Se la Terra fosse senza uomini, torna il saggio cult di Alan Weisman
di Paola Pastorini

Se la Terra fosse senza uomini, torna il saggio cult di Alan Weisman

La domanda non è oziosa, soprattutto in tempi di coronavirus. Come diventerebbe la Terra senza gli uomini? Cosa accadrebbe sia al pianeta sia agli animali, ma anche banalmente, alle condutture dell’acqua, alla luce elettrica, alla metropolitana, ai rifiuti, alle strade? Alan Weisman a tutti questi quesiti ha risposto 17 anni fa con il suo Il mondo senza di noi (Einaudi) tradotto in italiano nel 2008.

Nel saggio, diventato best seller in tutto il mondo, indispensabile leggere o rileggere in questi giorni di clausura, il giornalista e scrittore americano ipotizza, appunto, la fine della specie umana e le trasformazioni del pianeta, libero dall’homo sapiens. Con la natura che si riprendere spazio, senza più le limitazioni dettate dall’uomo. Implacabilmente Weisman inizia il rendiconto. Dopo solo 48 ore le metropolitane, a partire da quella di New York, sarebbero inondate; dopo un anno l’asfalto si spaccherebbe; dopo quattro anni i palazzi si sbriciolerebbero per l’escursione termica gelo-caldo senza più riscaldamento e manutenzione.

Le tracce più longeve dell’uomo? I rifiuti radioattivi, la plastica e il bronzo, destinati a restare millenni. E solo dopo 500 anni le foreste si riprenderebbero la Terra. Ma dopo 10 milioni di anni dell’uomo, nessuna traccia.

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Aprile 2020, 08:35
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