Il giornalista Bonucci "biografo" dell'allunaggio: «Quel 21 luglio 1969 si aprì un mondo, siamo pronti al turismo spaziale»

Il giornalista Bonucci "biografo" dell'allunaggio: «Quel 21 luglio 1969 si aprì un mondo, siamo pronti al turismo spaziale»

di Paolo Travisi

Se nella finzione del cinema, nel 1902, il regista George Mèlies, realizzò il primo film di fantascienza, Viaggio sulla Luna, l’uomo ci mise veramente piede, quello di Neil Armstrong, nel 1969. A 53 anni dall’allunaggio (l’anniversario è domani) la Luna è di nuovo protagonista dei sogni, o meglio del desiderio di conquista dei governi. E non solo. A raccontare cosa significhi oggi la Luna, è il giornalista Michele Bonucci, che nel libro L’uomo sulla Luna (edito da Rcs Mediagroup) ha affrontato l’eterna rivalità Usa-Russia, la sfera umana dei tre astronauti dell’Apollo 11, le mire dei miliardari Musk e Bezos che vogliono trasformarla in un luogo di vacanze, ma anche le tesi del complotto, secondo cui l’uomo sulla Luna, non c’è mai stato.

«L’interesse verso lo spazio non è mai scemato, anzi oltre all’interesse delle potenze internazionali. Alla corsa delle solite Usa e Russia si aggiungono anche l’India e la Cina, ed i Paperoni mondiali che nel 2021 hanno inaugurato l’era del turismo spaziale» spiega Bonucci.

Quando viaggiare sulla Luna sarà alla portata di molti?

«C’erano progetti sul turismo lunare che però la pandemia ha bloccato. Si parla di costruire hotel spaziali dove passare una settimana di vacanze. Credo che nei prossimi anni si svilupperanno progetti più concreti».

Nel libro affronta i celebri fake video, secondo cui l’allunaggio non è mai avvenuto?

«Si, racconto la nascita della teoria del complotto, nata negli anni ’60 e poi amplificata da Internet e nel libro analizzo le molto ipotesi».

La più assurda?

«Che l’uomo non sia mai andato sulla Luna nel 1969 perché non c’era la tecnologia adatta e che i video che vediamo siano stati realizzati in studio da Stanley Kubrick, il regista di 2001 Odissea nello spazio».

Tanti aneddoti sulla Luna. Qual è il più curioso?

«Nel 2002 un complottista inseguiva gli astronauti per farli giurare sulla Bibbia di esserci stati. Buzz Aldrin, uno dei tre dell’Apollo 11, dopo aver rifiutato gentilmente, sentendosi dare del bugiardo, non ci pensò all’età di 72 anni a dargli un bel cazzotto sul viso».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Luglio 2022, 16:20
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