Putin, alti dirigenti del Cremlino vogliono sostituirlo. Si pensa al sindaco di Mosca come possibile successore

Putin, alti dirigenti del Cremlino vogliono sostituirlo. Sindaco di Mosca successore?

di Cristiana Mangani

Aver trascinato la Russia in una guerra lunga e difficile potrebbe costare la testa a Vladimir Putin. Tra voci di gravi malattie e quelle di malessere interno del suo stesso entourage, la sorte politica dello zar di Mosca potrebbe essere ormai vicina alla fine. Tre mesi dopo la sanguinosa “operazione speciale” in Ucraina, i suoi stessi uomini sembra che stiano discutendo su chi dovrà sostituirlo. Almeno secondo quanto riferisce un nuovo report del quotidiano indipendente Meduza, che cita diverse fonti vicine all'amministrazione presidenziale russa. Alti funzionari e dirigenti del Cremlino che sarebbero ormai stufi della linea tenuta da Putin e anche di Putin stesso.

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Il nome che circola in queste ore nel Paese è quello del sindaco di Mosca Sergei Sobyanin, come possibile suo successore, oppure dell'ex presidente Dmitry Medvedev, che ora è il vicepresidente del Consiglio di sicurezza. Si dice che anche Sergei Kirienko, il primo vice capo di stato maggiore dell'amministrazione presidenziale, sia in corsa per prendere il suo posto. «Non è che stanno preparando un golpe o che siano in atto un complotto - dice una fonte qualificata - E' un sentimento generale che fa ritenere che Putin, in un futuro abbastanza ravvicinato, non gestirà più il Paese. Sono molto insoddisfatti per quanto sta succedendo i membri dell'élite, componenti del governo, gli oligarchi che un tempo gli erano molto vicini e, soprattutto la comunità imprenditoriale, preoccupati per una guerra che è stata portata avanti in maniera irresponsabile, senza tenere conto dell'entità delle sanzioni». «E' impossibile convivere con sanzioni simili - ha detto a Meduza un'altra fonte vicina al Cremlino -. I problemi provocati dalla guerra sono già evidenti, e in piena estate sarà un disastro in tutte le direzioni: trasporti, medicine, persino agricoltura. Nessuno ha pensato a una tale scala  di impatto - è ancora il parere di un dirigente -. Si dice che il malcontento sia condiviso sia tra quelli più vicini a Putin che vogliono che la guerra continui, sia tra quelli che preferiscono cercare una via d'uscita a questo conflitto che si annuncia lungo e dispendioso i n termini economici, ma anche di vite umane.

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E' ancora il quotidiano a sottolineare che Putin è deliberatamente cieco, perché insiste nel dire che i crescenti problemi economici del Paese non hanno a che fare con la guerra. E anche quei funzionari che hanno discusso in privato dei potenziali successori sanno che l'unico modo per costringere Putin a lasciare il potere sono le sue condizioni di salute. Salute che è stata al centro di continue voci circa la possibilità che il presidente abbia una malattia terminale che ha è peggiorata negli utimi mesi. Ieri, il capo degli 007 ucraini ha insistito sul fatto che sia malato di cancro e che abbia anche altre "malattie gravi", anche se - ha aggiunto - che comunque non morirà domani. Ed è per questo - secondo Meduza - che il suo team continua a lavorare nonostante sia stufo e preoccupato per questa situazione.

 

Del resto, la guerra in Ucraina arranca e il presidente russo è sempre più alle strette. L'aria di un “golpe” si continua a respirare e la minaccia avrebbe anche un nome: siloviki, ovvero «gli uomini forti del governo di Mosca, personaggi di primissimo livello, che occupano posizioni apicali nei ministeri chiave e, soprattutto, nelle forze armate, i pochi eletti che Putin incontra per valutare le strategie della “operazione speciale” in Ucraina».  A cominciare da «Nicolai Patrushev, ex ufficiale del Kgb, Alexander Bortnikov, capo dell’Fsb, Sergei Shoigu, ministro della Difesa, Sergeu Naryshkin, capo dell’intelligence russa: tutti pronti, secondo diverse fonti occidentali, a liberarsi dello zar. Tuttavia attaccarlo non è cosa semplice. Forte dell’esperienza nel Kgb, Putin sa bene che il tradimento può arrivare soprattutto dai collaboratori più stretti. Non a caso, nelle ultime settimane, il sistema di sicurezza del Cremlino è stato rafforzato.

Ma secondo Andrei Soldatov, uno dei massimi esperti di sicurezza russa, e Irina Borogan, i siloviki «sono spietati nel proteggere i propri interessi» e «se i problemi economici della Russia raggiungeranno il punto in cui i suoi governatori regionali inizieranno a rompere i ranghi con il Cremlino, qualcosa potrebbe realmente succedere».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Maggio 2022, 07:12
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