L'Ucraina può vincere? Guerra in un "quagmire" secondo gli analisti, i 5 scenari favorevoli a Kiev
di Mario Landi

L'Ucraina può vincere? Guerra in un "quagmire" secondo gli analisti, i 5 scenari favorevoli a Kiev

La conquista dell'acciaieria Azovstal e quindi di tutta Mariupol ha ridato slancio all'offensiva russa quando stanno per scadere i tre mesi dall'avvio dell'operazione speciale in Ucraina? Macché, nemmeno un po', anzi. Sulla stampa internazionale campeggia la parola "quagmire", ovvero pantano, tanto in senso metaforico quanto reale, con la calda e umida primavera ucraina che ha allentato il terreno sui quali in febbraio sfrecciavano i tank russi. Tank? Carri armati? Sì, ma il fatto è che per adesso i cingolati di Putin sembrano segnare il passo, restare nelle retrovie e non solo perché i lanciagranate della Nato forniti all'esercito di Kiev  ne hanno fatto esplodere un numero altissimo, nemmeno immaginato dai generali russi che ora affidano il martellamento delle linee ucriane essenzialemente all'artiglieria da campo. Così si risparmiamo anche le vite ai soldati ché quello dei caduti è una delle voci più devastanti nel bilancio russo.

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Ci sono insomma tutti presupposti perché la fine della guerra sia ancora lontana, tanto che Oleksii Reznikov, ministro della Difesa dell'Ucraina ha detto - come riporta il Wall Street Journal, che ci sono «tutte le indicazioni di una lunga fase del conflitto» con i russi che rinunciano alla conquista di nuovo territori e che fortificano quanto già conquistato.

 

Ecco i 5 scenari che ipotizzano gli esperti del Wsj

Collasso dell'esercito e della nomenklatura russo

Fallita la guerra lampo cher prevedeva la caduta di Kiev in pochi giorni, le settimane successive hanno messo a nudo l'arretratezza della macchina da guerra russa che ha perso almeno ventimila soldati anche se non  mancano stime che raddoppiano la cifra, oltre a un impressionante batteria di generali e di mezzi di ogni tipo, comprese navi e aerei che alla vigilia parevano inattaccabili. Si registrano anche crescenti ammutinamenti, in particolare fra i militare di leva: in altre parole vi sono stati soldati russi che si sono rifiutati di obbedire agli ordini, in particolare se si trattava di attaccare obbiettivi civili. Di fatto Putin, secondo Eliot Cohen del Centro internazionale di studi di Washington, ha già perso. La faccia, innazitutto.

 

Collasso dell'Ucraina

E' vero che mancano - a dimostrazione dell'efficacia della controproganda ucraina - cifre ufficiali delle perdite di Kiev per quanto riguarda i militari, con la sconfitta di Azovstal che resta l'unica "certificata" sulla mappa della guerra. Ma a Mariupol si trattava, milatarmente, di un esito scontato e non è nemmeno certo che i soldati che si sono arresi ai russi siano poco meno di mille, come afferma Mosca. Forse sono molti meno. Secondo Phillpis O'Brien, dell'università scozzese di St.Andrews, non vi sono segni concreti di cedimento dell'esercito ucraino, sempre più rifornito di armi occidentali.

Il pantano

Senza la caduta di Kiev e di Zelensky, per la Russia sarà molto dispendioso anche "solo" conservare il possesso dei territori conquistati nel Donbass dove pure non mancano popolazioni russofone (non sempre sinonimo di russofile). Mosca sarebbe - se non lo già stata - costretta a mobilitare assai pù militari e mezzi  di quelli - ingenti - schierati finoria Una guerra che potrebbe, in altre parole, dilungarsi fino al termine del anno e proseguire nel 2023, con i più dinamici ucraini in grado di colpire anche al di là del confine con la Russia. Raid di scarsa importanza strategica, ma a lungo andare capaci di minare l'autorevolezza di Mosca.

Offensiva Ucraina

A parte il dolore per la perdita - attesa - di Azovstal, il morale degli ucraini resta alto grazie anche alle forniture di armi moderne da parte della Nato fra le quali spiccano i cannoni-obici britannici M777 da 155 millimetri (costano 3 milioni l'uno e Kiev ne ha ricevuto 90) con una gittata di 24 chilometri. E poi droni e lanciagranate anticarro. Un arsenale che permette ai soladti ucraini di sferrare contrattacchi e di andare a colpire anche in territorio russo. Difficile riuscire a ribaltare la situazione nel Donbass, per non dire in Crimea (presa da Putin nel 2014) ma forse a un certo punto Zelensky potrebbe essere tentato di non fermarsi se l'esercito russo iniziasse ad indietreggiare. Gli conviene - nel caso - puntare a recuperare Donbass e Crimea? Quali i costi in fatto di vite umane? 

Escalation del conflitto

Conviene all'Occidente una serie di vittorie ucraine che mettano all'angolo Putin? Potrebbe, il leader russo eventualmente in panne, tentare il tutto per tutto ordinando ai suoi generali usare armi nucleare tattiche o chimiche?   Per quanto ritenuto improbabile un'escalation basata su uno scambio apocalittico di missili intercontinentali, per la Russia non è facile nemmeno affrontare le conseguenze dell'impiego di armi nucleari di portata limitata. Finora il tabù nucleare è stato rotto solo dagli Stati Uniti nel 1945 e anche sul fronte interno potrebbero esservi resistenze da parte delle gerarchie russe, soprattutto se nel frattempo la leadership di Putin non sarà ancora salda.

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 21 Maggio 2022, 20:48
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