Ucraina, più di 16mila soldati russi morti ed elicotteri abbattuti: così l'avanzata sta rallentando in più punti

L'affondo finale per ora è sospeso in attesa di riassestare le fila di un esercito (russo) che tutti gli analisti danno per assai malconcio

Più di 16mila soldati russi morti e carri distrutti: così l'avanzata si sta fermando in più punti

di Mario Landi

Per la Russia, la debacle è più vicina? L'avanzata in Ucraina si sta fermando in più punti, gli ucraini hanno riconquistato terreno: cosa sta succedendo nelle ultime ore? I numeri dicono che ammonta a 16.600 uomini la stima (secondo Kiev) dei soldati russi morti dall'inizio del conflitto in Ucraina, in aumento di 200 rispetto a ieri. Il bilancio delle perdite russe, aggiornato a oggi e diffuso sul canale Telegram Ukraine Now è questo: in generale le perdite sono di 582 carri armati, 1.664 veicoli corazzati, 121 aerei, 127 elicotteri e 1.144 auto e 7 navi distrutte. Secondo gli ucraini, Mosca avrebbe perso anche 294 sistemi di artiglieria, 93 lanciarazzi, 52 mezzi di difesa aerea, 4 lanciatori Otrk e 56 Uav.

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La Russia sta cercando di portare rinforzi in Ucraina attingendo alle sue truppe in Georgia, secondo il Pentagono. «Le forze armate russe ora si concentreranno sulla completa liberazione del Donbass», afferma Mosca. E ai soldati sarebbe stato detto che la guerra finirà il 9 maggio.

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L'affondo finale per ora è sospeso, forse annullato o forse rimandato a tempi migliori, in attesa di riassestare le fila di un esercito che tutti gli analisti danno per assai malconcio. Dopo i miliziani siriani, i mercenari della Wagner, i tagliagole ceceni, ora sono in arrivo anche i combattenti di Hezbollah per dar manforte alle truppe di Mosca e incaricarsi delle azioni a più alto rischio. Una legione straniera impegnativa per il bilancio della Difesa ma le cui perdite in vite umane posso essere meno pericolose per Vladimir Putin, in una fase in cui si comincia a cogliere qualche segnale di insofferenza tra i ranghi dei regolari. D'altra parte, ha osservato con Al Jazeera Cristian Nitoiu, docente di diplomazia e governance internazionale alla Loughborough University di Londra, i mercenari hanno «un addestramento migliore nella guerra urbana e nella guerriglia rispetto all'esercito convenzionale russo» e nel pantano in cui sembrano trovarsi i russi, potrebbero muoversi con più disinvoltura, anche perché operano al di fuori dei vincoli della guerra convenzionale. In via di rafforzamento anche gli effettivi della Wagner in Donbass, che dovrebbero passare dai 300 di un mese fa ad almeno un migliaio per stringere a est la morsa sulle forze ucraine.

 

IL RECLUTAMENTO - Tra i 1.351 militari uccisi dichiarati dallo stato maggiore russo e gli oltre 16.000 soldati di Mosca morti di cui parla Volodymyr Zeelensky nessuno sa quali siano i numeri veri. Sono comunque troppi rispetto alle previsioni iniziali, o alle speranze, del Cremlino che vede una exit strategy nel reclutamento a piè di lista. Le trattative, gestite dalla brigata Wagner utilizzata in Siria da Mosca, sarebbero andate a buon fine con Hezbollah, che ha accettato di fornire 800 uomini con un salario di 1.500 dollari al mese. Di questi, 200 saranno inviati in Bielorussia entro fine mese, degli altri non è chiara la destinazione. Ma proprio Minsk, fedelissimo alleato subalterno di Mosca e santuario delle retrovie russe, è diventato una spina nel fianco perché non si è ancora decisa a entrare ufficialmente in guerra con proprie truppe, come concordato con il Cremlino, anche se la partenza dell'ambasciatore bielorusso dall'Ucraina Igor Sokol potrebbe essere un segnale in questo senso. Intanto il Pentagono ha riferito che Mosca sta cercando di portare rinforzi in Ucraina anche dalla Georgia. Una sorta di conferma è arrivata da Anatoly Bibilov, leader della piccola repubblica secessionista georgiana dell'Ossezia del Sud, che ha annunciato su Telegram l'invio di truppe in Ucraina per «aiutare a proteggere la Russia» senza tuttavia specificarne il numero.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 Marzo 2022, 07:35
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