Una panchina a Manhattan, Anna Ottani Cavina e la scoperta della grande bellezza inseguendo le mostre
di Paola Pastorini

Una panchina a Manhattan, Anna Ottani Cavina e la scoperta della grande bellezza inseguendo le mostre

In passato le grandi mostre riscrivevano la storia dell’arte. E scatenavano furibondi liti tra critici, ma facevano diventare celebrities artisti sconosciuti.

Così Bramantino o e La Tour assurgevano da gregari a protagonisti. Il libro di Anna Ottani Cavina, docente di storia dell’arte e critica, in “Una panchina a Manhattan” raccoglie le cronache “in diretta”, di queste esposizioni, a volte da città o sedi improbabili, e ricostruisce artisti, scelte curatoriali, opere e tecniche. Non solo: restituisce l’emozione della bellezza.

Anna Ottani Cavina, Una panchina a Manhattan, Adelphi, 395 p, 48 euro
Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Gennaio 2020, 10:56
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