Royal baby nato, Harry e Meghan «pazzi di gioia»: primo Windsor con sangue afroamericano

Un nuovo nato in casa Windsor, ma anche - in qualche modo - l'annuncio di una nuova era. Ha visto la luce all'alba, fuori dalle più strette convenzioni della dinastia britannica, il primogenito del 34enne principe Harry, figlio cadetto un tempo scapestrato di Carlo e Diana, e di Meghan Markle, ex attrice di origini afroamericane di tre anni più grande di lui. Quarto royal baby della sua generazione, destinato a occupare il posto numero 7 in linea di successione al trono dell'inossidabile bisnonna, la regina Elisabetta II. 

Royal baby: tutto quello che sappiamo

Una nascita attesa, frutto del matrimonio da fiaba moderna di un anno fa, il cui annuncio è arrivato tuttavia senza fretta, una buona mezza giornata dopo il parto registrato alle 5,26 del mattino, come gli stessi genitori avevano anticipato evocando nelle settimane scorse l'intenzione di mantenere un velo di riserbo mediatico sulla fase finale della gestazione. E di vivere le prime ore in forma privata a Frogmore Cottage: la nuova casa scelta come residenza dei duchi di Sussex nel complesso del castello di Windsor dopo esser stata restaurata non senza perplessità al costo di oltre 3 milioni di sterline.  


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«Sono entusiasta di annunciare che è un maschietto», ha fatto sapere alla fine un Harry sorridente e sommerso dalla gioia, rivolgendosi ai giornalisti e ai fan accorsi nel primo pomeriggio alle prime voci pubbliche di un travaglio che in realtà s'era già concluso felicemente. Emozionato e casual, il principe dai capelli rossi si è riservato di rendere noto il nome a tempo debito (i bookmaker azzardano Alexander, Albert, Arthur o James), entro il battesimo previsto per giugno. Mentre non ha nascosto i suoi batticuore da neopapà. «È la più incredibile esperienza che potessi immaginare», ha sospirato, dicendosi «al settimo cielo». Non senza rivolgere un pensiero alla moglie («sono orgoglioso» di lei) e alle madri in generale: chissà se ricordando anche la sua, Diana, che lo lasciò orfano più o meno all'età che Meghan ha adesso, quando lui di anni ne aveva appena 12. «Come una donna possa fare ciò che fate va oltre la mia comprensione», ha riconosciuto, prima di passare ai ringraziamenti di coppia. «Entrambi siamo assolutamente elettrizzati e grati per tutto l'amore e il sostegno ricevuto da ciascuno, è meraviglioso e vogliamo condividere questo momento con tutti», ha concluso, mentre sul profilo Instagram di casa Sussex spuntava un cartoncino virtuale con l'esclamazione «It's a boy!» tracciata su sfondo azzurro. 

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I dettagli sono quindi arrivati dal tradizionale annuncio di Buckingham Palace, affisso in ultimo anche all'ingresso del palazzo reale di Londra. Il neonato pesa circa 3,2 chilogrammi e sia lui sia sua madre «stanno bene». Ma al di là delle felicitazioni di rito - riecheggiate a nome della regina Elisabetta, del consorte Filippo, del nonno (ed erede al trono) Carlo, dello zio William con la moglie Kate e dai parenti di Diana del casato degli Spencer, oltre che dal mondo politico britannico, Theresa May in testa, dall'arcivescovo di Canterbury e da celebrità internazionali come Michelle Obama e molti altri - ad alimentare la curiosità, talora i pregiudizi, prevale il senso di novità che lo circonda. Il suo ruolo cadetto lo lascia a distanza dalla corona, salvo sconquassi. 
 

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E tuttavia, in attesa che la regina decida se concedergli il titolo di principe e di Altezza Reale al pari dei genitori, o lo nomini nel rispetto della prassi solo 'lord' e 'earl' della contea scozzese di Dunbarton, resta il fatto che sarà il primo Windsor all'ombra del trono con sangue nero (e americano) nelle vene. Figlio di Meghan e nipote di Doria Ragland, la nonna materna insegnante di yoga californiana di radici caraibiche precipitatasi a Frogmore Cottage già da settimane per assistere a un parto preparato in casa: lontano dalle telecamere e dalle stanze riservate degli ospedali più in vista, cari alle usanze aristocratiche moderne. Un principino anomalo e al contempo più «normale» degli altri rispetto ai tempi di oggi, negli auspici della storica della monarchia Victoria Howard che alla Bbc dice di immaginarselo col solo titolo di «conte di Dunbarton»: destinato a «una vita normale da giovane reale» anglo-americano. Auguri.

 
Lunedì 6 Maggio 2019, 15:24
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