Onda su onda, Enzo Gentile fa la storia dei tormentoni estivi dagli anni '60 a oggi
di Totò Rizzo

Onda su onda, Enzo Gentile fa la storia dei tormentoni estivi dagli anni '60 a oggi

Dai Los Marcellos Ferial al duo Baby K - Giusy Ferreri, dai grandi team d’autori-arrangiatori dei favolosi Sessanta (Morricone e Bacalov) ai Re Mida 2.0 (Takagi e Ketra fra tutti), la hit dell’estate, il cosiddetto tormentone, vive e lotta insieme a noi. Da oltre 60 anni, ormai. Spalmata sulle spiagge e sparata in cuffia, ballata in discoteca e rombante nelle classifiche. Sul fenomeno indaga, sotto il profilo storico, musicale e sociologico, Enzo Gentile, giornalista e docente di Musica pop-rock alla Cattolica di Milano, nel libro “Onda su onda – Storie e canzoni nell’estate degli italiani».

 

Gentile, quale molla ha spinto la sua curiosità?

«Era strano che non esistesse una panoramica meditata su questo fenomeno che intanto è solo italiano ed è talmente radicato nel nostro costume da rinnovarsi ogni estate dagli anni ’60 ad oggi. Ma la molla più forte è stata constatare come in un anno catastrofico come il 2020, durante una pandemia, pur affrontando restrizioni severe, la gente avesse voglia del tormentone estivo e ci fosse più di un brano candidato a questo titolo».

 

Quali differenze nell’arco di oltre mezzo secolo?

«Musicali, sociologiche, di mercato del disco. Ma ci sono anche punti in comune, a cominciare dalla voglia di ballare. È cambiata comunque la fruizione della musica: non ci sono più le gare, dal Cantagiro al Festivalbar, al Disco per l’estate che erano vetrine importanti, a dettar legge non ci sono più radio e tv ma c’è Spotify, non esistono più i juke-box ma il grande contenitore di YouTube. Anche il fatto che le vacanze non siano più lunghe come un tempo è un fattore di diversità».

 

Si può identificare una età aurea del tormentone?

«Con certezza gli anni Sessanta. Poi nei ’70 l’affermarsi del cantautorato e dei gruppi rock indirizzò altrove il gusto, disturbando questa catena produttiva. Ma pian piano il tormentone si riprese il suo spazio stagionale, dai primi anni ’80: penso a “Vamos a la plaja” o a “Maracaibo”».

 

Il tormentone è stato croce e delizia per molti artisti.

«Pensi a un autore prolifico come Gianni Togni: se in concerto non canta “Luna” non lo fanno andar via. O a Raf con “Self control”. Poi ci sono quelli che ancora oggi identificano un’epoca: Edoardo Vianello è sinonimo di anni Sessanta, è il testimonial onnipresente delle estati di quel decennio».

 

Le canzoni-simbolo della bella stagione si sono portate appresso i pregiudizi di molti, in special modo dei critici.

«Verissimo ma non ne hanno sofferto perché la potenza dei numeri ha aggiustato tutto. Se guardiamo ai risultati di un team autorale-produttivo come Takagi e Ketra, beh, tanto di cappello, alla fine hanno ragione loro. E poi anche involontariamente sono diventate tormentoni canzoni di Ligabue, della Nannini, di Tiziano Ferro. E il pregiudizio, via via, s’è offuscato».

 

Il suo libro è dedicato a Elio e Renata che «hanno cominciato a ballare insieme un’estate di tanti anni fa». Par di capire che…

«Sì, sono mio padre e mia madre che negli anni ’60 mi hanno fatto conoscere e amare quelle canzoni durante le vacanze al mare, a Viserba in Romagna e a Pineto, in Abruzzo».

 

Dal suo osservatorio di docente universitario, i giovani subiscono il fascino del tormentone?

«Certo, lo avvertono anche quelli nei cui gusti non rientra affatto: una forma stagionale d’evasione, di innocente divertimento».

 

Tormentone dell’estate 2021.

«Direi che si accredita già in buona posizione “Salsa” di J-Ax e Jake La Furia. Ma se fossi in loro mi guarderei le spalle dall’insolito trio Fedez-Orietta Berti-Achille Lauro che è uscito pochi giorni fa con “Mille”. Saranno anche operazioni di marketing, come afferma qualcuno, ma…».

 

 

Enzo Gentile, Onda su onda. Storie e canzoni nell’estate degli italiani, Zolfo editore, 408 p, 18 euro


Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Giugno 2021, 11:58
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