Impeachment, Trump accusato di intralcio al Congresso e abuso di potere. Casa Bianca: «Caccia alle streghe»

In un giorno che la speaker della Camera Nancy Pelosi ha definito «solenne», i democratici hanno svelato e pubblicato gli articoli di impeachment contro Donald Trump dopo quasi tre mesi di indagini: abuso di potere e ostruzione del Congresso per l'Ucrainagate. Esclusa invece l'ostruzione della giustizia basata sui tentativi di ostacolare l'indagine sul Russiagate contenuti nel rapporto Mueller: i dem hanno preferito circoscrivere il caso anche per evitare spaccature nel voto in aula e possibili contraccolpi nei collegi più moderati nelle elezioni del 2020.

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«Caccia alle streghe», «follia», «accuse ridicole», ha reagito su Twitter il tycoon. «Un tentativo fazioso, ingiustificato e patetico di rovesciare l'amministrazione Trump e i risultati delle elezioni del 2016», gli ha fatto eco la Casa Bianca, annunciando che il presidente «affronterà queste false accuse in Senato e si aspetta di essere pienamente scagionato perché non ha fatto nulla di male».



Lo show con l'apparizione del suo principale protagonista è rinviato quindi a gennaio, quando il Senato sarà chiamato a giudicare la messa in stato d'accusa, la terza nella storia americana dopo quella di Andrew Johnson nel 1868 e Bill Clinton nel 1998 (Richard Nixon si dimise prima che la Camera votasse). L'annuncio dei due articoli d'impeachment è stato fatto in una conferenza stampa a Capitol Hill dal presidente della commissione Giustizia Jerrold Nadler, presente la Pelosi e i presidenti delle altre cinque commissioni che hanno partecipato alle indagini, tra cui Adam Schiff (intelligence). «Il presidente ha messo se stesso davanti al Paese minacciandone la sicurezza, corrompendo l'integrità delle elezioni e violando il suo giuramento al popolo americano», ha denunciato Nadler. 



«Sono emerse prove schiaccianti e incontestabili, non ci ha lasciato altra scelta», ha rincarato Schiff, aggiungendo che «la cattiva condotta di Trump continua ancora in questi giorni». L'accusa è quella di aver sollecitato l'interferenza di un governo straniero per favorire la propria rielezione nelle elezioni presidenziali del 2020, chiedendo al presidente ucraino che annunciasse indagini contro il suo rivale Joe Biden (e suo figlio Hunter) e subordinando a tale annuncio 391 milioni di aiuti militari a Kiev contro l'aggressione russa e un incontro alla Casa Bianca.
 
Al tycoon si contesta inoltre di aver ostruito l'indagine del Congresso bloccando testimoni e documenti. «Il presidente Trump, con la sua condotta, ha dimostrato che resterebbe una minaccia per la Costituzione se gli fosse consentito di restare al potere», conclude la risoluzione dem. La discussione inizierà domani, poi giovedì il voto in commissione Giustizia, prima di quello alla Camera in sessione plenaria previsto per la prossima settimana. La linea di difesa al Senato sarà quella indicata dalla Casa Bianca oggi: «I democratici alla Camera volevano da tempo rovesciare il voto di milioni di americani. Hanno deciso che devono mettere in stato d'accusa il presidente Trump perché non possono sconfiggerlo legittimamente nell'urna. L'annuncio dei due infondati articoli di impeachment non feriscono il presidente ma il popolo americano, che si aspetta che i suoi rappresentanti eletti lavorino per loro allo scopo di rafforzare la nostra nazione».
 
Martedì 10 Dicembre 2019, 15:27
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