Altaroma 2020, A.I. Herbarium: «Un invito a un nuovo rapporto con la natura»

Clara Tosi Pamphili e Alessio De’ Navasques, i curatori della sezione A.I. Herbarium di Altaroma, spiegano l'idea alla base del progetto. A.I. Herbarium prende ispirazione da quello di Emily Dickinson datato 1845: la cura amorevolmente  scientifica che mise nel suo erbario rivela la passione per la natura che ha influenzato tutta la sua poetica.

Il laboratorio permanente ospiterà:

L'Atelier di osservazione della materia di Chiara Cavallo, designer di gioiello: le piante e il territorio come veicolo di cultura e di tradizione. Il workshop vuole fornire uno sguardo sulla natura per far emergere il nostro punto di vista e la nostra cultura al fine di comporre insieme nuovi elementi da indossare. Grazie alla sua partecipazione al progetto Keur Design 2, organizzato a Dakar da EUNIC - Eu National Institutes for Culture - con 8 designer europei e 16 artigiani senegalesi racconterà anche l’esperienza sul territorio africano con due artigiani locali - Serigne Bamba Guye e Ibrahima Diatta - guidati nella realizzazione di una collezione di gioielli contemporanei volta ad avere uno sguardo formale e compositivo innovativi.

Veronica Raccah con cui sarà possibile partecipare a un progetto collettivo, un laboratorio creativo libero e spontaneo nell’ambito del quale ognuno potrà creare con diverse tecniche una pagina di un Erbario Tessile Immaginario ispirato al Codex Seraphinianus.



Le lezioni specifiche saranno:

Venerdì 24 Gennaio dalle ore 15,00 In collaborazione con il Museo Orto Botanico di Roma, un workshop con Andrea Bonito curatore del Giardino dei Semplici, la sezione dedicata alle piante tintorie, sulle specie vegetali che possiedono sostanze e composti in grado di colorare i tessuti. 

Le tecniche di tinture naturali per la moda e per il cinema con Maddalena Marciano: l'unione fra il fiore e la materia e le diverse colorazioni che dipendono da questi due elementi. L’incontro con un’esperta ma anche la possibilità di ascoltare aneddoti legati alla realizzazione di famosi costumi per lo spettacolo.




Domenica 26 dalle ore 12,00 Gaia Ceriani Franchetti, documentarista, esperta della cultura tessile indiana e fondatrice dello spazio di ricerca Indoroman. Un allestimento di tessuti preziosi, naturali e interamente realizzati a mano - dal cotone fino alla “seta non violenta” - farà da sfondo al suo racconto “Storia e geografia del Khadi”. Una lavorazione millenaria grazie all’arcolaio: simbolo dell’Indipendenza e del movimento del Khadi, creato da Gandhi, come resistenza politica ed economica all’impero britannico.

Domenica 26 alle 16,30 proiezione “La ruota del Khadi: l'ordito e la trama dell’India”. Girato in tre anni, in diversi viaggi, con una troupe italo indiana e un montaggio di 5 mesi, è un film documentario che racconta la storia dell’India, attraverso le sue arti tessili. Voce narrante è la carismatica Tara Gandhi Battacharjee, la nipote del Mahatma Gandhi. Un documentario di Gaia Ceriana Franchetti, prodotto da Indoroman, presentato nella selezione ufficiale della scorsa edizione della Festa del Cinema di Roma.

 
Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Gennaio 2020, 13:27
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