Da Putin decisioni «come un colonnello»: così e nascono gli errori delle truppe
di Raffaele Alliegro

Putin prende decisioni tattiche militari «come un colonnello»: così nascono gli errori delle truppe di Mosca

Secondo fonti di intelligence, lo zar sarebbe direttamente coinvolto in decisioni che però non gli competerebbero

Putin sarebbe direttamente coinvolto nella pianificazione della guerra, «a livello di colonnello». E il generale Valery Gerasimov, comandante delle forze armate russe, sarebbe nel pieno possesso del suo comando, contrariamente a quanto sostenuto da parte ucraina nei giorni scorsi, quando si era detto che il leader militare era stato messo da parte. Lo sostiene il Guardian, in un approfondimento che fa il punto anche sugli obiettivi militari dei russi e la resistenza degli ucraini.

Vladimir Putin è dunque coinvolto in prima persona nell'evoluzione della guerra in Ucraina, al punto da prendere decisioni operative e tattiche a livello di un colonnello. Lo affermano fonti militari occidentali citate dal Guardian. Il presidente russo sta contribuendo a determinare il movimento delle forze nel Donbass, in un processo decisionale condotto a stretto contatto con il generale Gerasimov. «Pensiamo che Putin e Gerasimov siano coinvolti nel processo decisionale tattico con un ruolo che normalmente ci aspetteremmo di veder riservato a un colonnello o a un brigadiere», ha dichiarato una fonte militare, parlando degli scontri in corso nell'est dell'Ucraina. «Ma un capo di governo non dovrebbe prendere decisioni militari. Dovrebbe definire la strategia politica piuttosto che impantanarsi nelle attività quotidiane» ha detto al Guardian Ben Barry, ex brigadiere dell'esercito britannico ed esperto di guerra terrestre presso l'Istituto internazionale di studi strategici.

La situazione della guerra

L'andamento della guerra ha del resto costretto la Russia a mandare i propri generali più vicino alla linea del fronte, dove fino a 12 di loro sono stati uccisi, secondo le forze armate ucraine, ricorda il Guardian. E la controffensiva ucraina prosegue nella regione di Kharkiv, la seconda città nel nord-est del Paese, dove l'esercito di Kiev rivendica di aver ripreso il controllo fino al confine con la Russia. Un'avanzata che, se consolidata, darebbe un'ulteriore iniezione di fiducia alle truppe che già attendono l'arrivo delle nuove forniture di armi pesanti dagli alleati occidentali. L'avanzata ha intanto spinto Mosca a rafforzare il controllo sul confine nelle regioni di Bryansk e Kursk, mentre fino a sette battaglioni delle forze armate bielorusse continuano a presidiare la frontiera con l'Ucraina, costringendo le truppe di Kiev a non allentare la sorveglianza.

Per la Russia, però, potrebbe trattarsi anche di manovre per concentrare gli sforzi sull'offensiva nel Donbass. Attacchi che le forze ucraine, quando non possono contrastare, cercano di frenare. Come dimostra la riproposizione della tattica di far saltare i ponti ferroviari nell'oblast di Lugansk tra Rubizhne e Severodonetsk, dove il governatore Serhiy Gaidai ha denunciato la morte di almeno 10 persone in una giornata di pesanti raid su infrastrutture civili, compreso un ospedale. I combattimenti si concentrano quindi sempre più su Severodonetsk, la città più orientale ancora nelle mani delle forze ucraine. Ma le truppe d'invasione puntano anche in direzione di Donetsk, raggruppando secondo lo Stato maggiore di Kiev i propri reggimenti nell'area di Izyum per tentare uno sfondamento a sud, mentre altre avanzate sono state respinte a nord-est nell'area di Sumy e gli attacchi missilistici proseguono anche su zone residenziali nella fascia costiera, da Mykolaiv a Odessa.

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Maggio 2022, 18:56
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