Russia, la guerra spinge HM a chiudere gli oltre 150 negozi: «Ci dispiace per i colleghi»

Il gruppo svedese era presente a Mosca dal 2009

Russia, la guerra spinge HM a chiudere gli oltre 150 negozi: «Ci dispiace per i colleghi»

La catena di abbigliamemto HM ha deciso di lasciare definitivamente la Russia a causa della guerra in Ucraina. «Come comunicato il 2 marzo 2022, il Gruppo H&M ha sospeso tutte le vendite in Russia. Date le attuali sfide operative e un futuro imprevedibile, l'azienda annuncia oggi di aver deciso di avviare un processo di chiusura delle attività nel Paese», si legge nel comunicato diramato ieri. Il gruppo svedese si unisce alle sanzioni europee e decide di abbandonare un business che operava in Russia dal 2009. Secondo le stime H&M ha più di 150 negozi e circa 6.000 dipendenti in Russia. E il sacrificio è notevole perché la Russia era il sesto mercato per importanza di H&M, con circa il 4% delle vendite del gruppo nel quarto trimestre del 2021. Il gigante della moda aveva ampliato la sua presenza in Russia sin dall'inizio delle operazioni nel paese nel 2009, aprendo anche negozi con altri marchi del suo portafoglio, Weekday e & Other Stories. In precedenza i clienti russi potevano ordinare online i capi dei marchi Monki e Cos. Ora l'uscita dalla Russia costerà al gruppo circa due miliardi di corone svedesi (160 milioni di sterline). 

«Dopo un'attenta valutazione, riteniamo che, data la situazione attuale, sia impossibile continuare la nostra attività in Russia. Siamo profondamente addolorati per l'impatto che questo avrà sui nostri colleghi e siamo molto grati per tutto il loro duro lavoro e la loro dedizione. Inoltre, desideriamo ringraziare i nostri clienti per il loro sostegno nel corso degli anni», ha dichiarato Helena Helmersson, CEO del Gruppo H&M.   

«Nell'ambito del processo di liquidazione, l'intenzione è quella di riaprire temporaneamente i negozi fisici per un periodo limitato di tempo per vendere le rimanenti scorte in Russia», fanno sapere. L'intero processo di liquidazione avrà un impatto sul flusso di cassa e sarà incluso come costo una tantum nei risultati del terzo trimestre 2022. 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Luglio 2022, 10:55
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