Terza dose vaccino a settembre in Germania ad anziani e fragili. GB decide nei prossimi giorni

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Vaccini, sì alla terza dose: a settembre in Germania ad anziani e fragili, mentre la Gran Bretagna decide nei prossimi giorni. La Germania, dunque, offrirà agli anziani e alle persone a rischio una terza dose di vaccino anti-Covid a partire da settembre. Lo ha annunciato il ministero della Salute tedesco, citando le preoccupazioni su «una ridotta o rapidamente indebolita risposta immunitaria».

Il nuovo richiamo, con Pfizer o Moderna, sarà offerto anche a chi ha già ricevuto due dosi di Astrazeneca o la singola di Johnson&Johnson, ha aggiunto il ministero.

 

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Vaccini, terza dose

 

Le autorità britanniche decideranno nelle prossime settimane se gli ultracinquantenni abbiano bisogno o meno di una terza dose di vaccino anti-Covid, o 'booster'. Se il programma riceverà il via libera, si prevede che a tutti gli ultracinquantenni e alle persone clinicamente fragili venga offerta una terza dose prima di Natale. I dirigenti dell'Nhs, il servizio sanitario britannico, hanno messo in moto i piani per una campagna vaccinale congiunta contro la Covid-19 e contro l'influenza stagionale, ma non è ancora noto se un 'booster' sarà necessario o meno. Gli esperti che consigliano il governo (il Comitato congiunto sulla vaccinazione e l'immunizzazione, Jcvi la sigla in inglese) daranno le linee guida prima che il programma inizi, il 6 settembre. Le farmacie svolgeranno un ruolo importante nel programma per la terza dose, se verrà deciso di somministrarla, per aiutare ad elevare i livelli di immunità, mentre gli studi medici riprenderanno l'attività routinaria per quanto possibile.

Il Telegraph ha scritto che il ministro per le vaccinazioni Nadhim Zahawi ha informato i parlamentari del piano, che include l'obiettivo di consegnare una media di quasi 2,5 mln di terze dosi alla settimana, con un ruolo aumentato delle farmacie. Una portavoce del Dipartimento della Salute ha detto che «il governo si sta preparando per un programma per una terza vaccinazione e il Jcvi ha pubblicato un parere provvisorio su chi dovrebbe avere la priorità per una possibile terza vaccinazione a partire da settembre 2021». «Il programma per il booster - ha aggiunto - che assicurerebbe che milioni di persone vulnerabili alla Covid-19 conservino per l'inverno la protezione che hanno ricevuto dalla prima e dalla seconda dose, anche contro nuove varianti, sarà deciso sulla base del parere finale del Jcvi».

Il Dipartimento ha aggiunto che ulteriori dettagli verranno comunicati «a tempo debito», con i ministri che stanno aspettando ulteriori risultati dai trial clinici per vedere quali vaccini debbano essere utilizzati nel programma d'autunno. Thorrun Govind, la presidente della Royal Pharmaceutical Society d'Inghilterra, ha detto che «i farmacisti nell'Nhs hanno svolto un ruolo fondamentale nel condurre all'attuazione con successo del programma di vaccinazione contro la Covid-19. Vorremmo vedere un vasto coinvolgimento della comunità dei farmacisti nell'iniettare insieme la dose booster e la vaccinazione contro l'influenza, a seconda delle raccomandazioni del Jcvi». In giugno il Jcvi aveva pubblicato nuove linee guida provvisorie che fissavano la lista di priorità per chi dovrebbe avere la terza dose, se ci dovesse essere bisogno di un 'booster'. Circa 32 mln di persone sarebbero eligibili per il piano, inclusi gli ultracinquantenni, i lavoratori dell'assistenza e della salute, le persone estremamente vulnerabili sotto il profilo clinico, più le persone di età compresa tra i 16 e 49 anni cui viene di solito offerta dall'Nhs una vaccinazione gratuita contro l'influenza, come pure le persone che hanno contatti regolari con soggetti dalle difese immunitarie compromesse.

 

 

L'Europa supera 60 milioni di casi

 

La variante Delta non arresta la sua corsa ai contagi e porta l'Europa a infrangere un nuovo record: sono ormai oltre 60 milioni le infezioni da coronavirus registrate nel continente che ormai registra un drammatico bilancio di oltre 1,2 milioni di morti. Il dato è dell'ufficio regionale dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che avverte: «La fine della pandemia non è ancora all'orizzonte». E questi numeri non fanno altro che alimentare ancora di più il dibattito sulla terza dose, la somministrazione aggiuntiva di vaccino contro il Covid che Pfizer promette, «ha effetti neutralizzanti della variante Delta».

Dopo che Israele ha fatto da apripista nel mondo, somministrando da domenica la terza dose agli over 60 con già migliaia di prenotazioni, Berlino ha annunciato che proporrà da settembre il richiamo aggiuntivo ai suoi cittadini più fragili, mentre anche Londra studia un piano per proporlo, sempre dal mese prossimo, ai più vulnerabili. Intanto, procedono le campagne di immunizzazione, e ad oggi «il 60% degli adulti nell'Ue è completamente vaccinato», ha detto la presidente Ue, Ursula von der Leyen, invitando comunque a «restare vigili».

Oltre ai 60 milioni di contagi, «purtroppo finora in Europa ci sono stati più di 1,2 milioni di morti», ha detto Dorit Nitzan, direttore regionale per le emergenze dell'Oms, sottolineando che bisogna «urgentemente vaccinare tutti i gruppi prioritari», che in alcuni Paesi registrano una copertura «ancora bassa». Ma ora il dibattito dei governi e delle autorità sanitarie europee si concentra sulla terza dose.

Anche fuori dall'Europa, la variante Delta registra nuovi record: in 24 ore, l'Iran ha rilevato oltre 37 mila contagi, il dato più alto di sempre. Nella giornata sono morte 411 persone, il record degli ultimi tre mesi. Di fronte a numeri come questi, il vaccino resta la migliore speranza del mondo di arrestare l'avanzata della contagiosa variante. Ma le campagne di immunizzazione sono minacciate dalle controffensive dei no-vax, a colpi di manifestazioni e fake news su internet. E per combattere le campagne di falsità online, Emmanuel Macron ha proposto ai francesi su Instagram e Tik Tok di rispondere direttamente ai loro dubbi. «So che molti di voi ancora si interrogano, hanno paura, in molti ascoltano false informazioni, a volte delle sciocchezze, così ho deciso di rispondere direttamente alle vostre domande», ha detto il presidente francese in un video, ricordando che che la vaccinazione è «l'unica arma» per sconfiggere il virus. E anche Biden, seguendo l'esempio di Elvis Presley testimonial della campagna antipolio negli anni '50, ha deciso di ingaggiare un esercito di influencer per convincere gli americani a vaccinarsi.

 

 

 

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 2 Agosto 2021, 20:12
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