Censis-Lottomatica, il gioco legale in Italia vale oltre 8 miliardi di euro

La cifra incassata evidenzia una notevole ripresa del gioco dopo lo stop forzato del 2020

Censis-Lottomatica, il gioco legale in Italia vale oltre 8 miliardi di euro

Oltre 8 miliardi di euro e 413 milioni di euro nelle casse dello Stato. E' questa la cifra record registrata dal gioco legale in Italia. Si tratta del Primo Numero dell’Osservatorio Permanente Censis-Lottomatica che evidenzia una notevole ripresa del gioco dopo lo stop forzato del 2020.

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Lo Stato italiano utilizza le entrate erariali del gioco legale, oltre 8 miliardi di euro nel 2021, a copertura della spesa pubblica, e gli italiani sono convinti che debba essere lo Stato a regolare e gestire il gioco a tutela del consumatore e delle collettività, per garantire la legalità. 

«Con la ripresa della normalità - afferma il professore Giuseppe De Rita, Presidente Censis- gli italiani hanno ricominciato a giocare legalmente e la filiera del gioco è ripartita. Essenziale il ruolo dello Stato che è insieme garante della legalità attraverso il sistema delle concessioni e i controlli, e garante dell’utilizzo appropriato delle entrate erariali che provengono dal gioco. Grazie al ruolo dello Stato un’attività che fa parte della quotidianità degli italiani si può svolgere legalmente, senza eccessi e con un contributo per via fiscale a finanziare attività collettive socialmente rilevanti».

Per avere un ordine di grandezza di cosa sia il gioco per lo Stato, basti pensare che nel 2021 le tasse su questo settore hanno rappresentato il 2,4% del totale della spesa per consumi finali della Pubblica Amministrazione. E, con queste entrate, è possibile coprire la spesa annua che le amministrazioni pubbliche destinano alle attività ricreative, culturali e di culto, che per il 2021 è stata di 6 miliardi e 476 milioni di euro, o quella per le abitazioni e l’assetto del territorio, pari a 7 miliardi e 83 milioni, o quella per la protezione dell’ambiente di 5 miliardi e 774 milioni.

In prospettiva futura, sono 8 miliardi di euro quelli che sono appena stati distribuiti dal Ministero della Salute nell’ambito del PNRR per investimenti di ammodernamento della rete ospedaliera e dei presidi territoriali. Inoltre, con un importo pari a quello della tassazione sul gioco sarebbe possibile costruire 35 nuovi ospedali, con una capienza di circa 16.000 posti letto o realizzare 2.050 interventi di edilizia scolastica per la costruzione di nuovi edifici, in grado di ospitare 615.200 studenti (il 7,4% del totale). Con quella cifra, si si potrebbero realizzare 164 chilometri della tratta di alta velocità Salerno-Reggio Calabria, per collegare il Mezzogiorno al resto del Paese.

Sarà lo Stato a decidere dove destinare le entrate derivanti dal gioco, ma anche delineare il perimetro entro cui deve svolgersi, senza rischi, l’attività ludica: l’83,6% degli italiani è convinto che lo Stato debba regolare e gestire il gioco legale a tutela del consumatore e della collettività.

Dal report è emerso che qualsiasi logica proibizionistica, rispetto a un comportamento tipicamente umano come quello del gioco, porta a relegarlo nella sfera del divieto e, quindi, dell’illegalità. Al contrario, occorre concretamente riconoscere che, se socialmente organizzato, il gioco pubblico riesce a evitare che una parte dei giocatori cada nella trappola dell’illegalità e dei gruppi criminali. Dunque, giocare legalmente è la migliore certificazione che il gioco rappresenta un’attività praticabile in modo responsabile, sano e contenuto e che oggi è un fenomeno diffuso divenuto una componente dello stile di vita (non solo) degli italiani.

Secondo Federico Freni, Sottosegretario al Ministero dell'Economia: «Purtroppo il gioco soffre ancora delle speculazioni etiche. In Parlamento abbiamo dovuto combattere per evitare che il comparto del gioco tornasse all’illegalità in quanto non si volevano prorogare alcune concessioni. La legge delega che abbiamo promosso va proprio nella direzione di prevedere una regolamentazione unitaria del gioco, per contrastare il gioco illegale e favorire quello legale».

Marcello Minenna, Direttore Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli: «Il lockdown ha colpito il settore del gioco pubblico legale e non quello illegale. L’Agenzia, in quel periodo, individuò uno strumento per reprimere il gioco illegale attraverso il ‘Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale’. Ci siamo coordinati con la Polizia di Stato e abbiamo messo a punto un regolamento. Siamo intervenuti in oltre 100 Comuni e abbiamo chiuso oltre 150 punti illegali di gioco, elevando sanzioni pecuniarie per svariati milioni di euro. L’obiettivo è far comprendere che è necessario vigilare il gioco pubblico, contrastando l’illegalità attraverso una regolamentazione con interventi anche di modernizzazione grazie alle nuove tecnologie».


Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Luglio 2022, 22:09
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