Dario Nardella e la riscossa dei sindaci: "Più poteri alle Città, serve una Rete europea per guidare le scelte di vita"

Dario Nardella e la riscossa dei sindaci: "Più poteri alle Città, serve una Rete europea per guidare le scelte di vita"

Una Rete europea delle Città, per dare i “giusti poteri” ai sindaci dei luoghi dove si svolge la maggior parte della vita dei cittadini. 
Dario Nardella, sindaco di Firenze al suo secondo mandato, ha scritto un libro-manifesto (“La città universale”, editore La Nave di Teseo, 400 pagine, 19 euro) per esprimere quello che i primi cittadini (soprattutto italiani) avvertono oramai come un’esigenza non più rinviabile: quella di contare nella programmazione e di essere presenti in maniera organica nelle stanze dei bottoni delle scelte della Commissione Europea. 

Il futuro deve quindi passare soprattutto per le mani dei sindaci? 
«Il sindaco rappresenta l’unica istituzione che ha un rapporto diretto con i cittadini: ma ha troppe responsabilità e praticamente nessun potere reale di incidere sui destini della comunità - dice Nardella -. Servirebbe un’inversione di tendenza rispetto ai poteri dei parlamentari, perché dovrebbe essere competenza del primo cittadino decidere - ad esempio - sulla tutela dei centri storici e delle botteghe che custodiscono la tradizione urbana, sugli affitti brevi, sull’ambiente e la qualità dei trasporti. Invece non è affatto così. Allora ecco la necessità di un nuovo Umanesimo che parta dalle Città, che metta i sindaci al centro dei progetti di sviluppo. Un “protagonismo nazionale” che però deve essere essenzialmente “europeo”».

Il movimento dei sindaci però c'è già stato. Dopo Tangentopoli, la rinascita della politica fu caratterizzata proprio dall'elezione diretta dei primi cittadini.

«Ma questa è una stagione molto diversa, difficile ed esaltante al tempo stesso. Rispetto alla stagione dei sindaci iniziata nel 1993, ora le Città d’Europa sono i veri centri dell’innovazione sociale e tecnologica, il cuore pulsante di un Continente che deve rispondere a sfide sempre più complesse».

Come dovrebbero cambiare le regole attorno alla figura del sindaco?

«Innanzitutto un chiarimento: non credo al cosiddetto "partito dei sindaci". Oggi ci sono primi cittadini di levatura nazionale: penso a Sala a Milano, Manfredi a Napoli, Gualtieri a Roma, Decaro a Bari solo per citarne alcuni. Però i sindaci devono essere i primi e più autentici protagonisti della politica. Dalla Polonia alla Spagna vedo piuttosto un Movimento europei dei sindaci, Nelle Città si sperimentano e si applicano tutti i nuovi modelli di sviluppo indicati dalla Commissione Europea: le scelte che puntano alla "neutralità climatica", quelle sulla modernità dei trasporti, la forestazione, gli impianti. Fondamentale la cooperazione istituzionale e tra le Città». 

Cosa propone ancora nel suo libro?

«Di togliere il limite di mandato ai sindaci. In Europa non esiste e neppure in Italia, tranne che per i primi cittadini. Perfino il Presidente della Repubblica abbiamo visto che può essere rieletto per altri 7 anni. Il limite al mandato di un sindaco lo stabiliscono i cittadini, con le elezioni».

Ho letto anche di un organismo di rappresentanza a Bruxelles...

«Si, un organismo permanente che rappresenti le Città dentro la Commissione Europea, che opera scelte socio-economiche di valenza pluriennale. I sindaci vanno ascoltati prima di decidere, serve il confronto con chi - poi - applicherà materialmente le norme». 

La Città universale, insomma. Un manifesto che va ben oltre l'attuale limite del suo mandato come primo cittadino di Firenze...

«Scadrò a maggio 2024 e non sono più ricandidabile con le norme attuali. Certo, quell'anno si voterà ache per il rinnovo del Parlamento europeo. Però, al di là di cosa mi riserverà il futuro, affermo che i nuovi poteri ai sindaci consentono anche alla Sinistra italiana di ripartire dalle basi, ricostruendo un corretto dialogo politico con i cittadini. Più di 6mila Comuni sono amministrati da sindaci di sinistra, credo siano il punto della ripartenza. Sindaci con più competenze e poteri, perché la storia d'Italia e d'Europa è soprattutto una storia di Città». 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 14 Novembre 2022, 13:26
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