In quarantena costruisce un cavallo di carta con le buste dei pasti: «Così ho battuto la noia»

Covid, in quarantena costruisce un cavallo di carta con le buste dei pasti: «Così ho battuto la noia»

Per battere la noia bisogna lavorare d’ingegno. David Marriott è un art director di origine inglese, e di mezz’età, che vive e lavora a Sydney: lo scorso febbraio ha affrontato il dramma della morte di suo padre Harry, stroncato dal Covid, e si è imbarcato per Londra, per assisterlo rendergli l’estremo saluto. Sapeva che avrebbe dovuto affrontare due settimane di quarantena (all’andata è stato opitato dalla sorella), e al ritorno si è procurato ogni tipo di gaget per passare il tempo, compreso un set di palline, per imparare a fare il giocoliere. Ma il tempo, in quell’hotel di Brisbane, non passava davvero mai, così David ha cominciato a raccogliere le buste di carta in cui gli venivano consegnati i pasti, e ha messo in moto la sua vena creativa.

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Il risultato è in una serie di fotografie pubblicate dal Guardian, in cui si vede uno straordinario cavallo di carta (o meglio, un pony) che troneggia nella sua stanza d’albergo. “Ho pensato - ha spiegato - che quelle borse erano di una carta marrone spesse e di ottima qualità, avevo già fatto lavori del genere, ed è stato naturale terminare la mia opera con un cappello da cowboy, per cavalcare la mia opera”. 

 

Secondo dati statistici inglesi, la noia è stata una delle cause principali di disturbi psicologici, sofferti dai cittadini britannici nel corso di quest’ultimo anno di lockdown. L’Independent ha interpellato un professore dell’Università di Waterloo, in Canada, James Danckert, uno dei massimi esperti dell’argomento. In un suo studios scientifico, ha monitorato i segnali celerebrali di un gruppo di persone, intento a compiere un lavoro ripetitivo (nello specifico, stendere i panni). «Era come se i loro cervelli si fossero messi in stand-by», ha detto. 

 

«Si tratta di una specie di regressione - ha precisato - le persone possono vagare con la mente, sognare a occhi aperti o avere immagini del proprio passato, o pensare a piani per il futuro». La noia è una specie di letargia, ma che si accompagna spesso a stati di agitazione. Per questo, precisa l’esperto, “prolungati periodi di noia sono dannosi per la saute fisica e mentale”. I pazienti hanno spesso il battito del cuore accelerato, e alti livelli di cortisolo, che aumenta la pressione sanguigna e che è uno dei sintomi privilegiati dello stress.

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Erin Westgate, ricercatrice dell’Università della Florida, sottolinea che nei suoi esperimenti le persone annoiate hanno mostrato comportamenti anomali, come eccesso di alimentazione, o addirittura comportamenti “sadici” e “antisociali”. Gli stati di noia cronici, precisa, erano già noti prima della pandemia, come causa di stati di depressione e ansia, e anche di abuso di sostanze stupefacenti o di alcol. Non solo: ci sarebbe anche una relazione tra cronico stato di noia e inclinazione al gioco d’azzardo. Un semplice dato: nel 2020, a causa del lockdown, i casi di depressione sono aumentati nel Regno Unito dal 9,7 al 19,2 per cento.

 

Anche per questo, battere la noia in maniera creativa, darsi un progetto o un obiettivo, può essere una maniera efficace per superare le insidie dell’isolamento.

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 5 Aprile 2021, 12:12
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