Virus, la Regina Elisabetta sparirà per mesi. Johnson ai britannici: «Basta stare a casa»

di Cristina Marconi
Per la fase due bisogna ancora aspettare almeno fino a giugno, ma da oggi nel Regno Unito inizia un alleggerimento delle misure: da «state in casa» a «state all'erta». E se nella sostanza le regole non cambiano di molto chi non può lavorare da casa deve andare al lavoro ma non con i mezzi pubblici, si potrà stare all'aperto quanto si vuole purché a distanza - il nuovo messaggio del governo britannico per la gestione del coronavirus ha convinto così poco che sia la Scozia che il Galles e l'Irlanda del Nord hanno deciso di agire indipendentemente da Londra.

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L'ANNUNCIO
Il premier Boris Johnson, parlando alla nazione al termine di un lungo fine settimana di sole, ha annunciato un «piano che cerca di dare risposte ad entrambe le paure», ossia quella sulla salute e quella sull'economia. E quindi da «state a casa, controllate il virus, salvate vite» si è passati a una più generica richiesta di vigilanza, giudicata decisamente vaga e confusa dal leader dell'opposizione Sir Keir Starmer, che guidi il paese attraverso la «risposta flessibile» dei prossimi mesi, basata sul rispetto di cinque parametri: tutela del sistema sanitario, calo dei decessi, riduzione delle infezioni, numero sufficiente di test e di equipaggiamento protettivo per il personale sanitario e evitare un eventuale nuovo picco. Per questo verrà messo a punto un sistema di allarme sul Covid, non dissimile da quello esistente sul terrorismo, in cui 1 sarà il rischio minimo e 5 il più alto. Il lockdown del 23 marzo, per dire, è stato imposto con un livello 4. L'altra novità, ampiamente attesa, è che verrà imposta una quarantena di due settimane a chiunque arriverà dall'estero per via aerea nel Regno Unito.

Con 265 morti nelle ultime ventiquattro ore un dato basso, come sempre nel fine settimana quando la raccolta dei dati è meno efficace - il paese ha raggiunto quota 31.885 vittime e i medici continuano a parlare del rischio concreto di arrivare a 100mila vittime entro fine anno. Il paese continua a non raggiungere l'obiettivo dei 100mila test al giorno e il governo ha ammesso che alcuni test sono stati mandati negli Stati Uniti perché il laboratori britannici non riescono a stare al passo con l'emergenza. Il nuovo slogan di Boris, che da quando è tornato al lavoro non sembra essere riuscito a unire le diverse anime del partito sebbene la malattia l'abbia convinto dell'importanza degli argomenti a favore della protezione della salute, è stato oggetto di polemiche già prima del discorso di ieri sera.

LE POLEMICHE
In Scozia, dove il tasso di riproduzione del virus è leggermente più alto che nel resto del paese, Nicola Sturgeon si è lamentata di aver saputo tutto sulla stampa e ha commentato: «Non so cosa significhi stare all'erta», sottolineando l'importanza di dare un messaggio chiaro per evitare che «la gente muoia inutilmente» e chiedendo a Londra di non diffondere il messaggio a nord del Vallo. La Scozia allentato la regola dell'attività fisica fuori casa una volta al giorno, senza estenderla però ai picnic e alla possibilità di starsene sdraiati al sole. Johnson ha detto che dal 1 giugno, per la fase 2, potrebbero essere aperte alcune scuole e alcuni negozi mentre da luglio, per la fase 3, potrebbe essere la volta anche di alcuni ristoranti. «Ma c'è una serie di grandi punti interrogativi», ha avvertito. Quello che è certo è che davanti a tutta questa incertezza, Elisabetta II, le cui parole nel corso degli ultimi due messaggi alla nazione «Ci rivedremo» e «le nostre strade non sono vuote, ma piene di amore e premura» hanno fatto breccia nel cuore dell'opinione pubblica, sospenderà gli impegni pubblici per alcuni mesi, probabilmente il periodo più lungo nei suoi 68 anni di regno. Resterà nel castello di Windsor, che normalmente lascia a maggio per tornare a Buckingham Palace e prima della pausa estiva in Scozia. Per ora, prevale una real cautela.
 
 
 
 

Ultimo aggiornamento: Lunedì 11 Maggio 2020, 11:10
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