Moldavia teme l'invasione russa: Putin cita Caterina la Grande e mobilita le truppe in Transnistria

Moldavia teme l'invasione russa: Putin cita Caterina la Grande e mobilita le truppe in Transnistria

A Chisinau, la piccola capitale (600mila abitanti) della piccola Moldavia (3,5 milioni), scarseggiano pane e benzina, ma questi pesanti disagi stanno finendo in secondo piano insieme alla traballante economia rispetto alla paura fortissima di un'invasione da parte dell'esercito russo. Le donne alla guida della repubblica stretta fra Romania e Ucraina e dal Pil fanalino di coda in Europa, ovvero la prima ministra Natalia Gavrilita e la presidente Maia Sandu, hanno fatto convocare l'ambasciatore russo dopo che il  vice comandante del distretto militare centrale della Russia, Rustam Minnekayev, ha reso noto che l'obbiettivo minimo delle truppe d Mosca è di conquistare, dopo il Donbass, tutto il territorio ucraino che si affaccia sul mar Nero. Di fatto la Moldavia, parte dell'antica Bessarabia con un popolazione che parla romeno, si troverebbe l'intero confine sud a fronteggiare la Russia che già controlla quasi tutto il confine Est grazie allo stato fantasma della Transnistria ovvero quella striscia di territorio riconosciuta quale stato indipendente solo da Mosca e che infatti Putin usa da tempo per ammassare truppe e mezzi.

Minnekayev ha infatti detto che Mosca intende "proteggere" gli abitanti russofoni "oppressi" della Transistria. Ma oppresi da chi visto che è la stessa russia a controlare il territorio e che la Moldavia ha più volte ribadito la sua totale neutralità nello scenario attuale. Del resto le sue forze armate non fanno nemmeno alzare le ciglia all'Orso russo, con i moldavi che quindi non possono fare altro che sottolineare che loro non hanno mai chiesto di fare parte della Nato. Conquistata l'indipendenza dopo la il dissolvimento dell'Unione Sovietica, ora la Moldavia si teme al centro dell'espansionismo di Putin che torna persino indietro di tre secoli, fino al 1700 della regina Caterina La Grande, per giustificare la volontà di restituire alla Madre Russia tutte le coste del mar nero e, già che c'è, altri pezzi di territorio. Con sobrietà il leader russo ha citato l'epoca della Regina e ha chiuso uno degli ultimi interventi in pubblico con la frase: «Finché vivrò difenderò la mia patria con la mia lingua, con la mia penna e con la mia spada».

Dopo la caduta probabile di  Mariupol Odessa resta la città più a rischio capitolazione. Sono già mobilitate dal 24 febbraio le truppe russe in Transnistria.

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Dove si trova la Transnistria

La Transnistria è la striscia di terra che fa da "cuscinetto" tra la Moldavia e l'Ucraina. Il suo confine a Sud dista pochi chilometri a Ovest da Odessa. Anche se ufficialmente parte della Moldavia, è uno stato non riconosciuto, rimasto fedele alla Russia dopo lo scioglimento dell'Urss. Ha una popolazione di appena 300 mila abitanti, con una forza militare di circa 1.500 persone. 

 

L'importanza strategica

Oltre a ospitare le truppe di Putin, la Transinistria rappresenta un deposito di armi di Mosca. Strategicamente la sua posizione è stato oggetto di attenzione degli analisti di guerra dall'inizio dell'invasione. È il trampolino perfetto per arrivare a Odessa, ancora oggi rimasta (quasi) immacolata dalla guerra. 

Cosa succede

I russi hanno iniziato a mobilitare unità in Transnistria per condurre azioni in Ucraina. Lo ha annunciato lo Stato maggiore di Kiev, riporta Ukrainska Pravda. «È stato intensificato il lavoro per mobilitare unità di truppe russe con sede nel territorio della regione transnistriana della Repubblica di Moldova al fine di condurre provocazioni e svolgere azioni dimostrative al confine con l'Ucraina», ha affermato lo Stato maggiore, sottolineando che i movimenti di truppe sono finalizzati a «dare una dimostrazione di disponibilità per un'offensiva e possibili ostilità contro l'Ucraina».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Aprile 2022, 11:59
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