I Peccati Immortali che fanno tremare Roma: politica e Vaticano tra fiction e realtà
di Marco Esposito

I Peccati Immortali che fanno tremare Roma: politica e Vaticano tra fiction e realtà

Realtà o romanzo? È la prima domanda che ci si pone leggendo Peccati Immortali, il libro di Fabrizio Roncone e Aldo Cazzullo. Perché nel romanzo delle due famosissime firme del Corriere della Sera si alternano fiction e realtà. Il libro è un giallo, che si dipana tra Vaticano, Parlamento e palazzi del potere.

Fabrizio Roncone, dica la verità: quanto vi siete divertiti lei e Cazzullo a scrivere il libro?
«Sarei bugiardo se negassi che ci siamo anche divertiti, però abbiamo messo pure grande serietà, nella scrittura di questo romanzo. Sotto la forma narrativa del giallo, raccontiamo pezzi di verità. Sveliamo i meccanismi e le dinamiche della politica italiana, dove la lotta per il potere è tutta in un miscuglio di ricatti, intrighi e sesso. Per la prima volta, così, i lettori avranno la possibilità di leggere un giallo ambientato nel Transatlantico di Montecitorio. Per questo, nel nostro libro la verità si sovrappone alla fantasia. Ci sono personaggi veri, come Renzi, Salvini, o il potente tesoriere dei Ds Ugo Sposetti, e altri personaggi che invece sono inventati. Mi piace ricordare la coppia di investigatori piuttosto nuova, nel panorama del noir italiano: un grasso ex agente dei servizi segreti che ha cambiato vita è fa l'antiquario, Leone Di Castro detto Gricia, come il piatto della tradizione culinaria romana, e suor Remedios, una suorina che lavorava per un cardinale morto in un'orgia».

Difficile scrivere a quattro mani?
«A noi è sembrato facile. Ma ci conosciamo da una vita, e abbiamo una grande intesa. Anche professionale».
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Martedì 1 Ottobre 2019, 05:01
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