Taiwan, minacce nucleari: la Cina viola i cieli dell'isola con i bombardieri H-6N modificati per lanciare missili ipersonici atomici temuti dalle portaerei Usa

Nuova incursione di Pechino che invia 37 aerei sopra Formosa che fa alzare in scramble i caccia F-16

La Cina viola i cieli di Taiwan con bombardieri lanciamissili ipersonici atomici temuti dalle portaerei Usa

di Paolo Ricci Bitti

Minacce nucleari nei cieli di Taiwan violati all'alba da uno stormo  37 aerei militari cinesi che hanno attraversato la zona di identificazione di difesa aerea (Adiz) dell'isola. Alcuni degli aerei hanno poi proseguito per il Pacifico occidentale dove manovrano navi della flotta americana. Taipei ha fatto alzare in scramble (decollo rapido) i caccia F-16: una schermaglia, inziata alle 23 di mercoledì, ora italiana,  sempre più frequente anche se questa volta sono soprattutto gli Stati Uniti a guardare con preoccupazione questa nuova incursione perché, come riporta il ministero della Difesa di Taiwan oltre ai soliti caccia J-11 e J-16 sono stati visti anche le ultime versioni dei bombardieri H-6 con capacità nucleare, nell'angolo di sud-ovest della sua Adiz. La Cina considera Taiwan come una parte «inalienabile» del suo territorio e non è la prima volta che fa attraversare i cieli dell'isola dal bombardiere veterano definito, con grande generosità, il "B-52" cinese.


L'H-6N è tuttavia l'ultima variante dello Xian H-6 (nome Nato, Badger) derivato dal bombardiere bireattore sovietico Tupolev Tu-16 e costruito fin dal 1959 in circa 180 esempalri su licenza per l'aeronautica dell'Esercito popolare di liberazione cinese. Le versioni più recenti dell'ottantina di velivoli disponibili sono state modificate, ritiene l'intelligence Usa, per trasformare il velivolo pesante in una piattaforma di lancio di missili ipersonici in grado di essere armati anche con anche testate nucleari. Secondo gli americani si tratta del CH-AS-X-13, un missile derivato dal "balistico" antinave antinave DF-21D, che Pechino propaganda con il nome di “killer delle  portaerei”.

Missili insomma temuti dalle flotte americane che navigano nel Mar Cinese, compreso lo stretto di Taiwan, e che intensificano le attività quando si tratta di rispondere a questi raid cinesi. Nei giorni scorsi uno degli incidenti più gravi, quando una nave della flotta cinese ha "tagliato la rotta" a una nave della marina militare americana.  

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Il Pentagono, nei giorni scorsi, ha espresso preoccupazione per le mosse aggressive delle forze armate cinesi in Asia. «Restiamo preoccupati per le attività sempre più rischiose e coercitive dell'esercito popolare di liberazione nella regione, anche negli ultimi giorni», ha detto il portavoce del Pentagono Pat Ryder, che è con il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin allo Shangri-Dialogue, il forum annuale sulla sicurezza di Singapore.

Ieri, si è rischiata la collisione tra due unità navali militari di Cina e Usa nello Stretto di Taiwan, pochi giorni dopo una manovra azzardata nei cieli di un jet cinese su un aereo da ricognizione americano.

Usa, Taiwan e Giappone condivideranno i dati in tempo reale raccolti dai droni da ricognizione per rafforzare il coordinamento di fronte alla maggiore assertività della Cina nella regione. È quanto riporta Financial Times, citando persone che hanno familiarità con il progetto. Verso la fine della presidenza Trump, gli Stati Uniti hanno annunciato più di 5 miliardi di dollari in vendite di armi a Taiwan, inclusi quattro droni aerei del valore di 600 milioni di dollari, destinati a migliorare le capacità dell'isola e scoraggiare un'invasione cinese. Il quotidiano della City ha anche affermato che Washington consentirà a questi velivoli di integrarsi nel sistema che utilizzeranno i militari Usa nella regione e la Forza di autodifesa nipponica. L'iniziativa consentirebbe a Washington e ai suoi partner di osservare in via simultanea tutte le informazioni raccolte dai veicoli aerei senza equipaggio.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 9 Giugno 2023, 13:19
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