Bombe a grappolo a Kiev: cosa significa, come verranno usate e cosa può cambiare nella guerra

Le munizioni a grappolo libereranno le loro decine e decine di “bombette” sopra le aree disseminate di trappole esplosive

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di Marco Ventura

 «Le abbiamo ricevute, ma non le abbiamo ancora usate e… sì, le cluster bomb, le bombe a grappolo, possono radicalmente cambiare la situazione sul campo di battaglia, lo sanno anche i russi. La nostra controffensiva ha successo, ma non abbastanza. Dobbiamo attraversare fitti campi minati. Queste bombe le useremo rigorosamente lontano dai civili e soltanto con l’approvazione dei grandi capi. Al momento, il tema urgente è quello dei missili a lungo raggio. È come nel pugilato, la lunghezza delle braccia è importante. Possiamo sconfiggere i russi sul lungo termine, se abbiamo i mezzi…». Parla dritto il generale ucraino Oleksander Tarnavskyi alla Cnn, come pure un altro generale, David Petraeus, ex comandante delle forze americane in Iraq e Afghanistan, poi direttore della Cia all’indomani del 9/11.

SOSTEGNO

«Io – dice Petraeus – sostengo con forza la decisione del presidente Biden e credo che queste armi possano avere un effetto significativo per la guerra. Ce n’è grande bisogno per aiutare gli ucraini a sfondare le linee difensive russe attraverso i campi minati, i fossati anti-carro, le cinture di trincee, i denti di dragone e quant’altro. Poi ci vuole una strategia di strike allungati per colpire i luoghi di raccolta dei riservisti, i centri di comando, i punti di rifornimento, i depositi di munizioni e i pezzi d’artiglieria, cioè i veri killer». La fornitura di bombe a grappolo è «molto importante, anche perché le munizioni cominciano a scarseggiare, il consumo è enorme». In più, la percentuale di cluster bomb inesplose una volta a terra, il rischio maggiore per i civili anche dopo molti anni, nel caso delle versioni Usa è molto bassa, secondo Petraeus il 2,5 per cento «se non di meno», e infine «si tratta di una decisione dell’Ucraina che vuole usare queste bombe sul proprio territorio, per liberarlo, e non su quello di qualcun altro». Tanto la decisione di fornire armi che oltre 120 Paesi hanno messo al bando, come ha ammesso anche Biden, che su “Foreign Policy” è intervenuto anche Oz Katerij, giornalista anglo-libanese e attivista dei diritti umani, tra coloro che hanno più contribuito alla firma della convenzione contro le cluster bomb, per dire che nel caso dell’Ucraina è stato giusto e “morale” inviarle. «Capisco l’impatto che queste armi hanno sui civili più di tanti decisori di Washington e, in un mondo ideale, desidero ancora che Stati Uniti, Russia e Ucraina firmino e ratifichino la convenzione… Ma noi non viviamo in un mondo ideale.

Credo che fornire a Kiev queste armi sia necessario dal punto di vista militare, e giustificato moralmente». Cita poi sistemi che pur essendo più devastanti delle cluster bomb, non sono vietati, in particolare le “bunker buster” russe e l’americana Gbu-43/B Moab, «la madre di tutte le bombe».

PROMESSE

L’Ambasciata russa negli Stati Uniti non crede alle promesse ucraine di non usare le cluster bomb contro i civili. «Le forze armate di Kiev non rispetteranno alcuna restrizione nella selezione dei loro obiettivi, perché sono disperate a causa delle perdite colossali e dell’incapacità di ottenere successi sul fronte». In realtà, proprio per scongiurare altre vittime tra i soldati nei campi minati russi, le munizioni a grappolo libereranno le loro decine e decine di “bombette” sopra le aree disseminate di trappole esplosive. E in rete sono virali le immagini di quelle che sono descritte come montagne di cluster bomb usate dai russi attorno a Kharkiv. Valeryi Shershen, portavoce del distretto militare meridionale ucraino, cuore della controffensiva, spiega alla Reuters che queste munizioni «demotiveranno ulteriormente le forze d’occupazione e cambieranno in modo sostanziale le cose a nostro favore. Non le useremo sul territorio russo, ma nelle aree in cui sono concentrati militari russi per sfondarne le difese».

 

CONDIZIONI

Alla Tv ucraina l’analista militare ucraino Oleksander Musiyenko dice che le cluster bomb amplieranno «le capacità delle nostre truppe e saranno impiegate nel Sud, per penetrare e distruggere le fortificazioni nemiche». Cinque le condizioni sottoscritte dagli ucraini per avere le nuove munizioni: usarle per liberare i propri territori, non in Russia, e mai nelle aree urbane ma solo nei campi dove c’è concentrazione di militari, poi tenere un «rigoroso registro» di quelle usate e dei luoghi d’impiego per consentire, quarta condizione, di neutralizzarle in un secondo momento, e infine aggiornare gli alleati sulla loro «efficacia».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 14 Luglio 2023, 22:00
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