Amanda Garrone poliziotta scomoda. La mossa dell'impiccato secondo romanzo della giornalista Daria Lucca
di Stefania Cigarini

Amanda Garrone poliziotta scomoda. La mossa dell'impiccato secondo romanzo della giornalista Daria Lucca

Daria Lucca ha trascorso la vita professionale tra redazioni e aule di tribunale, scrivendo di criminalità e processi, soprattutto penali. E libri d'inchiesta. Poi è nata Amanda Garrone la poliziotta di Distanza di sicurezza, il primo romanzo, e ora de La mossa dell'impiccato.
Naturale evoluzione rispetto alla sua esperienza professionale?
«In parte sì, perché ho frequentato quegli ambienti, conosco il ritmo, il passo, il tipo di ragionamento. L'esperienza professionale mi ha aiutato a indirizzarmi al genere letterario che è già il mio preferito, il giallo».
La trama ruota attorno allo scandalo in una banca toscana.
«Nessun riferimento in particolare, ma certo mi sono ispirata a quello che è diventato il fenomeno delle banche locali in Italia, venete piuttosto che pugliesi, ai fallimenti, al rapporto malato tra economia e politica, alla percezione che ne hanno i cittadini».
La Garrone è un condensato di quali personaggi?
«Investigatrici che ho conosciuto, ma anche detective della tv, Top of the lake di Jane Campion o The killing».
Usa spesso il termine vicequestrice, al femminile, qualche volta al maschile...
«Non mi accanisco, ma credo sia giusto gettare semini».
La Garrone ricorre a scorciatoie: per avere giustizia vera è impossibile violare le regole?
«Diciamo che la legge è una cosa, la giustizia è un'altra. E che quando si tratta di donne questa regola vale anche di più».

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Martedì 2 Luglio 2019, 05:01
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