Elezioni midterm Usa, seggi aperti: gli ultimi sondaggi e le sfide chiave

Negli Stati Uniti si vota per le elezioni di Midterm. Seggi aperti già in 37 stati e nel District of Columbia dove si trova la capitale federale Washington. I cittadini americani sono chiamati a rinnovare gran parte del Congresso, determinando così il destino dell'agenda della Casa Bianca nei due anni successivi, prima delle nuove elezioni presidenziali.

I primi seggi a chiudere saranno in Indiana e in Kentucky alla mezzanotte italiana, gli ultimi in Alaska alle 6 del mattino. I primi exit poll di un certo rilievo sono previsti all'una del mattino in Italia quando termineranno le operazioni di voto in alcuni degli stati con le sfide più aperte, come la Florida e la Georgia. Alle due del mattino gli exit poll del Texas dove per un posto in Senato va in scena la supersfida di queste midterm, quella tra il senatore Ted Cruz e l'astro nascente dei democratici Beto O'Rourke.
 


Oggi si rinnova l'intera Camera dei Rappresentanti (435 deputati) e un terzo del Senato (35 senatori su 100). Entrambi sono controllati dai repubblicani dopo le elezioni di metà mandato del 2014: per riconquistarli i dem devono difendere i loro seggi e conquistarne altri 23 alla Camera e altri 2 al Senato. Nel caso della Camera bassa il voto riflette di più la volontà popolare, con ogni Stato che elegge un numero di deputati proporzionale alla sua popolazione (in testa la California con 53 rappresentanti). Per la Camera alta invece ogni Stato (anche in date differenti) elegge 2 senatori. Per le midterm in molti Stati Usa si va alle urne anche per rinnovare le assemblee elettive, eleggere i governatori (in 36 Stati su 50) ed esprimersi anche su una serie di referendum.

In base agli ultimi sondaggi e alle previsioni, il voto dovrebbe spostare gli equilibri alla Camera, dando la maggioranza ai Democratici, mentre il Senato dovrebbe mantenere una risicata maggioranza repubblicana, anche se le ultimissime rilevazioni registrano un aumento di incertezza e un recupero dei repubblicani. Donald trump poi ha trasformato, come di solito non è avvenuto invece con i presidenti che l'hanno preceduto, il voto in un referendum sulla sua figura, polarizzando ancora di più lo scontro.

 


Secondo l'ultimo sondaggio Washington Post-Abc News, i dem hanno perso terreno ma mantengono il loro vantaggio nella corsa per la Camera tra gli elettori registrati: sono avanti di 7 punti, 50% contro 43%, in linea con le altre rilevazioni. La percentuale è più bassa dell'11% rispetto allo scorso mese e addirittura dimezzata rispetto ad agosto (+14%). Il margine di errore offre comunque un'ipoteca e la leader dem alla Camera Nancy Pelosi canta già vittoria pensando di tornare speaker. Ma il giornale avverte che i risultati di un sondaggio a livello nazionale non si possono trasferire automaticamente sulle competizioni nei singoli collegi, tantomeno nei 60 più incerti. Resta inoltre l'aleatorietà legata al fenomeno Trump, che smentì ogni previsione nella corsa alla Casa Bianca.
 
Donne, afro-americani, musulmani, ispanici, appartenenti alla comunità Lgbtq, possibili candidati per la Casa Bianca: le elezioni di Midterm nell'era di Trump e del #MeToo promettono intanto di segnare molti primati, alimentare nuove speranze e diversificare il Congresso. L'ondata rosa di candidate batte ogni record e fa impallidire il 1992, «l'Anno delle Donne»: su 964 nominee 272 sono donna, di cui 84 nere (+42% rispetto al 2014). Gli  afroamericani, i latini e gli asiatici in corsa sono 215, i candidati Lgbtq 26. Ecco di seguito alcune delle sfide più importanti e dei personaggi più interessanti da seguire la notte del 6 novembre.

BETO-CRUZ, SUPER SFIDA IN TEXAS
A duellare sono l'ex candidato alla Casa Bianca Ted Cruz e l'astro nascente dei democratici Beto O'Rourke, il 'nuovo Kennedy' che qualcuno già vede in corsa per la Casa Bianca nel 2020. Il primo è in vantaggio di 6-7 punti, ma Beto, carismatico trascinatore di folle e artefice di una raccolta fondi record, conta sul fattore affluenza.

OCASIO-CORTEZ, LA NUOVA STELLA SOCIALISTA DI NY
Dopo aver sbaragliato alle primarie un big del partito, Alexandria Ocasio-Cortez, di origini portoricane e sostenuta da Bernie Sanders, diventerà a 29 anni la più giovane della Camera. La sua elezione è solo una formalità, ma la consacrerà come una delle voci più nuove e potenti dei dem.

OMAR E TLAID, LE PRIME MUSULMANE IN CONGRESSO?
Ilhan Omar in Minnesota e Rashida Tlaib in Michigan potrebbero fare la storia diventando le prime musulmane a Capitol Hill. Omar, in corsa contro l'attivista conservatrice Jennifer Zielinski, ha già conquistato la copertina di Time e potrebbe diventare anche la prima rifugiata africana e la prima ad indossare l'hijab al Congresso, diventando «il peggior incubo di Donald Trump».

TRE NATIVO-AMERICANE VOGLIONO FARE LA STORIA
Sharice Davids in Kansas e Deb Haaland in New Mexico potrebbero diventare le prime donne nativo-americane in Congresso. Paulette Jordan aspira invece ad essere la prima governatrice nativo-americana in Idaho.

EX TOP GUN CONTRO PRIMA BISESSUALE AL SENATO
Le sfide tutte rosa tra Camera e Senato sono 33, mai così tante donne l'una contro l'altra. Una delle più interessanti è in Arizona, dove si sfidano la repubblicana Martha McSally, ex top gun come McCain, e la dem Kyrsten Sinema, che in caso di vittoria sarà la prima donna apertamente bisessuale eletta in Senato.

SPANBERGER, L'EX AGENTE CIA CHE SEDUCE I PROGRESSISTI
Sembrava una 'mission impossiblè conquistare il collegio per la Camera numero sette di Richmond, Virginia, appannaggio dei Gop dal 1970, ma Abigail Spanberger è riuscita ad infiammare l'ala più liberal dei dem ed ora è testa a testa con il deputato uscente David Brat.

GEORGIA, ABRAMS POSSIBILE PRIMA GOVERNATRICE NERA IN USA
La dem Stacey Abrams, appoggiata da Barack Obama, Bernie Sanders e dalla star Oprah, potrebbe debuttare come prima governatrice afroamericana degli Usa, puntando su una piattaforma apertamente progressista. La sua è una corsa all'ultimo voto contro Brian Kempt, in uno dei duelli più tesi di Midterm.

GILLUM VUOLE DIVENTARE IL PRIMO GOVERNATORE NERO IN FLORIDA
Andrew Gillum, 39 anni, sindaco della capitale Tallahassee, aspira a diventare il primo governatore afroamericano del principe degli swing state. Incarna l'ala più progressista dei dem ma ora tutto il partito lo appoggia, da Obama a Sanders. Anche per lui sfida all'ultimo voto, con il falco repubblicano Ron DeSanctis.

NEWSOME, IL FUTURO GOVERNATORE DELLA CALIFORNIA ANTI TRUMP
Ex sindaco di San Francisco, a lungo vice governatore della California, il dem Gavin Newsome ha già ipotecato nei sondaggi la vittoria contro il businessman John Herman Cox e la guida del più ricco e potente stato americano, promettendo di inasprire la guerra a Donald Trump su tutti i fronti. Carismatico, ricco, bello e mondano, qualcuno vede in lui un nuovo Kennedy o comunque un possibile candidato per la Casa Bianca.

I referendum

CANCELLARE LA SCHIAVITÙ
Gli elettori del Colorado sono chiamati ad esprimersi sulla possibilità di rivedere la costituzione per l'abolizione di alcune norme sulla schiavitù e lo sfruttamento forzato. La schiavitù è già illegale nello Stato, ma non se usata come punizione. Già due anni fa ai residenti era stato chiesto di esprimersi al riguardo, ma il referendum non era passato e la costituzione non era cambiata.

SPINELLO LIBERO
In Michigan si vota per la legalizzazione della cannabis per uso ricreativo, applicando le stesse regole vigenti per il consumo di alcol, fra le quali l'età minima di 21 anni per il possesso e il consumo. In Utah e Missouri si vota per la legalizzazione della marijuana per uso medico.

TASSARE LA SILICON VALLEY
A San Francisco al voto c'è la 'Proposition C', un'imposta che divide i big dell'hi-tech per far fronte all'emergenza dei senzatetto, provocata anche dall'aumento degli affitti per la presenza dei giganti del web e della tecnologia. L'iniziativa prevede un contributo dello 0,5% sui ricavi netti delle società con fatturato superiore ai 50 milioni di dollari.

PIÙ IMPOSTE SUL TABACCO
Gli elettori del South Dakota sono chiamati a votare una misura che aumenta le tasse sul fumo per finanziare le scuole e ridurre le elevatissime rette universitarie per gli studenti.

OBBLIGO DI FAR RAZZOLARE
Fra le misure al voto anche quella in California per imporre agli agricoltori l'obbligo di concedere più spazio alle galline da uova, pena il divieto di vendere i propri prodotti. Stesse regole previste per altri animali da allevamento, dai suini da riproduzione ai vitelli.


 
Martedì 6 Novembre 2018, 15:38
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