Lucio Giunio Bruto: il console che scacciò i re e inventò la potenza di Roma
di Elena Benelli

Lucio Giunio Bruto: il console che scacciò i re e inventò la potenza di Roma nel romanzo di Raffaele Alliegro

Perché Marco Giunio Bruto partecipò alla congiura contro Cesare nel 44 avanti Cristo? Perché 500 anni prima un suo antenato, Lucio Giunio, aveva già combattuto e vinto contro un tiranno. “Il segreto di Bruto” di Raffaele Alliegro (Edizioni Spartaco, 240 pagine, 14 euro) racconta nella forma del romanzo storico la vita di questo secondo e più antico personaggio che si finse stupido per non essere ucciso, sopravvisse alle epurazioni, fece esiliare il re, fondò la Repubblica e fu il primo console di Roma. Una specie di Zorro dell'antichità.



Nel romanzo, la Pizia, oracolo di Delfi, gli rivelò presente e futuro di una Roma all’epoca divisa tra due anime: quella romana, inflessibile, onesta, orgogliosa, primitiva, e quella etrusca, commerciale, moderna e raffinata. Bruto sapeva che quel villaggio di rudi pastori sulle rive del Tevere era destinato a diventare caput mundi, trasformandosi nella più potente macchina da guerra mai esistita, tra lotte di potere, crudeltà, semi di libertà soffocati. E fu lui, nipote adottato del Superbo, da tutti creduto uno sciocco, a tessere la tela della rivolta che scoppiò dopo lo stupro di Lucrezia da parte di uno dei figli del re. Console inflessibile, Bruto fece decapitare perfino due dei suoi figli, rei confessi di avere tramato contro la res publica.

Nello stesso anno in cui diventò console cadde in battaglia. E il romanzo lo immagina consapevole del fatto che, centinaia di anni dopo, un discendente avrebbe raccolto il suo testimone: quel Marco Giunio Bruto congiurato contro Caio Giulio Cesare, alle Idi di marzo del 44 a.C. Nei cardini tracciati da Tito Livio nell’operaAb Urbe condita, Raffaele Alliegro fa scorrere personaggi e accadimenti, perfetta sintesi tra fatti storicamente accertati e coerente invenzione, restituendo un clima di passioni che, ieri come oggi, agitano la vita.

Molti misteri vengono disseminati e via via svelati nel racconto che si snoda, per 16 capitoli, in una serie di episodi realmente avvenuti: la scoperta dei libri sibillini, le guerre contro Gabii e Ardea, lo stupro di Lucrezia, lo scoppio della rivolta guidata da Bruto e poi l’esilio del sovrano, la nascita della Repubblica, il complotto contro Bruto cui parteciparono anche i suoi due figli, la morte di Bruto in battaglia, lo scenario in cui maturò l’uccisione di Cesare. Ma anche il collegamento con Atlantide, le lettere della sacerdotessa di Delfi, le predizioni dell’oracolo sul futuro di Roma e sulla storia che verrà. In 240 pagine la storia di un eroe che inventò la potenza di Roma.
Martedì 10 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:22
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