllati dagli ucraini».

Ore 15.16 - «Durante questo momento sacro, preghiamo per tutti coloro che stanno soffrendo a causa della brutalità della guerra e della persecuzione. Piangiamo con tutti coloro che hanno perso i propri cari o che temono per la loro incolumità e ci impegniamo a lavorare per la pace, per la libertà e la sicurezza di tutte le persone». È il messaggio che il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e la moglie Jill hanno inviato ai cristiano ortodossi in occasione della Pasqua. «Jill ed io inviamo calorosi auguri a tutti i nostri amici della comunità cristiana ortodossa che celebrano la Pasqua. Ci rallegriamo con voi per la risurrezione di Gesù Cristo e per il trionfo della luce sulle tenebre», ha aggiunto Biden.

Ore 14.57 - «Diamo il benvenuto a qualsiasi tentativo di trovare la pace. E se l'arrivo di papa Francesco potrà contribuire a questo, noi lo aspettiamo. E' anche importante che venga a vedere con i suoi occhi cosa è successo qui». Lo ha detto all'Ansa Andrei Golovin, prete della chiesa ortodossa di Bucha, il paese a nord ovest di Kiev martoriato dai russi, al termine delle celebrazioni per la Pasqua. Far portare la croce a due donne, russa e ucraina, «è una buona idea di unità, ma una delle due parti deve ammettere le proprie colpe e pentirsi», ha aggiunto riferendosi alla Via Crucis a Roma.

Ore 14.45 - «Siamo ispirati dalla resilienza dei cristiani ortodossi in Ucraina di fronte alla brutale guerra di aggressione del presidente Putin. Stiamo continuano a sostenerli e oggi auguriamo a loro e a tutti gli altri che celebrano la Pasqua speranza e un rapido ritorno alla pace»: lo twitta il segretario di stato americano, Antony Blinken, di cui ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensy ha annunciato la visita a Kiev proprio per oggi.

Ore 14.39 - Una manifestazione a sostegno dell'Ucraina è in corso a New York. I manifestanti, con bandiere ucraine e cartelloni, inneggiano al battaglione Azov.

Ore 14.14 - A due mesi dall'inizio della guerra gli ingressi di profughi ucraini in Italia hanno superato quota 100mila. Sono precisamente 100.306, secondo quanto riporta il sito del Viminale: 51.880 sono donne, 12.426 uomini e 36.000 minori. Le città di destinazione dichiarate all'ingresso in Italia continuano ad essere Milano, Roma, Napoli e Bologna. L'incremento, rispetto a ieri, è di 518 ingressi.

Ore 14.11 - Il Presidente ucraino Volodymir Zelensky si rivolge agli ucraini in un video per la Pasqua ortodossa girato nella Cattedrale di Santa Sofia, rimasta in piedi durante i bombardamenti e le esplosioni della Seconda guerra mondiale. «Lo scorso anno abbiamo celebrato la Pasqua a casa a causa della pandemia. Anche quest'anno non celebriamo la resurrezione del Cristo come eravamo abituati a fare. A causa di un altro virus. A causa della peste chiamata guerra. Ma entrambe le minacce sono unite da un'unica cosa: niente può sconfiggere l'Ucraina», ha dichiarato.

Ore 13.40 - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha sentito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una conversazione telefonica incentrata sui negoziati Russia-Ucraina. Lo riferisce l'ufficio della presidenza turca citato dalla Tass. Durante la telefonata, Erdogan ha ribadito la volontà della Turchia di sostenere il processo negoziale, anche con un ruolo di mediazione.

Ore 13.33 - «L'Osce è estremamente preoccupata per il fatto che alcuni membri della missione nazionale Smm siano stati privati della libertà a Donetsk e Luhansk»: lo afferma la stessa organizzazione su Twitter, sottolineando di utilizzare «tutti i canali disponibili per facilitare il rilascio del suo personale». Lo riporta la Cnn.

 

Ore 13.23 -  Il coordinatore dell'Onu per la crisi in Ucraina, Amin Awad, sollecita uno «stop immediato» ai combattimenti a Mariupol per consentire «ora, oggi» l'evacuazione dei civili intrappolati nella città sul Mar d'Azov. «Le vite di decine di migliaia di persone, fra cui donne, bambini e anziani, sono a rischio a Mariupol. Abbiamo bisogno di una pausa nei combattimenti in questo momento per salvare vite. Più aspettiamo, più vite sono a rischio. Devono poter lasciare la città ora, oggi. Domani potrebbe essere troppo tardi», ha denunciato Awad, in una dichiarazione.

Ore 13.00 - La Russia ha deportato a forza finora quasi un milione di cittadini ucraini dai territori militarmente occupati in Ucraina: per l'esattezza 951.000, di cui 174.689 bambini. Lo scrive il sito del giornale ucraino Kyiv Independent, citando il ministero russo della Difesa.

Ore 12.38 - Negli ultimi giorni nell'area di Mykolaiv sono rimaste ferite 12 persone, due delle quali bambini. Lo ha riferito il capo del consiglio regionale Anna Zamazeeva, aggiungendo che sono state portate in strutture mediche e hanno ricevuto l'assistenza necessaria. Ad oggi un totale di 198 persone sono state colpite dai bombardamenti russi e si trovano negli ospedali della regione.

Ore 12.34 - Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Ned Price ha dichiarato alla Bbc di essere certo che Kiev vincerà la guerra: »L'Ucraina - ha detto - otterrà la vittoria e la strategia russa fallirà. Ciò che abbiamo fatto - ha aggiunto, parlando delle forniture di armi date a Kiev - è esattamente di aver inviato ai nostri partner ucraini ciò di cui avevano bisogno per difendersi dall'aggressione russa«.

Ore 12.32 - «Proprio oggi ricorrono due mesi dall'inizio di questa guerra: anziché fermarsi la guerra si è inasprita. È triste che in questi giorni che sono i più santi e solenni per tutti i cristiani si senta più il fragore mortale delle armi anziché il suono delle campane che annunciano la Resurrezione. Ed è triste che le armi stiano sempre più prendendo il posto della parola». Così il Papa al Regina Caeli. «Rinnovo l'appello a una tregua pasquale, segno minimo e tangibile di una volontà di pace. Si arresti l'attacco per venire incontro alle sofferenze della popolazione stremata».

Ore 12.31 - «Oggi, a Pasqua, gli invasori russi continuano a bombardare e tentare di assaltare l'impianto Azovstal nella città assediata di Mariupol, lanciando attacchi aerei sulle teste dei bambini». A dirlo è il vice comandante del reggimento Azov, il capitano Sviatoslav Palamar, in un discorso video, come riferito da un corrispondente di Ukrinform. «Ricordate, proprio ora che condividete le immagini di Pasqua e vi godete la tregua, il nemico sta sganciando bombe sulle teste di bambini innocenti a Mariupol», afferma Palamar aggiungendo che i russi continuano «a lanciare attacchi aerei, sparano con cannoni, carri armati e cannoni navali».

Ore 12.04 - Avevano 14 e 5 anni le ultime due piccole vittime ucraine. Sono rimaste uccise a Donetsk dove la loro casa è stata distrutta durante i combattimenti tra russi e ucraini, ha comunicato in un tweet il governatore della regione Pavlo Kyrylenko. Nelle ultime due settimane Mosca ha intensificato la sua offensiva nella regione del Donbas, secondo i funzionari ucraini, con pesanti combattimenti segnalati quasi quotidianamente nelle regioni di Donetsk e Luhansk. Secondo l'ultimo rapporto dell'Onu aggiornato al 21 aprile sono 184 i bambini uccisi e 286 quelli feriti dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina.

Ore 11.57 -  In occasione della Pasqua ortodossa, il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio al patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, nel quale ha sottolineato come sia «gratificante sapere che sotto la sua guida la Chiesa è impegnata in una proficua interazione con lo Stato». Putin ha riconosciuto «l'enorme contributo per promuovere i valori spirituali, morali e famigliari tradizionali nella società, educando le generazioni più giovani e rafforzando la concordia e la comprensione reciproca tra le persone in questi periodi difficili».

Ore 11.52 -  Un nuovo tentativo per aprire un corridoio umanitario a Mariupol è in corso: la vicepremier Iryna Vereschuk ha annunciato, su Telegram, l'inizio delle operazioni a partire dalle 12 ora locale (le 11 in Italia). Lo riporta la Bbc online. I cittadini che riuscissero ad essere evacuati verrebbero portati a Zaporizhzhia. I passati tentativi di aprire corridoi sono falliti, con accuse reciproche da parte di Kiev e Mosca circa le responsabilità. Vereschuk ha messo in guardia i civili, chiedendo di «stare attenti e vigili»: il rischio - ha detto - è che che i Russi possano organizzare un «corridoio parallelo che porti in territori russi».

Ore 11.40 - «Pasqua ortodossa. Ma finora le forze russe stanno continuando ad attaccare Azovstal a Mariupol, il posto in cui si trovano i nostri civili e militari è bombardato pesantemente con bombe e artiglieria». Lo denuncia in un tweet Mikhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino, sostenendo che i russi «accumulano forze ed equipaggiamento per l'assalto». «Chi aveva dato ordine di 'non assaltarè?», chiede Podolyak in riferimento a quanto emerso due giorni fa sulle indicazioni di Vladimir Putin di non dare l'assalto finale all'acciaieria.

Ore 11.29 - Missili ad alta precisione russi hanno colpito 9 obiettivi militari ucraini, fra cui quattro depositi di armi nella regione di Kharkiv, annuncia il ministero della Difesa a Mosca, secondo quanto riporta il Guardian.

Ore 11.22 - Ammonterebbero a 21.800 le perdite fra le fila russe dal giorno dell'attacco di Mosca all'Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 21.800 uomini, 873 carri armati, 2238 mezzi corazzati, 408 sistemi d'artiglieria, 147 lanciarazzi multipli, 69 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 179 aerei, 154 elicotteri, 1557 autoveicoli, 8 unità navali, 76 cisterne di carburante e 191 droni.

Ore 11.01 - Mykhailo Podolyak, alto negoziatore ucraino e consigliere del presidente Zelensky, ha esortato Mosca, oggi nel giorno della festività ortodossa, ad accettare una «vera tregua pasquale», ad «aprire immediatamente un corridoio umanitario per i civili» e a concordare un «ciclo speciale di negoziati» per facilitare lo scambio di militari e civili. «La Russia attacca costantemente Azovstal a Mariupol. Il luogo in cui si trovano i nostri civili e i soldati è bersagliato da pesanti bombardamenti aerei, fuoco di artiglieria e da un'intensa concentrazione di forze e attrezzature per l'assalto», scrive Podolyak su Twitter.

Ore 10.40 - Questa mattina, nel giorno di Pasqua, una bambina di 5 anni e un'altra di 14 sono morte dopo l'attacco alla loro casa in Myru Street, nella comunità di Ocheretyn, nella regione di Donetsk. Lo rendono noto, attraverso il loro canale Telegram, le forze armate operative ucraine che assicurano: «I crimini commessi dagli occupanti sulla nostra terra non saranno perdonati, né da Dio né dalle persone. E a tutti i residenti dei territori in prima linea del Donbass che ignorano il pericolo e sottovalutano la crudeltà disumana dei russi, ripetiamo ancora una volta: evacuare dalla zona di prima linea. Ripristineremo tutto ciò che è stato distrutto».

Ore 9.39 - Minaccia di attacchi alle coste dell'Ucraina da parte di un gruppo navale russo schierato nella zona operativa del Mar Nero con circa 20 navi e sottomarini con missili da crociera.

Ore 9.20 - Almeno 602 bambini hanno subito in Ucraina una aggressione su vasta scala russa: 213 sono stati uccisi, 389 feriti. Lo rendono noto i media locali.

Ore 8.55 - Sono almeno otto le persone uccise e altre due rimaste ferite ni bombardamenti d'artiglieria compiuti dai russi nella parte della regione di Lugansk, nel Donbass, ancora controllata dall' Ucraina: lo fa sapere governatore dell'Oblast di Lugansk, Serhiy Haidai, citato da vari media fra cui la Bbc. Ieri i morti erano sei, divisi fra le cittadine di Hirske e Zolote a questi si sono aggiunte oggi due donne incinte, i cui cadaveri sono stati rinvenuti sotto le macerie di una casa distrutta alcuni giorni fa a Popasna. Haidai ha aggiunto che un posto di polizia è stato distrutto a Severodonetsk alcuni giorni fa.

Ore 8.12 -  I militari russi reclutano a forza civili nelle zone occupate dell'Est del Paese, denunciano fonti militari ucraine. In particolare presi di mira sono i giovani e i medici nelle regioni di Kherson, Zaporizhzhya e Kharkiv. A Vovchansk, nella regione di Kharkiv, sono stati costretti a seguire i militari russi paramedici e medici, per curare i russi al fronte, dopo essere stati minacciati di morte.

Ore 7.50 -  Il console onorario della Bulgaria è stato rapito dai russi a Melitopol in Ucraina. Lo riporta l'Ukrayinska Pravda. A denunciarlo il sindaco della città, Ivan Fedorov.

Ore 06:55 - In quello che potrebbe essere uno dei singoli episodi più gravi per l'esercito russo dall'invasione dell'Ucraina, un attacco missilistico dell'esercito di Kiev avrebbe distrutto ieri un posto di comando militare a Kherson, nel sud dell'Ucraina. Secondo quanto comunicato ufficialmente già nella giornata di sabato, due generali russi sarebbero morti nell'attacco, che avrebbe però ucciso o ferito un'altra cinquantina di alti ufficiali dell'esercito di Mosca. 

Ore 06:37 - Tra le otto vittime dell'attacco missilistico russo sulla città di Odessa di sabato c'è anche — come ha spiegato lo stesso premier ucraino Volodymyr Zelensky — una bambina di tre mesi. I giornalisti ucraini hanno individuato il suo nome - e quello di sua madre, anche lei rimasta uccisa nell'attacco. Secondo quanto riportato da Myroslava Petsa, reporter della Bbc, la donna si chiamava Valeria, e la sua neonata Kira. Petsa ha postato due immagini che erano state condivise dal marito di Valeria e padre di Kira, Yuri. In un post su Instagram, rilanciato da una giornalista ucraina del Kyiv Independent, undici settimane fa — prima dell'inizio della guerra — la donna aveva parlato di un «nuovo livello di felicità» che l'arrivo della figlia le aveva regalato. «La nostra bambina ha un mese», aveva scritto, «il suo papà le ha portato i primi fiori».

Ore 06:32 - Gli osservatori dell’Osce «arrestati» nel Donbass

Alcuni osservatori militari dell’Osce sono stati «arrestati» nelle regioni di Donetsk e Lugansk, nell’Ucraina orientale: lo denuncia la stessa Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza europea, come riporta la Bbc.

L’Osce «si sta adoperando per il rilascio dello staff». «L'Osce sta utilizzando tutti i canali disponibili per facilitare il rilascio del suo personale», ha fatto sapere l'organizzazione che non ha voluto dare ulteriori dettagli.

Ieri il governo britannico si era detto allarmato per il fermo di alcuni osservatori da parte delle forze russe.

Ore 06:27 - Odessa e le accuse incrociate sui rischi di attacchi con armi chimiche

Che Odessa sia tornata un obiettivo dell’esercito russo lo testimoniano — dopo l’annuncio sui “nuovi obiettivi” di Mosca in Ucraina, che parlava esplicitamente della città portuale — l’attacco di ieri, che ha fatto 8 morti (tra cui una bambina di 3 mesi: «Non so se vi rendiate conto», ha detto ieri in conferenza stampa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definendo i russi «nazisti» e «bastardi sanguinari», «quella bimba ha passato due mesi dei tre della sua vita in guerra, ed è stato uccisa da un missile»).

Ora però il timore è che su Odessa si scatenino attacchi con armi non convenzionali.

Secondo Mosca, i servizi speciali dell’Ucraina starebbero pianificando un’operazione provocatoria con l’uso di sostanze chimiche nel porto Yuzhny, per attribuirne la colpa alle forze armate russe e accusarle di aver preso di mira i civili.

Un’affermazione non insolita da parte di Mosca (la ripete da settimane, cambiando solo la località della presunta provocazione), che Kiev interpreta invece come una minaccia camuffata da avvertimento: sarebbero proprio le forze russe a voler sferrare un attacco chimico sul porto ucraino, secondo il Kyiv Independent.

 

Ore 05:57 - Il segretario dell’Onu andrà in Turchia, prima di visitare Putin e Zelensky

Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, si recherà domani in Turchia, un Paese che svolge un importante ruolo di mediatore nella guerra della Russia contro l’Ucraina. Lo afferma l’Onu in una nota spiegando che la visita precede quella di Mosca e di Kiev. «Il segretario generale si recherà in visita ad Ankara, in Turchia, dove, il 25 aprile, sarà ricevuto dal presidente Recep Tayyip Erdogan», ha dichiarato l’Onu. La missione di Guterres proseguirà quindi a Mosca, martedì, dove incontrerà il presidente russo Vladmir Putin, poi giovedì a Kiev nel tentativo di mediare la fine dell’invasione russa.

Ore 3.46 Novanta cittadini stranieri sono «tenuti in ostaggio dai nazionalisti come scudi umani» in Ucraina. Lo afferma il colonnello generale Mikhail Mizintsev, capo del Centro di gestione della difesa nazionale russo. «I nazionalisti ucraini continuano a tenere in ostaggio 90 cittadini stranieri di cinque stati come scudi umani», dice Mizintsev citato dall'agenzia russa Tass. Secondo l'ufficiale, 76 navi straniere provenienti da 18 stati continuano ad essere bloccate in sette porti ucraini e non possono prendere il mare «a causa dell'elevata minaccia di bombardamenti e pericolo di mine creata da Kiev». 

Ore 1.13 Mosca afferma che i servizi speciali dell' Ucraina starebbero pianificando un'operazione provocatorio con l'uso di sostanze chimiche nel porto Yuzhny a Odessa, per attribuirne la colpa alle forze armate russe e accusarle di aver preso di mira i civili. Affermazione che Kiev interpreta invece come una minaccia camuffata da avvertimento: sarebbero proprio le forze russe dunque a voler sferrare un attacco chimico sul porto ucraino, secondo il Kyiv Independent. «Nelle vicinanze del porto Yuzhny - dice il capo del Centro di controllo della difesa nazionale russo Mikhail Mizintsev, citato dall'agenzia Tass - i servizi speciali ucraini stanno pianificando una provocazione con l'uso di sostanze chimiche velenose per accusare le truppe russe di presunti attacchi contro infrastrutture civili. Lo scenario più probabile di questa messa in scena sarebbe l'imitazione di un attacco missilistico delle forze armate russe sulla base navale militare occidentale dell' Ucraina che comporterebbe l'esplosione di un complesso di celle frigorifere del porto, che si trova entro 500 metri dall'obiettivo militare». Mizintsev aggiunge che per attuare questo piano il 18 aprile da Odessa è stata consegnata alla struttura in questione una cisterna con ammoniaca, mentre ai membri delle forze dell'ordine e dei servizi speciali della regione di Odessa sono stati distribuiti mezzi di protezione individuale.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Aprile 2022, 07:23
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